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Fiesta de los Muertos, in onore dei nostri antenati

Se avete visto Coco, forse conoscete già la tradizione Dìa de los Muertos, da cui Fiesta de los Muertos trae ispirazione per il tema. (Se non l’avete fatto, invece, andatevelo a vedere perché è meraviglioso). Ringraziando la Playagame Edizioni per la copia recensori inviataci, vediamo subito cosa contiene questa bella scatolina.

Componenti

In Fiesta de los Muertos ci sono otto pennarelli e otto bellissime lavagnette a tema, e tante carte, ognuna con un nome di una persona defunta (o immaginaria). L’inserto in cartone è sostanzialmente inutile (l’ho buttato via subito) ma le plancette sono fatte davvero bene.
Quando avevamo visto il gioco originale francese a Cannes, l’autore ci disse che il lavoro di traduzione doveva comprendere la riscrittura di tutti i personaggi. Abbiamo dato quindi un’occhiata ai personaggi e devo dire che la Playagame ha scelto bene i personaggi da includere nel gioco( da Ennio Morricone a Gigi Proietti), rappresentando la cultura italiana.

fiesta de los muertos componenti
I componenti di Fiesta de Los Muertos, in perfetto stile messicano. Photocredits:jeudeclick.com

Fiesta de los Muertos, il gioco

Ogni giocatore riceve un personaggio e lo scrive sulla parte coperta della plancetta, poi sulla parte scoperta scrive una parola che lo rappresenta (Per esempio Harry Potter -> Mago). Si passano poi le plancette intorno al tavolo e ogni giocatore cancella la parola dalla plancetta che riceve e ne scrive un’altra collegata. Si scriveranno un totale di 4 parole, poi le plancette vengono messe in mezzo e mescolate e mostrate, insieme alla lista di personaggi presi dai giocatori (aggiungendone degli altri fino ad arrivare a 8). Ogni giocatore in autonomia cerca di indovinare a quale personaggio corrisponde ogni parola, e alla fine si verifica se tutti i giocatori sono riusciti a indovinare tutti i personaggi, salvandoli così dall’essere dimenticati.

Impressioni

Già sapevamo che questo Fiesta de Los Muertos ci sarebbe piaciuto quando l’avevamo visto a Cannes, e la notizia della localizzazione italiana ci ha reso estatici. Poterlo finalmente giocare ha solo confermato le nostre impressioni: questo gioco è perfetto come attività in famiglia, con i parenti o amici “digiuni” di giochi da tavolo. Questo infatti è uno di quelli che io chiamo “giochi immediati”: è talmente semplice che puoi far giocare le persone mentre gli spieghi come giocare. Non hai bisogno di un “momento spiegazione”, e questo lo rende estremamente accessibile, come i vari Concept e Similo. Inoltre la partita è così veloce e divertente che ti viene voglia subito di farne un’altra. Insomma siamo stati assolutamente rapiti da questo semplice giochino.

Ho solo dei dubbi sulla rigiocabilità: nonostante il gioco offra la possibilità di renderlo “più complicato” con delle regole speciali aggiuntive che limitano le parole che puoi usare, questa opzione non viene molto apprezzata dai casual gamers, che non sono quasi mai alla ricerca di una sfida. Quindi il “fulcro” della rigiocabilità risiede nel numero di personaggi presenti nel mazzo, che comunque è discreto, ma alcuni sono un po’ oscuri (e il gioco ti permette di cambiarlo se non lo conosci), quindi spesso vengono scartati e ci si ritrova ad aver finito il mazzo un po’ troppo velocemente. Però il bello di questi giochi è provarlo con persone sempre diverse, vedendo che cosa loro conoscono e che genere di associazioni fanno.

In chiusura: assolutamente promosso!

Stefano Nicotra

Programmatore, marito, appassionato di giochi con una forte fede che pensa di essere divertente. Gli dicono di scrivere, lui in realtà parla di sè stesso. Se poi quello che c'è scritto sembra fatto apposta per voi, allora si ritiene soddisfatto.
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