Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton hanno presentato ieri pomeriggio al Cinema Barberini di Roma, il loro ultimo film Finché morte non ci separi 2, diretto da Matt Bettinelli-Olpin. Le due attrici hanno ricoperto i ruoli rispettivamente di Faith (Kathryn Newton), e Sarah Michelle Gellar Ursula Danforth. In questo gioco del terrore nessuno è al sicuro. Scopriamo insieme come le due attrrici hanno commentato il film, i loro personaggi, e il genere horror, al quale entrambe sono legate.
Il racconto orrifico del franchise
Matt Bettinelli-Olpin (Finché morte non ci separi, Scream VI, Abigail e il prossimo capitolo del franchise de La Mummia) ha diretto un cast principale al femminile in questo horror splatter all’ultimo sangue. Il film, Finchè morte non ci separi 2, è il sequel di un capitolo che ha riscosso grande successo in America come in Italia. Riavvolgiamo il nastro della trama. Nel primo capitolo Grace, appena sposata con Alex Le Domas, si è trovata costretta a partecipare ad una tradizione familiare: un gioco mortale. La bizzarra famiglia del marito le dava infatti la caccia durante la prima notte di nozze, convinta di doverla uccidere prima dell’alba per evitare una terribile maledizione. Dopo lo shock del primo film, il pubblico si ritrova piombato nel gioco infernale con alcune variabili interessanti.

Poco dopo essere sopravvissuta a un attacco senza esclusione di colpi da parte della famiglia Le Domas, Grace (Samara Weaving) scopre di aver raggiunto il livello successivo di questo gioco da incubo, questa volta con al suo fianco la sorella Faith (Kathryn Newton) con cui non aveva più rapporti. Grace ha una sola possibilità per sopravvivere, per salvare la vita della sorella e rivendicare il Posto D’Onore del Consiglio che controlla il mondo. Quattro famiglie rivali le danno la caccia per il trono, e chi vincerà governerà su tutto.
Perché accettare questi ruoli?
Alla domanda: “Cosa vi ha spinto ad accettare questi ruoli?”. Le due attrici, giunte in Italia per la promozione del film non hanno avuto un attimo di esitazione.
Kathryn Newton: “Ho subito detto di sì a questo personaggio, partendo dalla gioia di aver già lavorato con questo regista incredibile, per il film horror Abigail. E in più ero già fan della saga, quindi entrarvi è stato entusiasmante pe me”. E aggiunge:” I fan mi hanno fatto notare quanto fossi simile a Buffy, e il legame con quel mondo ha reso il tutto ancor più sacro e significativo”. Queste parole suonano forti all’indomani della tragica e prematura scomparsa di Nicholas Brendon, un amico e collega che le attrici in questa occasione hanno ricordato con commossa vicinanza.
Sarah Michelle Gellar invece risponde: “La cosa interessante di questo film è che sedendoti difronte, ognuno di noi può scegliere come guardarlo. Si può scegliere di esperirlo come un horror integrale, come un film splatter orrifico, come una dark-comedy, o addirittura come un film sulle relazioni umane e psicologiche. Non era affatto ovvio maneggiare le relazioni familiari nel modo in cui riesce film, soprattutto sul rapporto tra sorelle”. E conclude: “Il ruolo da cattiva è più divertente, e poi il pubblico mi ha accettata in queste vesti”.

La versatilità dei personaggi di Sarah Michelle Gellar
Sarah Michelle Gellar risponde ad una domanda sui ruoli interpretati nell’arco della sua carriera, e su quello nel suo ultimo lavoro. “Non voglio che i fan mi vedano in pochi personaggi, preferisco interpretare tanti ruoli, diversi fra loro. Sono selettiva, è vero, scelgo accuratamente le parti, ma ho sempre un criterio unico per la scelta. Mi domande: “Questo film lo guarderei, da spettatrice esterna?”. Se la risposta è sì, allora accetto. Finché morte non ci separi è un film che guarderei a prescindere dal fatto che io ci abbia lavorato. Questo mi ha fatto lavorare in sintonia e con totale partecipazione”.
Sul continuo del franchise e sul duo protagonista
Kathryn Newton sorride e ad occhi chiusi annuisce, quando le viene chiesto se volesse continuare il franchise per eventuali capitoli futuri. “Farei qualsiasi cosa con questo team, questo regista e la mia meravigliosa partener nel film, Samara Weaving“. A proposito di Samara, un momento divertente ed emozionante della conferenza è stato quando Kathryn, tenendo fra le mani il cartonato del viso di Samara, assente alla promozione del film – dato il suo stato di gravidanza ormai quasi alle soglie del parto – ha ricordato il lavoro con lei fatto. “In Finché morte non ci separi 2, una delle cose più belle è stato recitare al fianco di Samara Weaving. Io imitavo letteralmente tutto ciò che faceva. Lei è un formidabile esempio. Prendevo addirittura quello che prendeva lei a pranzo. E’ un’ottima amica, una telentuosa attrice, una leader nata. Sono grata di aver fatto questo film con lei, lo rifarei ancora e ancora”.

