A livello teorico siamo tutti consapevoli del sostegno che le energie rinnovabili dovrebbero offrire. Se in precedenza l’aspetto pratico risultava ancora fumoso, con la guerra in Iran possiamo assistere concretamente alle differenze sostanziali, specie in termini di spesa. In particolar modo parliamo dell’energia solare, lo strumento che sta consentendo all’Europa di subire in minor quantità l’oscillazione dei prezzi dei combustibili fossili. Tutto questo mentre la guerra continua a mantenere i prezzi di petrolio e gas alle stelle.
L’impiego dell’energia solare, come tutte le rinnovabili, rappresenta una svolta importante per l’Europa
Come molti sapranno, il greggio Brent — utilizzato come riferimento mondiale per i prezzi del petrolio — risulta essere ancora particolarmente elevato a causa del controllo che l’Iran esercita sullo Stretto di Hormuz. Da questo passaggio, infatti, viene trasportato circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio. Tuttavia, una nuova analisi di SolarPower Europe ha rivelato che, grazie all’impiego dei pannelli solari, l’Europa è riuscita a risparmiare 20 miliardi di euro tra l’inizio di marco e il 15 luglio, riducendo la domanda di gas importato. I dati emersi fanno leva su un concetto ampiamente citato: il solare, così come le altre energie rinnovabili, rappresentano una via verso la sicurezza energetica duratura.
Walburga Hemetsberger, amministratrice delegata di SolarPower Europe, ha affermato: «Ogni megawattora generato dall’energia solare riduce la nostra dipendenza dai combustibili fossili importati e rende l’Europa più sicura». «Questa notizia arriva dopo che a giugno il solare è diventato la principale singola fonte di elettricità dell’UE, fornendo il 25 per cento dell’energia del blocco. È la prova dei risultati degli investimenti europei in risorse rinnovabili abbondanti e domestiche. Possiamo spingerci oltre e più rapidamente», ha aggiunto. Oltre a ciò, anche l’elettrificazione rappresenta uno strumento fondamentale per continuare a proteggere l’Europa dall’instabilità energetica.
La transizione verso l’energia pulita non è un’opzione, bensì una necessità
Tra gli esempi più concreti troviamo la Spagna che dal 2019 è riuscita a raddoppiare la propria capacità eolica e solare, rivelando gli effetti positivi soprattutto a lungo termine. A questi dati, si aggiunge un valore complessivo che mostra come l’eolico e il solare siano riusciti a rappresentare una quota record del 30% dell’elettricista dell’Ue. Così facendo, sono riusciti a superare i combustibili fossili di un punto percentuale. Questo, come è stato ribadito già tempo fa, si identifica come una tappa fondamentale nella transizione verso l’energia pulita.
Stefania Cirillo





