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Fast Animals and Slow Kids, primo feat della band con Willie Peyote

Fast Animals and Slow Kids è un gruppo di 4 ragazzi che vengono da Perugia, e ne hanno fatta di strada da quando hanno spaccato Villa Ada nell’estate del 2017. Dopo aver pubblicato qualche album dalla loro primo nel 2011, ora si apprestano ad incidere un feauturing, con una rivelazione dello scorso Sanremo. Hanno detto abbiamo “scelto un amico“. Saranno quindi insieme al Concertone.

Fast Animals and Slow Kids ft Willie Peyote

Per il primo duetto in 10 anni di carriera, la band perugina dei Fast Animals and Slow Kids ha prescelto un amico, fresco vincitore del Premio della Critica all’ultimo festival di Sanremo con il brano Mai dire mai (La locura), Willie Peyote. I quattro perugini affermano: “Non avrebbe potuto essere altrimenti, Willie è un amico e un artista che stimiamo. Siamo atterrati sul morbido. E questa è una vera collaborazione, non un’ospitata. Una sintesi che completa entrambi“. Il 23 aprile pubblicano l’inedito Cosa ci direbbe, prodotta Woodworm in licenza esclusiva per Believe.

Il brano, dopo il precedente Come un animale uscito a maggio scorso in pieno lockdown, si caratterizza come un importante passo in avanti della band verso la pubblicazione del nuovo album di inediti. Come un po’ tutti gli artisti italiani al momento sono in attesa anche di poter tornare a suonare dal vivo. Il primo appuntamento, proprio insieme al rapper, sarà durante il Concerto del Primo Maggio a Roma, dove presenteranno il nuovo brano.

I Fast Animals and Slow Kids, che devono il loro nome ad una gag ispirata ai Griffin, hanno raccontato: “Siamo molto felici di questa collaborazione. Abbiamo conosciuto Willie proprio sul palco del Primo Maggio, ed è stata la prima persona a cui abbiamo pensato quando abbiamo scritto questo brano. Sentivamo che al pezzo serviva un’altra voce che spiegasse il senso del pezzo e lo rendesse meno criptico. Noi siamo astrattismo puro, invece Willie è riuscito in poche parole a spiegare perfettamente tutto il significato della canzone. Perché così tanto per arrivare a un feat? Per iniziare a confrontarsi con l’altro devi essere sicuro te. Devi possedere le spalle larghe. La cosa strana è che noi ci siamo aperti nel momento di maggior chiusura mondiale“.

Willie Peyote risponde raccontando: “non riesco a fare collaborazioni con artisti che non sono anche amici. Abbiamo scritture diverse ma che si sposano bene. L’unione delle due cose secondo me rende il quadro più completo“. Ma, se volessimo parafrasare il brano, forse le mamme dei Fast Animals direbbero ai quattro ragazzi: “Siete diventati degli imbecilli, cercate di essere persone sensibili, smettete di guardarvi le scarpe, e allacciatevi la giacca“.

Presenze in piazza, assenze in Streaming

L’arrivo della pandemia ha obbligato Aimone Romizi, Alessio Mingoli, Jacopo Gigliotti e Alessandro Guercini a riconsiderare tutto. Dapprima hanno dovuto rivedere i piani impegnandosi ed in principio hanno rimborsato tutti i biglietti venduti per il tour che era in programma nei mesi scorsi. Hanno sostenuto attivamente le proteste in piazza dei giorni scorsi del mondo dello spettacolo: “La priorità sono le maestranze, sono loro quelli in effettiva difficoltà. Voler tornare a suonare non è uno slancio miope, ma si tratta di cominciare a ragionare su come fare. Dateci delle linee guida, delle norme da rispettare, ma facciamo ripartire il comparto. Per la prima volta gli artisti sono al servizio di chi era al servizio degli artisti“.

Sui live in streaming la band ha le idee molto chiare: “Ci abbiamo pensato, ma abbiamo rinunciato. Un conto è se sei Billie Eilish e allora lo show sulla piattaforma è pensato come un’esperienza. Deve essere un progetto che funzioni in termini digitali e questo ha dei costi da produzione quasi televisiva“. Oltre alla maturità artistica si sottolinea una generosa umiltà, che accetta, ma in qualche modo contraddice, quasi romanticamente, il concetto Video killed the radio star (famosissimo brano dei Buggles del 1979).

Giacomo Cattani

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