Cinema

Festa del Cinema di Roma: il film “Open Arms” vince il premio del pubblico

Il “Premio del pubblico FS“, della sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma è stato assegnato al film Open Arms di Marcel Barrena, che narra le imprese di Oscar Camps, fondatore dell’organizzazione.

Il film “Open Arms”, ha vinto il premio del pubblico alla 16° edizione della Festa del Cinema di Roma

“Open Arms – La legge del mare” è il film di Marcel Barrena che si è aggiudicato il “Premio del Pubblico FS“, alla sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Open arms” è un’organizzazione di volontari, creata da Oscar Camps, che per prima si è impegnata per salvare migliaia di migranti nel Mediterraneo ed è attualmente al centro della cronaca, per il processo a carico di Matteo Salvini. Il film mostra proprio la nascita di questa associazione.

“Due amici, Oscar e Gerard, lasciano le spiagge di Barcellona, colpiti dalla fotografia di un bambino annegato nel Mediterraneo e così senza rifletterci troppo decidono di andare a Lesbo “per dare una mano”. Qui scoprono la quotidianità di migliaia di persone che rischiano la vita cercando di solcare il mare con imbarcazioni precarie, per sfuggire dalla miseria e dalle guerre che affliggono i loro Paesi d’origine”.

“La cosa più sconcertante è che nessuno sta svolgendo attività di salvataggio, così insieme ad Esther, Nico ed agli altri membri della loro squadra, lotteranno per compiere il lavoro disatteso dalle autorità e per portare a migliaia di persone l’aiuto di cui hanno estremo bisogno”.

Ecco quanto è stato dichiarato dal regista

Ecco quanto ha spiegato il regista, Marcel Barrena:

“Avevamo due grandi sfide con questo progetto, da un lato volevamo fare un film popolare, non eravamo interessati a un cinema artistico che non avrebbe visto nessuno e dall’altra dovevamo girarlo nel modo più vicino possibile alla realtà. Non è stato semplice ma abbiamo cercato di costruire una struttura cinematografica che potesse arrivare a molti spettatori”.

“Dal punto di vista tecnico poi abbiamo avuto il problema di girare in mare, abbiamo dovuto diventare amici del caos e cercare di adattarci alla luce, al meteo e alle esigenze di trecento comparse in acqua. È stata una lavorazione intensa, le riprese sono state tutte in Grecia, ma non a Lesbo, dove abbiamo ricevuto minacce naziste che ci hanno costretto a lasciare l’isola”.

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