Musica

Ennio Morricone, le colonne sonore dell’ultimo gigante

Ennio Morricone è e si è dichiarato morto. In questo susseguirsi di articoli e citazioni che nelle ultime ore stanno inondando di tributi il discorso pubblico. Noi speriamo di non disturbare, inflazionando l’omaggio e non rispettandone la figura. Il compositore romano classe ’28 oggi scomparso è stato l’ultimo dei giganti della composizione musicale. Indiscusso esempio di artista universale, le sue colonne sonore hanno creato interi immaginari per diverse generazioni ad ogni angolo del globo. Morricone ha donato la più importante facoltà che la musica in primis e poi il cinema hanno in dote. L’evasione verso un altrove irraggiungibile, il sognare, la libertà.

Goethe appellato come “l’ultimo uomo universale a camminare sulla terra” amerebbe il compositore nostrano verso cui non vogliamo esimerci da un doveroso e sentito riconoscimento. Ennio Morricone è stato l’ultimo esempio di artista a tutto tondo, capace di studio e approfondimento, fatica, ispirazione e genio interdisciplinare. Insomma il reduce di una razza ormai in via di estinzione. Ripercorriamo le sue opere, augurandoci che l’esistenza di quest’uomo sia da monito per giovani e studiosi, grazie alla profondità e alla mole del suo lavoro e della sua passione.

La trilogia del dollaro

Il Buono, il brutto e il cattivo (1966) è forse il più celebre tra i film di Sergio Leone per cui Morricone curò le musiche. Fischi, spari, l’utilizzo dello jodel e la ripetizione delle due note a simulare l’ululato di un coyote fanno di questo tema un culto. Ogni personaggio aveva il suo carattere musicale e le sezioni dell’Estasi dell’oro nel cimitero e del Triello restano ancora oggi nella memoria, come fusione tra umorismo, tragedia e barocco.

La collaborazione Leone/Morricone entra nel vivo

Per un pugno di dollari (1964) era per Morricone la peggiore collaborazione con Sergio Leone, ma nonostante ciò iconica per gli amanti del genere. Morricone subentrò in corsa, il compositore dovette creare un tema ‘funebre’ richiesto dal regista, visto il numero di morti presenti del lungometraggio. Pensò quindi ad una ninna nanna composta anni prima; chiedendo poi ad Alessandro Alessandroni il Fischio che rimase simbolo della colonna sonora.

Il western all’italiana

C’era una volta il west (1968) è senza dubbi uno dei massimi capolavori del genio di Morricone con l’amico Sergio Leone. Anche qui ogni persona presenta un tema che lo contraddistingue, il regista volle che Morricone fosse pronto con le musiche prima dell’inizio delle riprese, diffondendole quindi durante la recitazione. Il tema canoro con Edda Dell’Orso è privo di parole, un viaggio paradisiaco da togliere il fiato per le lacrime. Come del resto la sezione L’uomo dell’armonica, ormai iconografia allo stato puro.

In Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) Ennio Morricone stupisce tutti lavorando con Elio Petri e Gian Maria Volontè. Un film grottesco ed iperbolico, di matrice Kafkiana con influnze da Brecht, il compositore sperimenta musiche tanto particolari da impressionare persino Stanley Kubrick. Mandolino usato come un clavicembalo e altri strumenti insoliti come il marranzano danno in suono, la psiche muta del protagonista.

Ennio Morricone alias Michelangelo Buonarroti torna ora a lavorare con Leone

Il 1984 è l’anno in cui Ennio Morricone alias Michelangelo Buonarroti per quanto riguarda la musica e la composizione contemporanea è pronto a realizzare la ‘sua’ Cappella Sistina. Tornando a lavorare con Sergio Leone esce infatti C’era Una Volta In America in cui temi come quello di The Lonely Shepard del panflautista Gheorghe Zamfir hanno definitivamente determinato lo stile western e lo stile Morricone, con infinita e struggente commozione. Non ultimo il Deborah’s Theme che ancora riecheggia nelle orecchie di tutti noi.

Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore è un letto su cui Morricone adagia musiche vellutate come carezze malinconiche. Flauti, strumenti a corda e pianoforte accompagnano il percorso dei personaggi. Il celeberrimo Tema d’amore nel quale il film raggiunge il suo apice è l’emblema di questo capolavoro cinematografico, a cui il compositore contribuisce in modo sostanziale anche con sezioni come Infanzia e Maturità.

Gli ultimi capolavori immortali

Nel 1998 Ennio Morricone torna a collaborare con Giuseppe Tornatore in La leggenda del Pianista sull’oceano tratto dal monologo teatrale Novecento di Alessandro Baricco. Trenta brani compongono la colonna sonora, con la partecipazione di Gilda Buttà e per le chitarre di Edward Van Halen. Ennio Morricone riesce qui ad esaltare ed accompagnare una narrazione poetica, in cui la musica (Jazz) funge da sinonimo della vita di un individuo come dell’umanità in senso lato.

Nel 2015 il regista Quentin Tarantino è riuscito a raggiungere per un suo film il maestro Morricone, suo idolo da sempre. La pellicola in questione è The Hateful Eight, per cui il compositore romano realizza interamente le musiche. Recuperando materiale dalla lavorazioni che in passato lo impegnarono per il lungometraggio La Cosa. Le vicende violente degli otto personaggi godono quindi del sostrato sinfonico del maestro qui presente in uno dei suoi ultimi masterpiece.

Innumerevoli premi hanno consacrato Ennio Morricone a leggenda della Cultura italiana: Oscar, David di Donatello, Golden Globe. Tante altre colonne sonore abbiamo tralasciato ma anch’esse gemme dal valore incommensurabile e patrimonio artistico. Ad esempio: Giù la testa, Gli Intoccabili, Novecento, Bianco Rosso e Verdone, La migliore Offerta. Ciò che conta però, nel giorno della scomparsa è rendergli umilmente omaggio, in quanto ultima bandiera di un metodo e uno stile di apprendere il sapere e la conoscenza, per prima cosa e poi di esercitarla; che va terribilmente scomparendo. La nostra infinita riconoscenza ad un uomo irripetibile.

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