Il 3 giugno del 1935 è nato Enzo Jannacci, il poeta del popolo, l’artista che ha dato voce agli emarginati, ai barboni, alle prostitute, ai lavoratori sfruttati, agli immigrati e a tutte le persone sole. Sempre e comunque da una parte della barricata: quella dei più deboli. La sua carriera è già stata approfondita, oggi diamo uno sguardo a quei brani che hanno reso immortale il chirurgo della canzone italiana.

I brani più famosi del “poeta” Jannacci

Enzo muove i primi passi nella canzone d’autore negli anni 60. Basta la sua voce, un pianoforte, un’interpretazione particolare, lontana dalla perfezione dei cantautori dell’epoca, un testo con mille invenzioni e tanti nonsense. Questo è il poeta Enzo Jannacci, quel cantautore con gli occhiali un po’pazzoide e stralunato, ma allo stesso tempo lucido ed innovativo. Nel ’61 si presenta davanti alla commissione della Rai per un provino e canta “Il cane con i capelli”; un testo veramente assurdo che parla della discriminazione e dell’esclusione sociale. L’essere diversi in un mondo che cerca di omologarti. Ma questa è solo la prima di tante poesie messe in musica.

L’Armando

Il testo di questo brano è proprio una poesia! Potrebbe vivere di vita propria anche senza la musica. Un grandissimo testo dall’inizio alla fine che ci ha consegnato la frase “che si è aperta la portiera, è caduto giù l’Armando”. In realtà, l’Armando non sembra essere caduto proprio da solo, e gli indizi raccolti dalla polizia portano a sospettare proprio del narratore che però si scagiona con la frase: “Io c’ho l’alibi, a quell’ora sono quasi sempre via”.

Vengo Anch’io. No, Tu, No

Il brano è un rifiuto che non ha una vera e propria valenza politica come in tanti sostengono. Enzo non riesce a chiudersi in nessuna ideologia. Questo pezzo è la storia dell’ennesimo escluso, colui che viene evitato da tutti, talmente emarginato che non lo invitano neanche al suo funerale. È la condizione tipica dei personaggi creati da Jannacci: sfigati perché diversi da ciò che la società chiede. Una condizione che tocca da vicino coloro che facevano i conti con il rifiuto, con la distinzione tra classi sociali, con le disparità tra uomini e donne. Un senso collettivo di esclusione che animava la generazione toccata da quel “No, tu, no”. Questa canzone sarà un amarissimo successo, perché la popolarità del poeta Enzo Jannacci nel mondo dello spettacolo, gli renderà sempre più complicato essere credibile nella vita.

Faceva il palo

Canzone ambientata all’Ortica, un quartiere orientale di Milano. Il brano racconta la storia di una rapina finita male, in quanto colui che doveva fare il palo, ed avvertire i compari dell’arrivo della polizia, non se ne accorge, mandando in aria tutto il piano e facendo arrestare la banda. Chiaramente il palo di Jannacci è una figura ‘assurda’ perché non ci vede.

Ho Visto Un Re

Una delle canzoni più famose di Dario Fo. Il brano è tratto dallo spettacolo “Ci ragiono e canto”. Questo pezzo costituisce un’ironica presa di posizione nei confronti dei potenti, i cui interessi vanno sempre a scapito della brava gente, della gente comune, della gente che si alza presto la mattina e va a letto tardi la sera per potersi garantire un futuro fatto di poche soddisfazioni e grandi sacrifici. Enzo Jannacci porat questo pezzo alle audizioni per Canzonissima 1968, ma fu respinto a causa del testo troppo diretto.

Quelli che…

Uno dei brani più conosciuti del cantautore milanese. Un trattato di antropologia nazionale scritto insieme a Beppe Viola. Un brano pieno di tormentoni e modi dire che usiamo tutt’oggi, e vi consiglio di (ri)ascoltare il brano per trovarli tutti. Un capolavoro jazz entrato prepotentemente nelle case di tutti gli italiani. Il brano rappresenta un elenco di vizi e virtù, luoghi comuni e segni particolari dell’italiano medio. La durata di circa nove minuti, ne fa della stessa una vera opera cult del medico cardiologo poeta milanese.

El Portava I Scarp Del Tennis

La poesia di Enzo Jannacci prende sempre più forma e sostanza rappresentando gli ultimi. Gli emarginati che vivono in una Milano caotica, rissosa, in cui si salva solo chi si omologa. Il brano in questione diventerà una delle sue canzoni più popolari durante i suoi concerti. La storia di un barbone innamorato di una donna che incontra il tipico professionista milanese sempre di corsa, che chiede informazioni stradali. Il finale del brano è tragico e allo stesso tempo fa riflettere: il barbone morirà di freddo e di fame tra i suoi cartoni e tra l’indifferenza della gente, ognuno preso dal proprio lavoro. Persone che non sanno vedere chi, accanto a loro, muore ed ha bisogno.

La Fotografia

Questo pezzo, secondo me, è stupendo ed andrebbe fatto ascoltare nelle scuole. Il brano ha come protagonista alcolizzato, che ruba per tirare avanti, che perde il figlio di 13 anni durante il tentativo di una rapina finita molto male. Il padre del ragazzo dice al maresciallo dei carabinieri che fa male ad allontanare la gente accorsa sul luogo, perché la gente deve vedere e deve sapere quello che è successo. La gente fa finta di non sapere, ma le cose è meglio fargliele vedere.

Se Me Lo Dicevi Prima

Con questo brano Enzo Jannacci partecipa al Festival di Sanremo del 1989 che arriverà secondo nel Premio della Critica. La canzone affronta delle tematiche dal forte impatto sociale, la tossicodipendenza. Il brano tende a dissuadere dall’uso di tali sostanze ed è la conferma dell’enorme forza di certa musica: in seguito si trasformerà in un personalissimo sistema di disintossicazione con cui lo stesso Jannacci riuscì a salvare dal tunnel della droga 70 ragazzi.

Il Cane Con I Capelli

Finiamo questo racconto in musica proprio con il brano con il quale Jannacci ha iniziato la sua carriera. Il cane con i capelli è una canzone amara che mette alla berlina quanti credono di essere chissà chi per via di qualche abile operazione estetica: il protagonista di questo brano ha fatto un trapianto di capelli e sentendola a distanza di 61 anni fa accapponare la pelle per la sua attualità.

Alessandro Carugini