Metropolitan Today

Emoticon, la faccina che ha rivoluzionato il modo di comunicare

Le emoticon fanno ormai parte del linguaggio comune, ma hanno una storia recente. Nascono nel 1982 quando Scott Fahlman, mettendo insieme i simboli della punteggiatura e le parentesi, rivoluzionò inconsapevolmente il modo di comunicare di milioni di persone.

La nascita delle emoticon

Il nome delle emoticon deriva dalla fusione di due parole “emotion” e “icon”. In quel messaggio originale, poi passato alla storia, Fahlman scrisse “Scott E. Fahlman propose that the following character sequence for joke markers:  Read it sideways. Actually, it is probably more economical to mark things that are NOT jokes, given current trends. For this, use :-(. Da allora quei due punti, trattino e parentesi sono diventati oggi anche arte, l’ASCII art, che si compone di figure e forme complesse. L’intento era quello di fornire uno strumento di disambiguazione del significato dei messaggi dei bulletin boards, gli antenati delle newsletter e dei forum, suggerendo un’emozione da associare al messaggio.

Nuova forma di comunicazione

La scrittura assume la forma della comunicazione orale che è caratterizzata dalla gestualità e della mimica facciale, l’uso delle emoticon permette di inserire elementi espressivi nei testi scritti trasmettendo emozioni e può modificare la percezione che gli altri hanno di noi influendo sulle nostre relazioni sociali. Oggi oltre il 90% degli utenti della Rete usa abitualmente emoticon quando invia testi scritti di messaggistica; gli esperti ci dicono che non si tratta solo di un fatto generazionale. Da alcuni studi effettuati risulta che ad usare questo modo di comunicare sono in larga parte adulti ed un buon numero di anziani.

Sara Marchioni

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