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Etruschi, DNA ricostruito: ecco le origini dell’antica popolazione

Cugini degli Italici e popolazione locale. Quindi, praticamente italiani. Gli Etruschi ed il loro DNA, dopo uno studio lungo e faticoso, hanno svelato l’origine di questo popolo che governò il Centro Italia prima dell’espansione capillare di Roma. Una società progredita e potente che riuscì a ritagliarsi un ruolo di assoluto livello in tutto il Mar Mediterraneo. Lo studio congiunto di diverse università internazionali ha portato grandissimi risultati: ecco l’origine dell’enigmatica popolazione etrusca.

Etruschi, il DNA non mente: sono (praticamente) italiani

Lo studio ha chiarito la provenienza della popolazione che si sviluppò e regnò sul Centro Italia prima di essere sconfitta ed assorbita dall’ascesa inarrestabile di Roma. Gli Etruschi secondo lo studio “condividono il profilo genetico dei Latini della vicina Roma e gran parte del loro genoma derivi da antenati provenienti dalla steppa Eurasiatica durante l’età del bronzo. Risolto l’enigma sulle origini di questa cultura altamente avanzata e ancora poco conosciuta“.

Il mistero ancora irrisolto gravita attorno alla loro lingua dai caratteri non indeuropei e solo in parte compresa. Anche in questo caso, dopo le conquiste romane si estinse il linguaggio arcaico etrusco influenzato dal latino. Lo studio rivela che “i gruppi legati alla steppa Eurasiatica furono probabilmente responsabili della diffusione delle lingue indoeuropee, ora parlate in tutto il mondo da milioni di persone, la persistenza di una lingua etrusca non indoeuropea in Etruria è un fenomeno intrigante che richiederà un’ulteriore indagine“.

Le dichiarazioni

Questa persistenza linguistica, combinata con un ricambio genetico, sfida la tesi che i geni siano uguali alle lingue – afferma David Caramelli, docente di antropologia all’Università di Firenzee suggerisce uno scenario più complesso che potrebbe aver coinvolto l’assimilazione dei primi popoli italici da parte della comunità linguistica etrusca, forse durante un periodo prolungato di mescolanza nel secondo millennio a.C.“.

Questo cambiamento genetico – afferma Johannes Krause, direttore del Max Planck Institute per l’evoluzione antropologica – descrive chiaramente il ruolo dell’Impero Romano nello spostamento delle persone su larga scala in un momento di maggiore mobilità socioeconomica e geografica“.

L’Impero Romano – afferma Cosimo Posth, docente all’Università di Tubinga e Centro Senckenberg per l’evoluzione umana e il paleoambiente sembra aver lasciato un contributo duraturo al profilo genetico degli europei meridionali, colmando il divario tra le popolazioni europee e del Mediterraneo orientale sulla mappa genetica dell’Eurasia occidentale“.

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