“Transitare fuori dai combustibili fossili” e accelerare “l’azione in questo decennio critico”. Così finisce la Cop28 di Dubai: sebbene con diversi limiti, il primo Global Stocktake, il bilancio globale sulle azioni intraprese e da intraprendere, è già storico, perché include i combustibili fossili, anche se con un linguaggio ‘diplomatico’ e pone l’accento sulla necessità di agire già da questa decade, con l’obiettivo di zero emissioni nette (Net Zero) al 2050.

La bozza preparata dagli Emirati Arabi Uniti è stato adottata senza obiezioni. “Dal profondo del mio cuore, grazie – ha detto il presidente di Cop28 Sultan al-Jaber -Abbiamo percorso insieme una lunga strada in un breve lasso di tempo. Abbiamo lavorato molto duramente per garantire un futuro migliore alla nostra gente e al pianeta. Dovremmo essere orgogliosi dei nostri risultati storici. Il mio paese, gli Emirati Arabi Uniti, è orgoglioso del suo ruolo nell’aiutarvi ad andare avanti”.

Il Global Stocktake è stato ufficialmente adottato dai delegati. Si tratta dell’ultima bozza presentata poco dopo l’alba di oggi. In plenaria, l’annuncio. Il presidente della Cop28, Sultan Al Jaber ha affermato che l’accordo è “storico” e che gli Emirati Arabi Uniti, sono “giustamente orgogliosi” del loro ruolo nella mediazione del primo accordo sul clima che chiede l’abbandono dei combustibili fossili in questo decennio. L’alleanza delle piccole isole Aosis riconosce che “da un punto di vista procedurale, il testo rivisto del Global Stocktake rappresenta un miglioramento e riflette una serie di osservazioni presentate dai piccoli stati insulari in via di sviluppo” alla presidenza della Cop28. Tuttavia, la finestra mondiale per mantenere in vita l’obiettivo di restare sotto l’1,5° si sta rapidamente chiudendo e “riteniamo che il testo non fornisca l’equilibrio necessario per rafforzare l’azione globale per correggere la rotta del cambiamento climatico”.

È stato approvato l’accordo della COP28: cosa dice la bozza

La proposta nella bozza ai Paesi è stata una “transizione” per abbandonare i combustibili fossili entro il 2050, dopo che più di cento Stati ne avevano chiesto l’eliminazione completa.

Il documento di 21 pagine prevede anche l’obiettivo di triplicare la capacità delle energie rinnovabili entro il 2030 e di raddoppiare il tasso di efficienza energetica durante questo periodo, sebbene i paesi del G20 si fossero già impegnati in questo. Nel testo si chiede inoltre di accelerare gli sforzi per ridurre progressivamente l’uso dell’energia prodotta dal carbone e di spostarsi verso sistemi energetici con emissioni nette pari a zero.

Le emissioni globali di biossido di carbonio, comprese le emissioni di metano, dovranno essere ridotto entro il 2030; dovranno essere eliminati gradualmente i sussidi ai combustibili fossili e dovrà essere accelerata la riduzione delle emissioni derivanti dal trasporto stradale.

Il testo approvato ora parla di: «Allontanarsi gradualmente dall’uso dei combustibili fossili per la produzione di energia, in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico, in modo da raggiungere lo zero netto entro il 2050, in linea con la scienza». La formulazione è più vaga della prima versione e soprattutto contiene un appello (“calls on“) più che vincoli formali per i governi, condizione che secondo vari osservatori indebolisce ulteriormente l’accordo.

Il testo segnala comunque la necessità di agire in fretta per limitare l’innalzamento della temperatura media globale oltre gli 1,5 °C. Negli ultimi giorni il presidente della COP28 Sultan Ahmed Al Jaber – che è anche l’amministratore delegato dell’azienda petrolifera statale emiratina, una delle più grandi al mondo – aveva detto di ritenere che non ci fosse «nessuna scienza, o scenario, che dica che l’abbandono graduale [phase-out] dei combustibili fossili permetterà di mantenere l’aumento delle temperature entro 1,5 °C». Il rapporto sul clima dell’ONU del 2022 sottolinea invece che tutti i diversi scenari di emissioni future che permettono di contenere l’aumento della temperatura media globale sotto 1,5 °C richiedono un’eliminazione quasi totale dell’uso dei combustibili fossili entro il 2050.

Alessia Spensierato