Cinema

Stasera “Shrek” l’eroe che ci guida oltre la nostra palude di luoghi comuni

Un orco, un asino parlante e una principessa soggetta ad un’insospettabile sortilegio sono i tre improbabili protagonisti di questa favola raccontata da Andrew Adamson e Vicky Jenson nel film d’animazione del 2001. “Shrek” è un film che gioca con i topoi del mondo delle favole e lavora per contrari, per opposti, cercando soluzioni paradossali, spesso comiche e senz’altro inedite.

Nell’universo fiabesco, che lavora per semplificazione, i personaggi sono tendenzialmente “tagliati con l’accetta” e divisi nelle due categorie alternative di “buoni” e “cattivi”, dove alla bellezza corrisponde la bontà e, allo stesso modo, la cattiveria si accompagna al brutto e all’anomalo. In questo cartone animato si parte proprio dall’aspetto esteriore per demolire questo schema di luoghi comuni e stereotipi.

L’eroe della vicenda è un orco verdastro che finisce per sviluppare un affetto sincero per una principessa fuori dal comune, che nasconde un segreto che la rende più simile a Shrek di quanto non si possa inizialmente immaginare. Il grande antagonista è invece il principe Lord Farquaad, ridicolizzato sin da subito per la sua bassa statura che lo rende fondamentalmente innoquo, se non fosse per la sua spregevolezza e l’autorità che gli deriva dal titolo.

Shrek e Ciuchino in una scena di "Shrek", Credits: YouTube
Shrek e Ciuchino in una scena di “Shrek”, Credits: YouTube

“Shrek” e il ribaltamento programmatico del mondo delle favole

“C’era una volta una principessa bellissima, vittima però di un tremendo incantesimo che poteva essere spezzato solo dal primo bacio di vero amore. Era rinchiusa in un castello sorvegliato da un terribile drago sputafuoco. Molti cavalieri coraggiosi avevano tentato di liberarla da quella prigione, ma senza successo. Ella attendeva nella fortezza del dragone, nella stanza più remota della torre più alta, il suo amore e il primo bacio di vero amore… Sì, certo! Aspetta e spera!”

Il fil si apre con queste parole lette dalla voce italiana di Renato Cecchetto ed è subito evidente l’ironia che dominerà tutta la narrazione: troviamo citati già molti degli stilemi tipici delle favole che verranno travolti, punto per punto, dalla vena parodica della fiaba marchiata DreamWorks KSG.

Trailer originale di “Shrek”

Il “tremendo incantesimo” minaccia, infatti, proprio quella bellezza per la quale la principessa viene lodata dal libro di favole. Il drago sputafuoco è in realtà una draghessa, sensibile e romantica, che si innamora del povero Ciuchino che la ricopre di complimenti per salvarsi la vita.

E quando si parla di quel “vero amore“, forse l’unico contenuto fiabesco che viene salvato dal film, ecco che arriva il tagliente cinismo di Shrek a dirci “Aspetta e spera!“. E se da un lato questa battuta ci appare profetica perchè nulla andrà come previsto, dall’altro ci sembra ingenua perchè nega quello stesso lieto fine a cui l’orco va incontro e che, alla fine dei conti, desidera e merita.

Una favola per tutte le età

Da film che può vantare molteplici livelli di lettura, “Shrek” è senza età. Ha personaggi divertenti e sopra le righe che conquistano facilmente la simpatia di bambini e bambine e una trama facile da seguire. Allo stesso tempo, tuttavia, coltiva un sottotesto ed un’ironia più sottile che sono diretti ad un pubblico più adulto e maturo, oltre a lavorare con il ribaltamento di materiale culturale ancorato alla tradizione, che si gusta tanto più quanto più se ne può essere consapevoli.

Per chi volesse recuperare questo cult da premio Oscar, per chi fosse stato travolto dalla curiosità e per chi vuole rivedere per la centesima volta l’amabile orco “fatto a strati” farsi spazio nel suo mondo, “Shrek” va in onda stasera alle 21.20 su Italia1.

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.
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