CronacaCultura

Elogio alla Sicilia: la terra vista dagli occhi di un viaggiatore (a)tipico

Quanta è bella la terra in cui viviamo! Tutti la adoriamo e per nulla al mondo la cambieremmo.

Per la maggior parte della gente perlomeno è cosi. Posso dirlo a gran voce, e con molta soddisfazione, che di questa terra tanto amata che è l’Italia, una regione da tanti considerata la più bella, è proprio la mia Sicilia.

Regione martoriata fin dall’antichità da tanti problemi, vessata e ridotta all’osso da chi, nei secoli, ha promesso vita ed ha lasciato aridità. Una regione, la mia Sicilia, invidiata dai più facoltosi e snobbata dai suoi stessi figli. Adorata dagli stranieri e castigata dai natii. Chi per svago, per viaggio di lavoro, o per caso si è trovato a passare dalla Sicilia ha portato con sé un ricordo indelebile di essa. Scrittori, filosofi, pittori e narratori che hanno incrociato il loro cammino con quello di questa terra, non hanno fatto altro che lasciar belle parole.

L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita
Goethe

Paesaggi mozzafiato, gente generosa, buon cibo ed aria rarefatta, pura e carica di salsedine ma anche aspra e profumata come le arance dei nostri ricchi agrumeti. Lì dove la linea di congiunzione tra mare e cielo è cosi sottile da non percepirsi all’occhio più arguto, lì dove la montagna e le onde del mare non sono antitesi ma mimesi, lì dove il calore del sole rende rigogliosi gli uliveti, lì dove la gente non toglie ma ti accoglie, lì dove il tuo sguardo si posa ma non riposa per i tanti monumenti, lì è la Sicilia. Una terra dalle mille sfaccettature, dai mille pregi e dalle bellezze ineguagliabili. Gioia dei turisti, fierezza dei più anziani e tristezza dei giovani. Non ci sarà alcuno “straniero” che potrà mai elogiare la Sicilia come lo può fare un suo figlio che l’ama ma che soffre nel vedere ciò che è diventata, nel capire che la deve lasciare se vuole crescere e vedere oltre, se vuole andare verso l’orizzonte futuro. Quanta gente che espatria, che con lo zaino in spalla guarda questa terra che l’ha generato ma come una madre in difficoltà purtroppo, non può aiutarlo. Quanta amarezza in quegli occhi le cui lacrime che scorrono hanno un sapore diverso, amaro e salato come quel mare che tutto da e tutto toglie. Lottare per restare o restare per lottare? Tanti ci provano e ci proveranno senza sapere se un giorno ci saranno vinti o vincitori. In realtà tutti siamo un po’ l’uno e un po’ l’altro.

“In Sicilia abbiamo tutto. Ci manca il resto
Pino Caruso

Chi non è nato in questa terra non potrà mai capire davvero cosa sia per un siciliano la vita senza di essa, senza la brezza del mare che lo accarezza nei giorni invernali, senza udire il brontolio lontano dell’Etna che erutta per far sentire la sua potenza, senza l’aroma di quell’arancia raccolta dall’albero della vicina campagna,senza il mormorio delle persone in quel dialetto ormai per tutti tanto familiare e senza quell’anziano seduto davanti al campanile di una Chiesetta di paese che aspetta gli amici per una chiacchierata o una giocata a carte (ovviamente siciliane).

Negli anni ho incontrato tanti volti ed ho visto tanti sguardi ma quelli di un siculo che torna nella propria terra natìa per le ferie non ha eguali. Il suo sguardo è unico, i suoi occhi luccicano proprio come l’acqua di quel mare che circonda la sua terra. Se mai ci fosse una fotocamera altamente professionale da riuscire a catturare quei luccichii negli occhi, quel sorriso felice e quell’emozione che trapela in quegli attimi, non ci sarebbe denaro alcuno in grado di poter acquistare quel fotogramma che, agli occhi degli “estranei”sarebbe solo una semplice foto ma che per un siciliano è vita. Chi  varca lo stretto non si sente fiero ma sconfitto per non esser riuscito a far rifiorire la propria Sicilia, ma anche speranzoso che la vita in “terra straniera” possa essere più generosa di quanto non lo sia stata nella propria.

“Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso”
Luigi Pirandello

Rosanna Maurici

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/14/elogia-alla-sicilia-la-terra-vista-dagli-occhi-di-un-viaggiatore-atipico/

Back to top button