Arte e Intrattenimento

Giovanni Fattori e le acqueforti della Maremma

Giovanni Fattori, Ritorno al villaggio - Photo credits: libreriadifrusaglia.it
Giovanni Fattori, Ritorno al villaggio – Photo credits: libreriadifrusaglia.it

Giovanni Fattori (Livorno, 6 settembre 1825 Firenze, 30 agosto 1908) è considerato uno dei maggiori esponenti del movimento dei Macchiaioli. Le sue opere sono tra le più note e apprezzate della pittura italiana dell’Ottocento. Capolavori come In vedetta e Lo staffato hanno segnato la pittura della macchia. Contraddistinte da una luce abbagliante e da pennellate corpose, le tele di Fattori hanno lasciato una traccia rivoluzionaria.

Il tema che ricorre quasi sempre è quello del paesaggio. Nello specifico le vedute sono ispirate dalla sua terra di provenienza ovvero la Maremma toscana. Non mancano soggetti storici e ritratti, tuttavia quasi sempre immersi in paesaggi bucolici o marittimi, imbevuti di un realismo accurato.

Giovanni Fattori, Bovi al carro (Maremma) - Photo credits: gonnelli.it
Giovanni Fattori, Bovi al carro (Maremma) – Photo credits: gonnelli.it

Giovanni Fattori, le 174 incisioni degli Uffizi

Seppure la notorietà di Fattori sia principalmente da attribuire ai suoi dipinti, la sua produzione di acqueforti ne mette in risalto le capacità narrative grazie al disegno puro. Le principali testimonianze sulle incisioni di Fattori, sono giunte grazie a una donazione che l’artista fece all’allievo Giovanni Malesci. Le 174 lastre originali sono poi state date in lascito allo Stato Italiano e depositate presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.

Dunque Fattori non fu solo un maestro del colore, ma anche un grande artista della linea. Le acqueforti, tutte di piccolo formato, richiamano una civiltà contadina quasi arcaica. I soggetti che la abitano sono il bestiame, le strade sterrate, la vita quotidiana dei piccoli villaggi. Protagonisti solitari e silenziosi che emergono dall’intreccio di veloci tratti neri.

Giovanni Fattori, Somarello al sole - Photo credits: artsblog.it
Giovanni Fattori, Somarello al sole – Photo credits: artsblog.it

La ricerca del reale

La realizzazione di queste acqueforti è difficilmente databile, come lo è la definizione del momento esatto in cui Fattori iniziò a dedicarsi all’incisione. Questo è dovuto al fatto che furono realizzate per pura passione, un esercizio di stile privo di un preciso progetto o di una committenza. Lo stile va ricondotto approssimativamente al 1875-1880, ma gode comunque di un’espressività unica che non si ritrova nei dipinti.

La tecnica dell’incisione ha pertanto permesso a Fattori di approfondire la sua personale ricerca di un linguaggio artistico inteso come strumento di conoscenza del vero e del reale, in modo simile a quanto avrebbe successivamente fatto Escher. Una ricerca costante e fondamentale per la comprensione delle sue opere, come spiega lui stesso:

Quando all’arte si leva il verismo che resta? Il verismo porta lo studio accurato della Società presente, il verismo mostra le piaghe da cui è afflitta, il verismo manderà alla posterità i nostri costumi e le nostre abitudini.

di Flavia Sciortino

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