Ejae, Rei Ami e Audrey Nuna sono state nominate Women of the Year da Billboard, ricevendo il prestigioso riconoscimento durante la cerimonia dei Billboard Women in Music 2026, tenutasi mercoledì sera. Le cantanti e autrici sono le voci del gruppo femminile K-pop immaginario HUNTR/X, protagoniste del film d’animazione di Netflix KPop Demon Hunters. Le tre artiste hanno fatto la storia grazie al singolo Golden, aggiudicandosi L’Oscar come miglior canzone originale, il primo assegnato a un brano K-pop, e un Grammy Award.
Le HUNTR/X hanno vinto il premio Women of the Year ai Billboard Women In Music 2026: il discorso di Ejae
«Lavorare nella musica non è facile», ha esordito Ejae, nell’accettare il premio. «E, in quanto donna asiatica, la mancanza di rappresentanza era evidente per me. Crescendo negli Stati Uniti, raramente vedevo artisti che mi somigliassero sui palchi occidentali. Così ho cercato di diventare un’idol K-pop. E quando non ha funzionato, ho pensato di aver chiuso con tutto. Ma quando ho scoperto la composizione di canzoni, ho capito che la musica stessa non mi aveva mai messo in discussione. Perché la musica non vede razza o genere. Chiede solo la verità. E quando ho portato dentro tutta me stessa, la mia verità, la mia completezza, la mia femminilità, tutto ha iniziato a cambiare. Ho capito che, come donne, il nostro potere non è mai stato quello di conformarci, ma ora è la resilienza di dire la nostra verità».
Ha poi concluso: «Quindi, vorrei dire a tutte le donne che si sentono invisibili: la vostra voce è qualcosa da onorare. La vostra storia non è qualcosa da sminuire, ma da amplificare. E la vostra identità non è una barriera, è la vostra forza. Perché quando creiamo senza scuse, ci riappropriamo del nostro spazio e ci sosteniamo a vicenda, non ci limitiamo a fare musica, ma possiamo cambiarne il suono».
Le difficoltà dell’essere una donna nell’industria discografica
Anche Rei Ami ha parlato del ruolo nelle donne nell’industria discografica: «Essere una donna in questo settore dominato dagli uomini a volte è davvero una schifezza. Dobbiamo lavorare il doppio, con il sorriso sulle labbra, mentre il mondo critica ogni minimo dettaglio del nostro essere. Prima siamo troppo magre, poi troppo grasse. Si passa da “oh, non dà niente” a “perché esagera tanto?”. Sembra assolutamente impossibile esistere. Oh, e Dio non voglia che tu sia sicura di te, ti crocifiggono per questo. Ma credo che sia per questo che sono così ossessionati, perché, beh, non c’è niente di più intimidatorio di una donna sicura di sé che sa cosa vuole. La nostra capacità di perseverare e di farci valere è un vero superpotere. Quindi, grazie a tutte le donne presenti in questa sala per aver usato i vostri superpoteri per ispirare, guidare e proteggere. Non siamo eccessive. Non siamo troppo rumorose. Siamo esattamente chi diavolo pensiamo di essere».
Dello stesso avviso anche Audrey Nuna, che ha ribadito il concetto: «Credo che tutte noi cresciamo con idee preconcette su quale dovrebbe essere il nostro ruolo di donne in questo mondo. E una cosa che, lavorando in questo settore in particolare, mi ha dimostrato in prima persona è che le donne sono leader nate, e sono le migliori in questo. Scusate, lo dico senza mezzi termini. E quando le donne si supportano a vicenda sinceramente, dal profondo del loro essere, sapete, prima ero entusiasta di Ella Langley, perché è stata davvero incredibile. Ecco, è una delle forze più trasformative, efficaci e innovative di questo mondo».
Federica Checchia





