Esteri

Esplosioni Nord Stream 1 e 2, 4 perdite di gas : Ipotesi sabotaggio

Un totale di quattro perdite di gas sono state scoperte dopo le esplosioni delle linee del gasdotto Nord Stream 1 e 2, è quanto afferma la Guardia Costiera svedese.

Due di queste quattro perdite si trovano nella zona economica svedese.

Allo stesso tempo, il sismologo Björn Lund non esclude che possa essersi verificata una terza detonazione. Lo riferiscono i quotidiani svedesi.

GAZPROM GASDOTTO NORD STREAM IMPIANTO GAS TUBO GRU

La guardia costiera svedese non è stata in grado di spiegare perché la segnalazione di questa nuova perdita sia avvenuta in ritardo. Ma le due perdite sul lato svedese sono nella stessa zona, è stato spiegato. “La distanza è qualcosa di soggettivo, ma sono vicine“, ha detto Jenny Larsson, funzionario della guardia costiera. L’autorità non è stata in grado di confermare le notizie riportate dai media svedesi, secondo le quali la nuova perdita riguarderebbe il gasdotto Nord Stream 2. Finora la Svezia aveva segnalato una perdita sul Nord Stream 1 a nord-est dell’isola di Bornholm. La Danimarca ha confermato la presenza di una perdita sul Nord Stream 2 a sud-est dell’isola e di un’altra a nord-est sul Nord Stream 1. Le grandi perdite stanno causando notevoli bolle marine di centinaia di metri in superficie, rendendo per il momento impossibile l’ispezione delle strutture.

Mosca intanto ha aperto un’inchiesta per “terrorismo internazionale” e ha chiesto e ottenuto per venerdì una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’accaduto, mentre Svezia e Danimarca sono state incaricare di fornire tutte le informazioni in merito ai membri del Consiglio, visto che le tre falle che si sono aperte nei gasdotti, sprigionando bolle di gas in mare, si trovano due nella zona economica esclusiva di Copenaghen, l’altra in quella di Stoccolma. L’agenzia danese per l’Energia ha fatto sapere che oltre la metà del gas contenuto nel Nord Stream – pieno di gas sebbene fermo da agosto – si è già disperso nell’atmosfera e che il resto fuoriuscirà entro domenica. Solo quando il gas nel tubo sarà finito, sarà possibile scendere in profondità per indagare, ha spiegato il ministro della Difesa danese Morten Bodskov, mentre ad Amsterdam i Ttf segnano un nuovo rialzo dell,11,3%, chiudendo a 207 euro per megawattora. Dopo che l’Occidente aveva più o meno velatamente puntato il dito verso Mosca, il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha spiegato come il Nord Stream fosse pieno di gas “molto costoso” e di proprietà russa, e che se non fosse stato per i danni subiti “il sistema sarebbe stato pronto a pomparlo”. Invece “ora questo gas si sta disperdendo nell’aria”.

I sismologi danesi e svedesi non hanno dubbi: le esplosioni registrate nei giorni scorsi attorno all’isola danese di Bornholm non sarebbero state causate da un terremoto o altro evento geologico ma da detonazioni. Le esplosioni avrebbero investito Nord Stream 1 e 2 provocando perdita di pressione e causando tre falle nei gasdotti. Sebbene nessuno dei due fosse operativo, entrambi contenevano gas che ora sta perdendo nel Mar Baltico. Dai punti in cui le infrastrutture sono state danneggiate – come testimoniano le immagini – la fuoriuscita di gas sta facendo ribollire la superficie di quel tratto di mare in aree che vanno dai 200 ai mille metri di diametro. Un fenomeno che non dovrebbe causare danni all’ecosistema ma che durerà, ha avvertito Copenaghen, almeno una settimana. L’incidente avviene dopo mesi di riduzioni delle forniture di gas naturale all’Europa da parte del Cremlino, in conseguenza delle sanzioni predisposte contro Mosca dopo l’attacco all’Ucraina. Le autorità danesi, tedesche e svedesi hanno avviato indagini per accertare le cause delle esplosioni, ma diversi funzionari europei hanno già puntato il dito contro Mosca. Quest’ultima si dice disponibile a collaborare ad un’inchiesta internazionale ma contraccambia le accuse: “Il presidente americano Joe Biden deve chiarire se vi siano gli Usa dietro gli incidenti avvenuti al Nord Stream”, afferma la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova

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