Non c’è niente di più iconico nel mondo del calcio delle esultanze, che siano un grido liberatorio o un qualcosa di più scenografico. Sono queste che vengono emulate più facilmente dai bambini mentre giocano diventando una parte iconica di tutto il movimento calcistico. I grandi goleador, spesso, ne creano di personali come fosse un brand commerciale. Altre volte, invece, la gioia è collettiva e possiamo ammirare la messa in scena della felicità da parte di più “attori“. Scopriamo insieme quale sono le esultanze che hanno lasciato il segno nel mondo del calcio.

Esultanze – Il suonatore di violino

Campione del mondo con la Nazionale italiana e campione d’Europa con il Milan di mister Ancelotti, Alberto Gilardino ha vestito numerose maglie dei club della penisola e con tutte ha messo a segno diverse marcature. Molti tifosi quindi hanno potuto ammirare il violino dopo aver gonfiato la rete avversaria. Un suono idilliaco per i propri fans, un po’ meno per quelli avversari.

Gilardino (Getty Images)
Gilardino (Getty Images)

L’aeroplanino

Prima insacca e poi decolla” cantava Brusco in “Ancora e ancora” nel 2001. Il soggetto del testo è Vincenzo Montella, campione d’italia con la Roma di Capello, con il quale non ha mai avuto un rapporto amichevole. L’ex giallorosso e Sampdoria era famoso per mimare il gesto dell’aeroplano dopo ogni marcatura. Esultanza per cui gli affibbiarono il soprannome di “aeroplanino” che lo accompagnò per tutta la carriera da calciatore.

Montella (A.S. Roma Twitter)
Montella (A.S. Roma Twitter)

La linguaccia del Pinturicchio

Tendenzialmente il gesto della linguaccia viene considerato da maleducati, ma quando a farlo è uno dei calciatori più talentuosi del nostro Paese ci si può tranquillamente passare sopra. Alex Del Piero ha tirato fuori per la prima volta la lingua dopo un gol su calcio di punizione contro l’Inter nel 2006, portando in vantaggio la “Vecchia Signora” a pochi minuti dal triplice fischio. Un gesto totalmente istintivo che verrà ripetuto dal “Pinturicchio bianconero per il resto della sua carriera.

Del Piero (Getty Images)
Del Piero (Getty Images)

Esultanze – L’inchino da torero

Marcelo Salas ha inventato probabilmente una delle esultanze più eleganti del mondo del calcio. “El Matador” biancoceleste, protagonista di marcature importanti per il club capitolino tra cui quella di finale di Supercoppa Europea, era solito concludere con un inchino da torero con un dito puntato verso l’altro. Un gesto iconico per uno dei più forti attaccanti che abbiano mai vestito la maglia della compagine romana.

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Salas

Le maglie del capitano

Quando si parla delle esultanze di Francesco Totti si potrebbe scrivere un libro. Dal ciuccio dedicato alla nascita del figlio Christian, al derby del 2004 quando prese la telecamera ed inquadrò la Curva Sud. Ma le note più colorite del capitano giallorosso sono senza dubbio le magliette che mostrava. “6 unica” per la moglie Ilary nel derby del 1 -5, ma la più iconica è senza dubbio quella del “Vi ho purgato ancora” mostrata nel derby vinto per 3-1 del ’99, preludio alla rimonta scudetto subita dai ragazzi di Eriksson a favore del Milan di Zaccheroni.

Totti

La mitraglia

Nell’ottobre del 2013 la Juventus perse a Firenze per 4-2 dopo che la “Vecchia Signora” passò in vantaggio con Pogba e Tevez. Entrambi i giocatori bianconeri esultarono con la mitraglia. Il giorno dopo, l’intervista d’obbligo a Gabriel Omar Batistuta che affermò “La differenza tra la loro e la mia mitraglia? La mia sparava davvero”. Difficile dargli torto, il bomber argentino ha ucciso centinaia di partite grazie ai suoi gol. Forse nessuna esultanza è iconica quanto quella del Re Leone.

Gabriel Omar Batistuta

Esultanze – Il trenino del Bari

Ma l’esultanza più iconica di una squadra intera resterà, per sempre, quella del Bari che, dopo aver realizzato un goal, si esibiva nel trenino. Una gioia per gli occhi ed un divertimento per tutti quanti. Meno per i tifosi avversari, ovviamente. Ma lo sappiamo: festeggiare in gruppo è sempre più bello.

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