La realizzazione del film: le sfide e i punti di forza
Sarah Michelle Gellar ha raccontato alcuni retroscena della realizzazione del film. “Non è stato facile realizzare questo film in soli 30 giorni. Il suo punto di forza coincide con la sua difficoltà tecnica principale: la resa fedele del reale. Difatti il film non utilizza CGI, le esplosione e i trucchi più spettacolari di quella folle corsa sono realizzati dal vivo, con vere fiamme, vere scintille”. E aggiunge: “Magari tutti i film fossero realizzati così”. “Poi naturalmente, oltre alle tempistiche e alla resa tecnica, una grande minaccia è quello dell’errore interpretativo. Avevamo paura, come sempre di non riuscire a recitare bene, data la componente comica di questo film. Ci veniva da ridere, e dovevamo invece restare super concentrate”
Com’è stato lavorare con David Cronenberg?
Una delle sequenze più sorprendenti è quella in cui il pubblico scopre del cameo del gigante del body horror, il regista David Cronenberg. Girato in Canada, la sua patria, il film elegge Cronenberg nel ruolo del padre dei due gemelli Danforth. Lo stesso padre che i due uccideranno soffocandolo con un cuscino, e al quale renderanno onore durante il gioco infernale. La lotta per il potere e la conquista del mondo seppellisce anche i legami di sangue. Non esiste padre, fratello, amico che tenga, davanti alla brama di vincere e di governare. Quando abbiamo chiesto alle due attrici come fosse stato lavorare al fianco del maestro hanno così risposto:
Sarah Michelle Gellar: “Partiamo col dire che David è carinissimo. E’ dolce, attento, gentile con tutti. Voleva che fosse trattato come tutti gli altri. Non era un regista, era un attore, e voleva restare tale. Anche quando gli chiedevamo un parere su inquadrature e resa generale del film, lui non si esprimeva. Voleva essere parte di questo film, completamente e solamente come una maestranza attoriale. Umile, garbato e dai nobili valori”.
La bellezza invariabile del genere horror
Kathryn Newton ha già una grande esperienza nel genere horror, non solo per Abigail, ma anche per pellicole di successo come Paranormal Activity 4. Ha sfoderato la scream face e i giochi jump-scares, con professionalità e un pizzico di nera ironia. Dice: “Il bello dell’horror è che è sempre un lavoro di squadra, di collaborazione. Inoltre cela qualcosa che al tempo stesso spaventa e diverte. Adoro lavorare pensando al pubblico che si diverte guardandomi. Quando recito, e questo vale per qualsiasi genere, mi sento come una bambina che fa lo spettacolino o la recita per i propri familiari. Il pubblico è il riflesso immaginario di quei familiari. Tutti ti vedranno e se si sono divertiti te lo diranno”.
Sarah Michelle Gellar, invece, ha sempre interpretato ruoli magnetici, spaziando dalla figura dell’elegante e sadica manipolatrice, come in Cruel Intensions, alla protagonista di inquietanti film horror, come Grudge, So cosa hai fatto e Scream. Parla del genere horror chiudendo in bellezza questo meraviglioso incontro. “Ciò che rende unico il genere horror, è che non c’è bisogno che tu abbia una particolare esperienza in materia, non serve, come nella commedia, che tu abbia conosciuto il principe azzurro, o ti sia innamorata davvero. Nell’horror c’è un sentimento che unisce tutti, atavicamente, la paura. Tutti sanno cosa si prova ad avere paura.
E tutti esperiscono il film con questa conoscenza comune. Saltiamo insieme sdrammatizziamo, ci nascondiamo, ridiamo anche, e tutti lo viviamo all’unisono e nello stesso momento. Noi attori di horror recitiamo con la sensazione che il pubblico venga con noi. Le emozioni forte condivise sono il punto di forza di questo genere. Tutti sanno cos’è la paura”.
Finché morte non ci separi 2, sarà al cinema dal 9 aprile, per premere, ancora una volta, il pulsante start alla vostra lotta per la sopravvivenza.
Doriana Gatta




