Domenica è partita da Siracusa, diretta verso la Striscia di Gaza, un’altra nave gestita dalla Freedom Flotilla Coalition, dopo il blocco di quella precedente, la Madleen, il mese scorso.
La Freedom Flotilla Coalition è l’organizzazione che si oppone ai blocchi imposti da Israele all’arrivo di cibo e beni di prima necessità nella Striscia di Gaza, e più in generale al controllo che Israele esercita sulla Striscia da anni: a giugno la Madleen era partita verso la Striscia con 12 persone a bordo (dieci attiviste e attivisti, tra cui l’attivista ambientalista Greta Thunberg, e due giornalisti) per trasportare cibo e altri beni essenziali, ed era stata poi abbordata e bloccata dalla marina militare israeliana. L’imbarcazione era stata poi riportata in Israele, le persone a bordo interrogate e poi espulse verso i paesi d’origine.
La nave partita domenica si chiama Handala, come il personaggio creato dall’artista palestinese Naji al-Ali, diventato un simbolo del sostegno alla causa palestinese. Anche in questo caso trasporta beni essenziali, e anche in questo caso il viaggio ha l’intento anche simbolico di fare pressione sul governo israele.
Lo stesso nome della nave, Handala, arriva dal personaggio creato dal famoso vignettista palestinese Naji al-Ali. “Un bambino rifugiato a piedi nudi che volta le spalle all’ingiustizia e che ha giurato di non mostrarsi in volto finché la Palestina non sarà libera – ha ricordato la Freedom Flotilla Coalition – questa imbarcazione porta con sé il suo spirito e quello di ogni bambino di Gaza a cui sono stati negati sicurezza, dignità e gioia”.
“A bordo ci sono medici volontari, avvocati, attivisti per la giustizia sociale, giornalisti e organizzatori di comunità. Non siamo governi. Siamo persone, che intervengono laddove le istituzioni hanno fallito”, si sottolinea nel comunicato stampa, rimarcando che questa missione “è per i bambini di Gaza”.





