Musica

173 anni fa moriva Felix Mendelssohn Bartholdy

Fino a non moltissimo tempo fa la musica era solamente “contemporanea”. Non esisteva, come oggi, l’idea che si possa eseguire musica scritta da altri, specialmente se questi altri sono morti da secoli. E non esisteva neanche l’idea di poter eseguire più volte lo stesso brano, se non in rarissime eccezioni: i compositori scrivevano le loro opere su commissione, principalmente. Uno dei primi compositori che ha avuto l’intuizione di fare tutto questo, che oggi ci sembra assolutamente normale, è stato Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Un ritratto di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Photo Credits: biografieonline.it
Un ritratto di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Photo Credits: biografieonline.it

La famiglia e l’eredità

Nato nel 1809, in una famiglia ebrea piuttosto benestante, si dimostra fin da subito un vero e proprio prodigio nella musica. Il suo talento si esprime anche nel pianforte, che suona da virtuoso e per cui compone diverse opere di grande pregio. Oltre alla composizione e al pianoforte, però, Mendelssohn è stato anche un appassionato pittore e un finissimo direttore d’orchestra. Fu lui il primo a dirigere la Passione secondo Matteo di J.S. Bach, quando lavorava come direttore d’orchestra a Lipsia, negli anni Trenta dell’Ottocento.

Una veduta di Firenze dipinta da Felix Mendelssoh. Photo Credits: luoghidautore.com
Una veduta di Firenze dipinta da Felix Mendelssoh. Photo Credits: luoghidautore.com

I capolavori di Felix Mendelssohn

Tra le sue opere più significative ci sono le cinque sinfonie, in particolare la terza (op. 56) e la quarta (op. 90), dette “Scozzese” e “Italiana”. Fondamentali nel repertorio pianistico del periodo romantico le sue “romanze senza parole”, espressione di profonda sensibilità artistica e umana. Monumentale il suo primo trio per pianoforte, violino e violoncello in Re minore (op. 49), magistrale il suo ottetto di archi. Non parliamo poi della Marcia Nuziale, scritta per il lavoro teatrale Sogno di una notte di mezza estate, una serie di musiche di scena per la rappresentazione dell’opera di Shakespeare.

Dai suoi numerosi viaggi in giro per l’Europa Felix trae ispirazione non solo per i suoi quadri, ma anche per le sue composizioni. Abbiamo intravisto le sinfonie dedicata alla Scozia e all’Italia, ad esempio. Ma potremmo citare anche l’ouverture Le Ebridi (la grotta di Fingal), un brano scritto dopo un viaggio nell’arcipelago scozzese delle Ebridi, appunto. Tra i capolavori di Felix Mendelssohn possiamo certamente includere il Concerto per violino in mi minore Op. 64, il Rondò capriccioso Op. 14 per pianoforte, e anche i sei quartetti per archi.

La sorella Fanny, amica e collega (mancata)

Non è possibile parlare di Felix Mendelssohn senza quantomeno menzionare la sorella Fanny. Eccellente compositrice e pianista a sua volta (alcuni sostengono addirittura che fosse anche più raffinata in questo del fratello), fu costretta dalle convenzioni sociali ad abbandonare il sogno di vivere da musicista. Il padre, infatti, le scrisse chiaramente in una lettera che non le avrebbe mai permesso di lavorare come musicista.

Felix, invece, la sosteneva, e la aiutò a lavorare su alcuni brani, che poi pubblicò a suo nome. Oggi, che si celebra la riccorenza della morte di questo grande compositore, ci sentiamo di consigliare l’ascolto non di una sua opera, che meriterebbe moltissimo, ma della sorella Fanny. Il suo Trio in re minore op. 11, per pianoforte, violino e violoncello, è uno dei capolavori dell’epoca romantica, e crediamo che possa essere un ottimo modo per ricordare tanto lei quanto il ben più noto fratello Felix, forse l’unico a sostenere il suo talento.

Umberto Turchi

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