La Cina ha annunciato l’inizio delle esercitazioni militari, con munizioni vere, intorno all’isola e dal canto suo, Taiwan afferma che quattro navi della guardia costiera cinese sono state avvistate vicino alle acque territoriali taiwanesi.

Le quattro imbarcazioni «stavano navigando oggi vicino alle acque al largo delle coste settentrionali e orientali di Taiwan», ha affermato la guardia costiera taiwanese, aggiungendo di aver «immediatamente schierato grandi imbarcazioni per preposizionare le risposte nelle aree interessate» e di aver «inviato ulteriori unità di supporto». Taiwan ha condannato il ricorso alla «intimidazione militare» da parte della Cina dopo che Pechino ha annunciato importanti esercitazioni intorno all’isola. «In risposta al mancato rispetto delle norme internazionali da parte delle autorità cinesi e al ricorso all’intimidazione militare per minacciare i Paesi vicini, Taiwan esprime la sua forte condanna», ha dichiarato in un comunicato la portavoce dell’Ufficio presidenziale Karen Kuo.

Taipei ha quindi assicurato di aver attivato un centro di risposta e di aver dispiegato forze “adeguate” in conformità con i protocolli per “proteggere la libertà e la democrazia” e salvaguardare la sovranità nazionale. Il ministero della Difesa ha sottolineato che “difendere la democrazia e la libertà non è una provocazione” e che l’esistenza della Repubblica di Cina (nome ufficiale di Taiwan) “non può essere utilizzata come pretesto da un aggressore per alterare lo status quo”.

Le esercitazioni, denominate “Missione Giustizia-2025”, si svolgono dopo una nuova escalation di tensioni nello Stretto, in un contesto caratterizzato dal rafforzamento del sostegno militare statunitense a Taipei e dalle recenti visite sull’isola di responsabili politici giapponesi, in un momento di deterioramento delle relazioni tra Cina e Giappone sulla questione di Taiwan.