Arte e Intrattenimento

Giovanni Fattori e i Macchiaioli, la Toscana e l’arte

Giovanni Fattori e i Macchiaioli sono il fenomeno più importante dell’arte italiana nell’ Ottocento, e la Toscana è stata il centro propulsivo delle loro innovative idee sull’arte.

1280px-Giovanni_Fattori_023Giovanni Fattori, Lo staffato (1880) olio su tela, 90×130 cm, palazzo Pitti, Firenze wiki
Lo staffato (1880) olio su tela, 90×130 cm, palazzo Pitti, Firenze credits wikipedia

Giovanni Fattori

Fattori nasce in Toscana, a Livorno il 6 settembre 1825. Sarà molto partecipe della vita del suo tempo, partecipando ai moti rivoluzionari del ’48. A partire dagli anni 50 dell’Ottocento entra in contatto con il gruppo di artisti che frequenta il Caffè Michelangelo a Firenze. Il Caffè Michelangelo a via Larga (oggi via Cavour) in Firenze era infatti un vivace luogo di incontro e di confronto per gli artisti.

Da qui questo gruppo di artisti portò un nuovo impulso alla pittura di cui Fattori sarà illustre esponente. L’innovazione partì quindi  dalla Toscana, che nell’Ottocento, prima della unità di Italia era un piccolo stato dove era molto piu facile far circolare nuove idee rispetto alle altre realtà della penisola.

Un episodio della battaglia di Montebello 1859 di Giovanni Fattori, 1862
Un episodio della battaglia di Montebello 1859 di Giovanni Fattori, 1862 credits Museo Civico Giovanni Fattori Livorno

Insofferente rispetto alla pittura accademica e celebrativa, Fattori aveva un carattere schivo. Dopo alcune pitture a carattere storico, l’artista comincia ad interessarsi a “verismo” puro, a raccontare la realtà con una poetica naturalistica.

I Macchiaioli

Questi artisti teorizzano e istaurano una pittura di impressione prima degli Impressionisti francesi. Modulare i volumi, le lontananze, le profondità accostando campiture di colore omogeee, appunto “Macchie di colore”, accordate tra di loro in base ai rapporti tonali e attraverso macchie di colore. In base alla percezione dell’occhio, che vede appunto per macchie di colore, la loro pittura non prevedeva il disegno di linee di contorno. Questa innovazione pittorica dei Macchiaioli, che si basa su considerazioni e principi di scienza ottica, è in qualche modo anticipatrice di qualche anno del movimento impressionista francese.

Fattori quindi aderisce in modo spontaneo e fisiologico alla “Macchia”. Il termine Macchiaioli fu utilizzato, in senso dispreggiativo,  per la prima volta nel 1862 in occasione di un’esposizione fiorentina in un articolo di un gionale dell’epoca. I pittori oggetto della definizione decisero invece di battezzarsi ironicamente proprio così: Macchiaioli, identificando così con questo termine il loro lavoro. L’artista commenterà così quel periodo:

Nel ’54 o nel ’55 lasciata la politica venne la rivoluzione dell’arte, “la macchia”. Fummo presi per pazzi… 

La Toscana nell’arte di Fattori

Tema ricorrente delle sue opere, oltre al tema delle campagne militari e ai ritratti, è il paesaggio della sua terra la Maremma Toscana.

Ma sempre il verismo pittorico delle suo opere racconta la vita faticosa dei suoi personaggi. I suoi soldati non sono eroi, ma contadini strappati al lavoro dei campi, mandati a morire senza nemmeno comprendere il perché della loro lotta. I suoi contadini, i butteri, raccontano attraverso le sue tele il loro faticoso lavoro nei campi e tra i pascoli.

Giovanni Fattori e i Macchiaioli, la Toscana e l'arte
1894 Maremma di Fattori – Galleria Arte Moderna Firenze

La natura della Maremma Toscana descritta non è idilliaca, ma ostile, brulla e inaridita dal sole. Mostra il duro del lavoro dei contadini che cercano di domarla, trascinando carri e buoi. E anche gli animali mostrano il loro destino di sofferenza, sui campi di battaglia come nei campi agricoli.

Fattori si rivela così uno dei più sensibili pittori del movimento dei Macchiaoli, accompagnado l’arte italiana verso la modernità.

di M.Cristina Cadolini

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