“Le sento ogni venti minuti. Stavo andando da loro, lo spazio aereo è stato chiuso. Mia zia, la sorella di mia madre, è rimasta 4 giorni sottoterra, senza uscire. L’ha liberata da poco mio cugino, l’ha portata da mia mamma. Che mi dice: “Andriy, il tuo compito è raccontare quello che succede, aiutare”. Ho provato a farli venire qui, ma non vogliono abbandonare Kiev, è lo spirito ucraino. Le persone si aiutano, si stanno organizzando molto bene. C’è grande unione, abbiamo un presidente forte”. Le parole di Shevchenko sulla guerra in Ucraina e rivolte alla sorella e alla madre a Kiev sotto le bombe

“Sono così orgoglioso di essere ucraino. È un momento molto difficile per il mio Paese, per la mia gente, per la mia famiglia. Mia madre e mia sorella sono a Kiev in questo momento e lì stanno accadendo cose terribili. Persone che muoiono, bambini che muoiono, missili puntati contro le nostre case. Dobbiamo fermare questa guerra”, è l’appello di Sheva, che già si era speso in prima persona nei giorni precedenti, registrando anche un videomessaggio trasmesso dallo schermo di San Siro in occasione del derby di Coppa Italia.

Da Londra, dove vive con la moglie e i quattro figli e dove ha manifestato qualche giorno fa per la pace, l’ex capitano e CT dell’Ucraina ha poi rivolto parole durissime al presidente russo Vladimir Putin: “È un assassino – dice a Repubblica – Ora il bersaglio siamo noi, che confiniamo con la Russia. Ma dopo di noi, a quale Paese toccherà? Quello che accade è inumano, non bisogna smettere di parlarne. Abbiamo bisogno di sentire il sostegno della comunità internazionale in ogni momento. Ho detto grazie a Johnson, il premier inglese, e lo ripeto a Draghi: grazie, ci state supportando. Abbiamo bisogno di aiuti, di medicine. È uno dei più difficili momenti della storia ucraina, anche se il popolo è unito. Ogni minuto di ritardo può essere fatale, il tempo corre veloce”.