Mercoledì sera, Donald Trump ha inaugurato la Great American State Fair, un evento volto a celebrare i 250 anni degli Stati Uniti. Poco prima, gli eredi di Leonard Cohen hanno espresso la propria contrarietà all’utilizzo previsto del brano Hallelujah, del compianto cantautore, durante la manifestazione a Washington D.C. «La Leonard Cohen Estate ha appreso che la canzone “Hallelujah” verrà eseguita durante un comizio di Donald Trump il 24 giugno», si legge in una dichiarazione. «Tale utilizzo non è autorizzato e l’Estate non sostiene né approva questo o qualsiasi altro uso analogo». Il comunicato si conclude con un riferimento ironico a una delle formule di chiusura preferite dal presidente sui social media: «Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione».
Qualcosa di simile era accaduto già nel 2020. Quando, durante la Convention Repubblicana, risuonarono le note di Hallelujah, la famiglia aveva fatto sapere di essere «sconcertata dal fatto che il Partito Repubblicano abbia deciso di procedere pur sapendo che la Leonard Cohen Estate aveva specificamente rifiutato la richiesta di utilizzare il brano, e dal loro tentativo piuttosto sfacciato di politicizzare e sfruttare in modo così eclatante “Hallelujah”». In quell’occasione, gli eredi avevano suggerito ironicamente a Trump di chiedere piuttosto l’autorizzazione per You Want It Darker, title-track dell’ultimo album dell’artista.
Non solo Trump: il sovrautilizzo di “Hallelujah” che infastidiva lo stesso Leonard Cohen
Nonostante le obiezioni, tuttavia, gli organizzatori della serata hanno comunque usato la canzone. Come mostrano i video dell’evento, il cantante d’opera di Long Island Christopher Macchio ha unito le forze con il Master Gunnery Sergeant Kevin Bennear della Marine Band per eseguire il brano. Ad accompagnare la performance, il sorvolo di un bombardiere B-2.
La celebre canzone di Cohen, del resto, è tra le più amate e reinterpretate di sempre. La Recording Industry Association of America riferisce infatti che Hallelujah vanta cover di oltre 300 cantanti, in diverse lingue e nel corso di vari decenni. Tra le versioni più note, figurano quella di Jeff Buckley nell’album Grace del 1994 e quella di Rufus Wainwright per la colonna sonora del film Shrek (2001). Molto nota anche quella dei Pentatonix, che ne hanno proposto una rilettura a tema natalizio nell’album A Pentatonix Christmas del 2016.
Prima della sua scomparsa nel 2016, Cohen aveva commentato le numerose cover del pezzo in un’intervista del 2009 al Guardian. «Leggevo la recensione di un film intitolato Watchmen che utilizza la canzone», aveva dichiarato. «Il recensore scriveva: “Possiamo per favore imporre una moratoria sull’uso di ‘Hallelujah’ nei film e nei programmi televisivi?”. Beh, la penso più o meno allo stesso modo. Credo sia una bella canzone, ma la cantano in troppi».
Federica Checchia





