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Maggio 13, 2021, giovedì

Ferrari, Mattia Binotto: “Il mondiale prima o poi arriverà”

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A poche ore dall’inizio del mondiale 2021 di F1, il team principal della Ferrari Mattia Binotto ha parlato della stagione che sta per iniziare, ma anche delle prospettive per il futuro e dei suoi esordi in Ferrari, quando nel 1995, da semplice stagista appena laureato, varcò per la prima volta le porte di Maranello.

È un Mattia Binotto inedito quello che emerge dalla lunga intervista che il team principal della Ferrari ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport. Il boss del Cavallino rampante ha ricordato gli inizi della sua carriera in Rosso, nel lontano 1995, ha parlato del suo idolo, Jilles Villeneuve e, fatto insolito per una persona riservata come lui, ha aperto un piccolo spiraglio sulla sua vita privata. Binotto chiede infine ai tifosi di pazientare ancora qualche anno perché, e di questo ne è convinto, il mondiale prima o poi arriverà.

Binotto: “Ferrari ha ridotto ma non colmato il gap con gli altri”

Domanda inevitabile quella sulla stagione 2021 e sugli obiettivi della Ferrari. La Rossa appare cresciuta rispetto alle disastrose prestazioni del 2020. Sembrerebbe aver risolto, almeno in parte, il problema della velocità in rettilineo, vero tallone d’Achille dello scorso anno, anche se il gap con Mercedes, Red Bull e quest’anno anche McLaren rimane:

“Siamo consapevoli che non abbiamo colmato il divario con i migliori, anche perché la vettura è rimasta in gran parte congelata. Eppure, ho sentito dire in giro che dovremmo fare ugualmente proclami di vittoria, solo perché siamo la Ferrari. Penso che non sia onesto farlo. Ma da parte nostra, dimostreremo che i progressi sono reali e che abbiamo le capacità per tornare a lottare per le posizioni che ci competono. Questo mi sento in grado di prometterlo”.

Ferrari Sf21
La Sf21 in azione durante le prime prove libere in Bahrein 2021 – Photo Credit: Ferrari Twitter Official Account

Binotto si è anche soffermato sul rapporto tra i due piloti della Rossa, Chalers Leclerc e Carlos Sainz, escludendo che tra i due possano verificarsi le stesse incomprensioni che hanno caratterizzato i due anni di convivenza non proprio idilliaca tra il monegasco e Sebastian Vettel:

“Credo che l’armonia che sta caratterizzando queste prime settimane del rapporto fra Charles e Carlos sia davvero genuina. Entrambi sanno bene che bisogna lavorare insieme per riportare la Ferrari in alto e che gli interessi della squadra vengono prima di quelli del singolo”.

Mattia Binotto: “La Ferrari tornerà a vincere”

Se il podio è, realisticamente, il massimo risultato possibile per il potenziale della SF21, Binotto guarda invece con ottimismo al futuro, nella convinzione che quel mondiale, che manca a Maranello dal 2007, arriverà.

“Credo nel lavoro come strumento per il raggiungimento degli obiettivi. Il Mondiale arriverà perché riusciremo a diventare la squadra migliore di tutte, grazie al lavoro di ognuno di noi e al supporto che ci danno l’azienda e i nostri partner. Quando non lo so, ma sono sicuro che arriverà”.

Nel frattempo ci sarà da lavorare in vista del 2022, quando le attuali monoposto verranno sostituite da vetture ad effetto suolo che monteranno gomme da 18 pollici:

“Nel 2022 puntiamo a migliorare ancora, consapevoli che anche gli altri non resteranno con le mani in mano e che la PU del prossimo anno rimarrà in uso fino a tutto il 2024. Va tenuto presente che l’anno prossimo sarà obbligatorio utilizzare una nuova benzina con il 10% di etanolo, un fattore che potrebbe avere un’incidenza importante sulle prestazioni”.

Mattia Binotto
Il team principal della Ferrari Mattia Binotto – Photo credit: ferrari.com

Altro anno cruciale per la Formula 1 sarà il 2025: fino ad allora le vetture saranno congelate e si potrà intervenire bene poco sul loro sviluppo. Mattia Binotto è consapevole che la Ferrari non dovrà farsi trovare impreparata all’appuntamento con la rivoluzione green che il 2025 dovrebbe portare in dote:

“Siamo d’accordo con la F.1 e la Fia che i motori della prossima generazione debbano mantenere l’attuale impostazione ibrida. È fondamentale che le regole vengano definite tenendo ben presenti alcuni vincoli: le PU dovranno essere assai meno costose, contribuire al raggiungimento di quegli obiettivi di sostenibilità che sono ormai ineludibili ed essere un’opportunità di sperimentazione di tecnologie e soluzioni che abbiano una ricaduta sulle vetture stradali”.

Mattia Binotto: la Ferrari nel destino

Sono passati 26 anni da quel 1995, quando un giovane Mattia Binotto varcava per la prima volta i cancelli della fabbrica di Maranello. A quei tempi, la Ferrari veniva da un periodo di lunghissimo digiuno in termini di vittorie:

“Era una squadra che veniva da un’epoca molto difficile ma che aveva saputo guardare avanti sia rafforzandosi come organico sia investendo su tanti giovani. Un programma di lungo periodo, che richiedeva tempo e pazienza ma che, alla fine, portò alla serie di successi più duratura nella storia della Scuderia, con 14 titoli iridati in 10 stagioni. In un certo senso, è un percorso che stiamo facendo oggi, anche se ci sono delle condizioni esterne che sono molto cambiate”.

“L’arrivo in Ferrari non l’ho mai pianificato, è venuto da sé. Mio nonno poi era un grande tifoso della Ferrari che, per chi come me è cresciuto all’estero, era una bandiera dell’Italia, come la Nazionale di calcio. È vero che sognavo di lavorare alla Ferrari ma come aerodinamico! Poi, con uno stage, è iniziata una storia che dura da 26 anni”.

Maranello Ferrari
Maranello – Photo Credit: Scuderia Ferrari Official Twitter Account

Infine uno sguardo al Mattia Binotto privato, quello appassionato di Jilles Villeneuve e che, potendo scegliere un pilota con cui andare a cena risponde, senza esitazione: “Mi sarebbe piaciuto conoscere Ayrton Senna”. Il Mattia Binotto che prova a non portare il lavoro a casa:

“Cerchiamo di parlare il meno possibile di lavoro. So che mia moglie e i miei figli avrebbero mille domande da farmi ma hanno un grande rispetto del mio bisogno di creare un’oasi di tranquillità. Già passiamo così poco tempo insieme, ci mancherebbe dover discutere di pit-stop o di carico aerodinamico anche con loro!”.

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Rosanna Greco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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