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Feste di Natale: divieto di spostamento dal 21 dicembre al 6 gennaio

Il format che il governo mette in campo è un giallo “rafforzato” su tutto il territorio nazionale come obiettivo da raggiungere entro le Feste di Natale.

I dati di giornata autorizzano a sperarlo. Il Natale sarà strettamente formato famiglia. Spostamenti, come si era già detto, solo per raggiungere il luogo di residenza. Nessuna eccezione festiva al coprifuoco alle 22, anzi proprio in occasione dei giorni di festa ci sarà più impegno a far rispettare i divieti, e anche le celebrazioni della notte di Natale, alla luce dell’impegno assunto dalla Cei, si uniformeranno a quest’esigenza. La novità, però, che Italia Viva pubblicizza come una sua «vittoria», è l’apertura dei ristoranti a Natale, Santo Stefano e Capodanno, ma solo a pranzo.

Feste di Natale: divieto di spostamento dal 21 dicembre al 6 gennaio

Gli spostamenti fra Regioni finalizzati strettamente ai ricongiungimenti familiari dovranno effettuarsi al di fuori della ressa del periodo festivo. Ma anche gli spostamenti autorizzati fra le stesse zone gialle sono stati oggetto di un’estrema trattativa, perché il fronte rigorista impersonato dal ministro della Salute è preoccupato che la breccia aperta per il ritorno in famiglia e l’assistenza agli anziani soli (tema al quale tiene anche il presidente del Consiglio) possa favorire un aggiramento dei divieti con autocertificazioni di comodo.

I divieti di spostamento saranno in vigore dal 21 al 6 gennaio, autorizzati da un apposito decreto-legge che è stato necessario approvare mercoledì notte in Consiglio dei ministri e che fissa un’altra novità: sempre dal 21 al 6 gennaio, ci potranno essere misure restrittive per tutta Italia “indipendentemente dalle fasce caratterizzate dai diversi colori”.

Il decreto ha anche prolungato la durata del Dpcm che sarà approvato oggi (forse fino al 10 o 15 gennaio), previo un passaggio preventivo con la Conferenza delle Regioni, in tempo per la pubblicazione domani. Altre misure già acclarate l’obbligo di quarantena per chi viene dall’estero e la chiusura degli impianti di sci, mitigata però quest’ultima dall’apertura decisa per alberghi di montagna.

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