Federico Frusciante, nato a Pontedera nel 1973, era profondamente legato a tre cose: il cinema, sua moglie Eleonora, e la città di Livorno. A soli 52 anni ci lascia un uomo buono, sarcastico, miniera d’oro di sapere cinematografico e divulgatore carismatico della settima arte. Il nostro omaggio all’ultimo dei videotecari, e ad un cultore di cinema, scomparso tragicamente troppo presto.

L’ultimo dei videotecari

Federico Frusciante, dalla corporatura alta e robusta e dagli occhi blu cobalto, ha marchiato a fuoco, con la sua personalità verace, l’immaginario cinefilo italiano. Un profondo cultore di cinema che ha trascorso tutta la vita a trasmettere l’amore per la settima arte agli altri, soprattutto ai giovani, con cui dialogava sempre come l’amico di tutti. Frusciante a soli 25 anni aveva aperto una videoteca diventata col tempo un’istituzione: Videodrome, omaggio al capolavoro di David Cronenberg. Dal bancone della sua videoteca ha consigliato e guidato per anni i cinefili di Livorno alla scoperta del cinema d’autore ma anche e soprattutto del cinema indipendente.

Federico Frusciante

Per oltre vent’anni, Federico Frusciante, fieramente comunista, aveva affidato alla sua attività un ruolo di resistenza culturale contro l’avvento dello streaming e della pirateria, sopravvivendo grazie alla sua competenza enciclopedica e a una selezione di titoli introvabili altrove. A consacrarlo su scala nazionale è stato però il web. Su youtube incontra un pubblico sconfinato, uscendo dal mero salotto livornese grazie al piccolo schermo. Con quasi 120 mila iscritti su YouTube e oltre 55 mila follower su Instagram, Federico è riuscito a trasformare la nicchia cinefila in fenomeno di massa. Le sue analisi – celebri per il linguaggio diretto, privo di filtri e profondamente viscerale – spaziavano dai grandi classici al cinema horror indipendente, fino alle produzioni sperimentali.

I Criticoni e il Fipili

Oltre all’attività solista, Frusciante era stato tra i fondatori de I Criticoni, progetto corale condiviso con figure di spicco del panorama digitale come Davide Marra (Mr. Marra), Francesco Alò e Mattia Ferrari (Victorlaszlo88). Un sodalizio capace di riportare il dibattito cinematografico a una dimensione di confronto accesa e mai banale. Frusciante è stato anche la presenza fissa al festival cinematografico horror FiPiLi, nella sua amata Livorno. Si è sempre dichiarato fiero sostenitore del cinema indipendente contro il baraccone holliwoodiano, ad ogni evento e incontro con il pubblico. Sguardo indiscreto, scrutatore, vivisezionante, coraggioso. Il cinema, come ce lo ha fatto vedere lui resterà sempre impresso, profondamente, in un angolo della nostra mente.

La scomparsa e il cordoglio del sindaco e di tutta Italia


Frusciante ha accusato un malore nella sua abitazione di via San Carlo a 52 anni e ancora molto da dire. Lo stringato messaggio che ne ha annunciato la morte postato sui suoi profili social dalla moglie Eleonora ha gettato nello sgomento le migliaia di utenti che ogni giorno guardavano le monografie che lui pubblicava, analizzando in ore di video i maggiori registi del panorama mondiale. I compagni del progetto Criticoni tengono ancora un doloroso silenzio. Voce autentica, Frusciante portava sullo schermo la sua toscanità ruvida, senza riguardo per il manierismo dell’industria cinematografica e lo faceva forte di una competenza universalmente riconosciuta. 

Non è tardato ad arrivare il cordoglio del sindaco di Livorno Luca Salvetti per la scomparsa di Federico Frusciante: «Livorno perde una persona che ha rappresentato il mondo della cultura ad alti livelli, youtuber, critico cinematografico e musicista, per 23 anni gestore di Videodrome in via Magenta, punto di riferimento per tutti gli amanti del cinema e vero e proprio argine di difesa e resistenza culturale – le parole di Salvetti -. Dall’annuncio della sua morte moltissime persone da tutta Italia, semplici cittadini, esperti di settore e giornalisti hanno espresso cordoglio ed hanno avuto parole di riconoscenza per la sua grande opera di analisi e conoscenza del mondo cinematografico. Mi unisco al dolore dei familiari con un grande abbraccio».

Particolarmente toccante è stato anche il ricordo dell’amico e collega Mr. Marra, che sui social ha scritto: «Amavi solo la tua Eleonora più del cinema. Guardare film non sarà più lo stesso senza di te».

Un progetto mancato e il ricordo di Mr. Marra

Resta il rammarico per il sogno, mai realizzato, di una Casa del Cinema a Livorno, un progetto per il quale si era speso insieme ad altri artisti. Con lui si ne va una personalità forte, dalla conoscenza sconfinata di tutto ciò che brilla sul grande schermo. Gli siamo grati, cinefili e non, per il suo modo verace tipicamente livornese, di raccontare il bello, anche quello più nascosto, fuori dai circuiti mainstream cui si assoggetta l’industria dello spettacolo. Lo ricorderemo così, per la preziosità del suo lavoro divulgativo, sempre vero, ma soprattutto umanissimo.

Doriana Gatta