Musica

È morto Giovanni Pezzoli, il cofondatore degli Stadio

È morto all’età di 70 anni Giovanni Pezzoli, batterista e cofondatore (nella primavera del 1981) degli Stadio insieme a Gaetano Curreri, Marco Nanni, Ricky Portera e Fabio Liberatori. A darne la notizia è il gruppo su Instagram

È morto Giovanni Pezzoli, il cofondatore degli Stadio

A dare la notizia è lo storico cantante della band Gaetano Curreri sui social: «Alle 21.00 di questa sera purtroppo Giovanni ci ha lasciato. I nostri pensieri e i nostri cuori sono pieni di dolore! Vogliamo ricordarlo con il suo sorriso e la voglia di fare musica per farci e farvi divertire. Ciao Giovanni». Di Bologna, Pezzoli era stato colpito da un grave malore nella notte tra il 24 e 25 marzo del 2016, mentre si trovava in vacanza in montagna e poche settimane dopo la vittoria degli Stadio a Sanremo con uno dei brani più famosi della band, Un giorno mi dirai. Fu proprio per suonare il pezzo vincitore che il batterista tornò per la prima volta sul palco nell’agosto successivo. Pochi minuti sul palco dell’Arena della Regina di Cattolica a Rimini, dove Curreri e tutto il pubblico presente lo accolse tra gli applausi. Da quel momento il cofondatore di una delle band più note della musica italiana non è più tornato a suonare, sostituito nel frattempo da Adriano Molinari, collaboratore di Zucchero, e poi da Iarin Munari. Il ricovero dello scorso giugno per accertamenti aveva fatto preoccupare i fan: «Giovanni non sta bene. Per ora non possiamo aggiungere altro per rispetto nei suoi confronti e dei suoi famigliari», avevano scritto sulla pagina Facebook “Giovanni Pezzoli friends“, «vi chiediamo solo di avere pazienza e pensare a Gio con tutta la positività possibile, che ci auguriamo possa essergli di aiuto. Sono momenti difficili, non insistete per cortesia nel chiedere informazioni. Grazie di cuore». Tramite la stessa pagina lo scorso 7 dicembre era arrivata un’immagine più rassicurante: Pezzoli nel letto d’ospedale con il pollice alzato e l’accenno di un sorriso aveva fatto sperare in un imminente ritorno a casa

Inizia a suonare la batteria a 13 anni su brani di Cream, Vanilla Fudge, Deep Purple, Led Zeppelin e Dik Dik.  All’età di 18 anni, nel 1970, per la festa di carnevale, suona al palasport di Bologna con il suo gruppo Gli Indecisi: la guest star dell’occasione era Lucio Dalla. Qualche giorno dopo gli telefonò proprio Dalla che gli propose un ingaggio di alcune serate a San Martino di Castrozza, in sostituzione del suo abituale batterista che si era ammalato.

Da questo momento inizia con Dalla una lunga collaborazione che lo porterà a suonare in quasi tutti i suoi album, fino al 1992. Nel 1976, grazie alla lunga pausa delle continue tournée di Lucio Dalla, inizia a suonare nella band Junior Magli.

Nel 1977, negli studi Fonoprint di Bologna conosce Gaetano Curreri che, insieme al suo amico Vasco Rossi ed al gruppo Le Cinque Lire, stavano facendo un disco; in questa occasione risuona le batterie precedentemente registrate nel primo album di Vasco “Ma cosa vuoi che sia una canzone”.

Nello stesso anno torna nel gruppo di Dalla, composto anche da Portera e Nanni per preparare il tour Banana Republic; vista la mancanza di un tastierista propone il nome del suo amico Curreri che entra nella band di Dalla insieme a Fabio Liberatori.

È proprio in questa fase, verso la fine degli anni settanta, che insieme a Gaetano Curreri pensa al progetto di fondare un gruppo: con l’aiuto anche di Dalla e Ron, da lì a poco, nasceranno gli Stadio.

Nella primavera del 1981 vengono ufficialmente fondati gli Stadio: per tutta la sua carriera musicale ne farà parte come batterista; lui e Curreri ne saranno gli unici due membri che non si allontaneranno mai dal gruppo.

Nel 1984, a poche settimane dalla prima partecipazione al Festival di Sanremo per un grave infortunio deve assentarsi dalle attività del gruppo: alla batteria lo sostituisce un giovane batterista emiliano che partecipa al suo posto al Festival, alle uscite televisive e ai concerti fino al suo rientro. Il 25 marzo 2016 viene colpito da un grave malore. Nel novembre del 2022 la sua salute declina, costringendolo a un ricovero in ospedale.

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