L’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz è stato assolto in appello dalle accuse di falsa testimonianza per cui era stato condannato in primo grado nel 2024. Il tribunale di Vienna ha ritenuto infondate le accuse relative a presunte menzogne pronunciate da Kurz nel corso di un’inchiesta parlamentare sullo scandalo di corruzione che aveva travolto il governo tra il 2017 e il 2019. Il tutto, durante il suo primo mandato da cancelliere e da leader del partito conservatore ÖVP (Partito Popolare Austriaco).

Ex cancelliere austriaco assolto per falsa testimonianze: l’accusa e il processo

L’accusa riguardava le dichiarazioni di Kurz sul suo coinvolgimento nella riorganizzazione di un fondo di investimento pubblico, e in particolare sulla nomina dei suoi vertici. L’ex cancelliere aveva dichiarato di non aver preso decisioni in prima persona, ma di essere stato solamente informato dai responsabili. In primo grado, i giudici avevano ritenuto queste affermazioni fuorvianti, condannandolo a otto mesi di carcere con sospensione della pena. Ora la Corte d’appello ha ribaltato la sentenza, riconoscendolo non colpevole.

Un po’ di storia del cancelliere austriaco accusato di falsa testimonianza

Kurz è salito al potere a soli 31 anni. Fu per un periodo il capo di governo più giovane del mondo e una delle figure di riferimento del conservatorismo europeo. Il suo stile comunicativo, il controllo centralizzato della narrazione mediatica e la linea dura sull’immigrazione gli valsero il sostegno delle destre identitarie europee e un’ampia copertura internazionale. Sebbene assolto in questo procedimento, Kurz resta ancora sotto indagine in un altro caso. Infatti, è accusato di aver utilizzato fondi del ministero delle Finanze per manipolare sondaggi d’opinione favorevoli al suo partito e per favorire, con risorse pubbliche, la pubblicazione di articoli di stampa positivi sulla sua figura. Accuse che, se confermate, delineerebbero un uso sistemico delle risorse statali a fini propagandistici.

Lo scandalo nel suo complesso ha segnato la fine della sua carriera politica nel 2021. In quell’anno si dimise sotto la pressione dell’opinione pubblica e delle indagini. Oggi, a 38 anni, Sebastian Kurz è fuori dalla politica attiva. Nonostante ciò, la sua vicenda continua a essere emblematica delle dinamiche opache tra potere, media e controllo istituzionale nella nuova destra europea.

Maria Paola Pizzonia