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Elisa Amoruso con “Maledetta Primavera” alla Festa del Cinema di Roma – RomaFF15

"Maledetta Primavera" di Elisa Amoruso
Maledetta Primavera” di Elisa Amoruso

Elisa Amoruso, già regista di documentari, tra cui “Chiara Ferragni Unposted“, porta alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Riflessi, “Maledetta Primavera“, uno spaccato di vita sul finire degli Anni Ottanta che prende il titolo dal celebre brano di Amerigo Cassella e Totò Savio con cui Loretta Goggi si piazzò seconda al Festival di Sanremo del 1981, un film in parte autobiografico che trae ispirazione proprio dall’infanzia della stessa regista, dai rapporti con la famiglia e da quell’amicizia speciale, che prelude all’ingresso nella difficile età dell’adolescenza, canzone scelta dalla regista anche per essere diventata nel tempo un manifesto del movimento Gay e Lgbt.

“Maledetta Primavera” – Trama

Siamo nel 1989 e Nina, undicenne interpretata dalla bravissima esordiente Emma Fasano, viene catapultata in un quartiere di periferia dove incontra una ragazza sudamericana di nome Sirley (un’altra esordiente, Manon Bresch) più grande di lei, che le stravolgerà la vita. Sarà proprio da Sirley, anche il titolo del libro scritto dalla stessa Elisa Amoruso per conto di Fandango, che trae spunto questo film, sottolineando con estrema delicatezza il passaggio critico dall’infanzia all’adolescenza.

Parallelamente alla scoperta di un universo di nuove emozioni da parte di Nina, il film mostra la storia dei suoi genitori, e di un altro ragazzino interpretato da Federico Ielapi (il “Pinocchio” di Garrone), recitati da Micaela Ramazzotti e Giampaolo Morelli, una coppia che vive di passione e conflittualità, ispirata a quella dei genitori della Amoruso che con grande capacità di osservazione e sguardo femminile, ci regala la storia di un amicizia speciale, che ricorda quella tra Lila e Lenù in “L’Amica Geniale” della Ferrante.

Maledetta Primavera” – Trailer Ufficiale

Elisa Amoruso e la sua universalità

Il tema autoriale della Amoruso è quello dello straniamento di chi si muove in un mondo di propria creazione, infatti in “Maledetta Primavera“, si evince l’universo di una ragazzina che muove i primi passi nell’adolescenza e scopre la propria sessualità al suono della Lambada, tormentone dell’estate 1989, con davanti l’esempio di una coppia, quella dei suoi genitori, per cui la passione è stata una reciproca condanna.

Storia della nascita di un’amicizia, o più in generale, nascita di nuove vite. Un film semplice e leggero che affronta il tema dell’innamoramento in modo trasversale e universale, rivolgendosi a coppie di ogni genere ed età, abbracciando diverse generazioni, dai nati negli anni ’70 ai “millennial”.

Giuliana Aglio