Mercoledì mattina in Turchia il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu è stato arrestato nella sua casa. Secondo i media turchi Imamoglu sarebbe indagato insieme a diverse altre persone, tra cui giornalisti e uomini d’affari, in un caso di presunta corruzione. Imamoglu, uno dei principali oppositori del presidente Recep Tayyip Erdogan, sarebbe stato portato al Dipartimento di Polizia di Istanbul e la sua casa è stata perquisita. Il blitz delle forze dell’ordine – viene spiegato – riguarda un centinaio di persone nei confronti delle quali sono stati emessi mandati di cattura.
In un video pubblicato su X prima di essere preso in custodia dalla forze dell’ordine Imamoglu ha parlato di “grande tirannia” poi, rivolgendosi ai suoi sostenitori, ha aggiunto: “Ci troviamo di fronte a una grande tirannia. Ma voglio che sappiate che non mi arrenderò”. Per quanto riguarda le accuse a suo carico il procuratore capo, citato da Cnn Turk, ha parlato di “corruzione”.
Ekrem Imamoglu ha 53 anni, è sindaco di Istanbul dal 2019 ed è uno dei principali oppositori politici del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. È un esponente del Partito popolare repubblicano (CHP), tendenzialmente di centrosinistra seppure con qualche elemento nazionalista, ed è il favorito alle primarie del CHP di domenica 23 marzo per scegliere il candidato alle prossime presidenziali (previste nel 2028). Per questo, l’arresto è considerato un ulteriore tentativo di Erdogan di ostacolare la candidatura di Imamoglu.
Il governatore di Istanbul ha annunciato che, per 4 giorni tra il 19 e il 23 marzo, saranno vietati tutti i tipi di riunioni e manifestazioni in città dopo l’arresto del sindaco Ekrem Imamoglu “al fine di mantenere l’ordine pubblico in tutta la città e prevenire eventuali azioni provocatorie”. Lo rendono noti i media turchi.





