Israele sta colpendo duramente la Striscia: intorno alle 23 di ieri sera è iniziata l’annunciata massiccia operazione di terra su Gaza City, con attacchi aerei e bombardamenti su tutto il territorio. Il bilancio dall’alba di oggi è già altissimo: oltre 40 i morti, mentre ieri le vittime sono state 62, secondo fonti mediche. Secondo le stime, si calcola che dall’inizio del conflitto il 7 ottobre 2023, un decimo della popolazione palestinese sia rimasta uccisa.

Tank e truppe israeliane in azione nell’assalto finale a Gaza City. ‘Abbiamo iniziato l’operazione intensiva, è una fase cruciale’, annuncia Netanyahu. ‘Avanti fino alla sconfitta di Hamas e al rilascio degli ostaggi’, dice il ministro della Difesa Katz.

Circa 400.000 palestinesi hanno finora evacuato Gaza City verso altre aree della Striscia. Lo conferma l’Idf in una stima riportata dal Times of Israel, sottolineando che circa un milione di palestinesi risiedevano nella città prima che l’esercito israeliano iniziasse la grande offensiva nella zona. 

Ieri, il premier Benyamin Netanyahu aveva riferito che circa il 40% degli abitanti aveva lasciato la città. Negli ultimi giorni, il ritmo delle evacuazioni è aumentato fino a decine di migliaia di persone al giorno, secondo l’esercito.

Mentre anche all’Onu si comincia a parlare apertamente di genocidio per indicare ciò che Israele sta portando avanti nella Striscia di Gaza (è questa la conclusione a cui è arrivata una commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite dopo una lunga indagine, ndr), si fanno sempre più drammatiche le notizie e le testimonianze che arrivano da ciò che resta della città, trasformata da Netanyahu in un vero e proprio campo di battaglia.