Dysterio Design crea la linea Spring

Dysterio Design, il laboratorio orafo faentino, non smette di stupire. Del resto, da un creativo amante della velocità come Stefano Sangiorgi, non ci si poteva aspettare diversamente. Romagnolo di nascita è cresciuto a Faenza, nella patria della Minardi, che lo ha fatto appassionare di moto e macchine fin da piccolo.

Nel 2016, Sangiorgi, fonda a Faenza Dysterio Design, il suo laboratorio orafo per rappresentare a pieno il suo concetto di Arte: “Design non è solo creare o saper disegnare ma, saper unire uno stile ad un oggetto funzionale per renderlo qualcosa a cui non si può fare a meno: una vera e propria necessità.”

Tra gioielli e linee innovative, nel giro di poco tempo la porta in ferro, al numero 21 di Vicolo Pasolini, diventa l’indirizzo più ricercato da tutti. La vena creativa di Dysterio è inarrestabile, Stefano e il suo team lavorano ogni giorno per dare vita ai gioielli che i clienti commissionano. Pezzi unici e rigorosamente artigianali; dagli orecchini per un videoclip di Rihanna, alla cintura indossata dalla moglie di Tommy Hilfiger durante il Benefit Gala di New York del 2018, fino alla nuovissima e inedita collezione fatta di anelli, bracciali, ciondoli e cinture per Peter Dundas, ex direttore creativo di Cavalli.

Spring - Credits: Dysterio Design
Spring – Credits: Dysterio Design

Dysterio Design crea Spring, i gioielli ispirati agli ammortizzatori

Il bello dei creativi? Non hanno limiti. Se in più aggiungi, alla creatività, la maestria di un artigiano orafo, il risultato non può che essere strepitoso. Da una vecchia passione per i motori ad una linea di gioielli che racchiude anelli, bracciali e cinturini per gli Apple Watch.

Faenza, patria dell’automobilismo sportivo, delle scuderie di Formula 1 come l’ex Scuderia Toro Rosso ora Alpha Tauri, a pochi chilometri dal circuito di Misano, ha fatto scattare in Stefano la voglia di studiare a fondo le componenti che formano una macchina, per poter creare un prezioso che potesse essere adatto agli appassionati come lui.

E tutto da cosa parte? Una molla. Una semplice molla, Spring, per l’appunto. Dietro alla realizzazione del pezzo c’è un lunghissimo studio, fatto di bozzetti disegnati a mano e progetti in 3D per immaginare il risultato finale.

Di Spring, ci sono differenti versioni, ad esempio Spring III che è composta da 14 componenti meccaniche che si aggiungono a due pistoni, 3 molle e 21 viti. Tutto montato diligentemente a mano! La particolarità? Questo gioiello è personalizzabile in tutte le sue parti. Sportivo ma elegante, perfetto per qualsiasi occasione è realizzato in diversi materiali come argento e rutenio satinati e galvanico rutenio.

Perfetto sia per lui che per lei! Che cosa state aspettando?

Annalisa Pomponio

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