Enzo Decaro insieme a Massimo Troisi e Lello Arena ha composto lo storico trio La Smorfia, che ha avuto un grande successo a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta.
L’attore campano sarà tra gli ospiti della seconda puntata settimanale de La Volta Buona, in onda a partire dalle 14:00 su Raiuno dove si racconterà in un’intervista realizzata dalla padrona di casa, Caterina Balivo. Nati come I Saraceni, il gruppo riunisce degli amici d’infanzia che si esibiscono al teatro parrocchiale locale per poi debuttare al Sancarluccio di Napoli, quando Decaro suggerì di cambiare il nome del gruppo diventato trio ne La Smorfia. Si spostano su Roma, dove vengono notati da Bruno Voglino e Mario Poglotti, che li sottopongono a Giancarlo Magalli ed Enzo Trapani. Il trio convince gli addetti ai lavori e debuttano sul piccolo schermo con il programma Non Stop, nel quale hanno fatto parte Carlo Verdone, Francesco Nuti con i Giancattivi ed i Gatti di Vicolo Dei Miracoli tra i tantissimi talenti lanciati. Conquistano anche Pippo Baudo che nel 1979 li vuole nel cast di Luna Park, show del sabato sera di Raiuno: da lì a poco arriva una tournée teatrale sull’onda del successo televisivo. Dopo l’ultima apparizione nel programma Giochiamo Al Varietè, il trio si scioglie e gli artisti intraprendono diverse strade con Massimo Troisi che si apprestava ad un nuovo capitolo della sua vita, quello dedicato al cinema con Ricomincio Da Tre.
Enzo Decaro, Massimo Troisi e la fine de La Smorfia

Alla base della fine del trio c’erano divergenze artistiche sorte tra Troisi e Decaro. “Mentirei se dicessi che l’intesa è venuta meno solo sul piano artistico. In effetti si erano create anche delle divergenze sul piano dei rapporti umani, specialmente tra me e Decaro. Siamo fatti diversamente, non so chi abbia ragione, ma al punto in cui eravamo occorreva un out definitivo. Poi c’è stato anche il fatto che non riuscivo più a scrivere mini atti per tre. Diciamo la verità: La Smorfia mi limitava. Per me che intendo dire tante cose, era come muovermi in un cerchio chiuso. Avrei potuto adagiarmi, tirare avanti per altri 4-5 anni e fare un sacco di soldi” aveva raccontato il compianto regista e attore. Ospite di A Sua Immagine, Enzo Decaro aveva ricordato l’amico e collega: Nonostante siano passati tutti questi anni, non ho tutto quel distacco emotivo…
Mi costa sempre un po’ di fatica parlarne, ma mi fa anche molto piacere potere ricordare questo top player, questo numero uno, questa sua genialità messa al servizio degli altri. Massimo era un mito mite, non ha mai urlato per affermare le proprie idee, ma non ha mai fatto un passo indietro quando credeva di fare la cosa giusta. Era un grande poeta del Novecento italiano e spero che questa sua valenza venga riconosciuta. Ogni idea, anche cinematografica, che aveva lui, alla base aveva la poesia”. In un intervento ad Oggi è un altro giorno, aveva aggiunto: Rivederci mi fa una grande nostalgia. A parte la presenza di Massimo che la sua assenza non ha cancellato, la cosa bella è che siano stati molto fortunati a vivere quella stagione di grande ingenuità e libertà. La cosa bella è che ci volevamo davvero bene, non c’era gelosia, il successo dell’altro ci rendeva felici.
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