Cultura

”Fiocchi di cotone per Jeanie”: un anime sulla libertà ispirato a una ballata

Fiocchi di cotone per Jeanie, un anime realizzato nel 1992 dalla Nippon Animation, trasmesso in Italia dal giugno 1994. La famosa serie animata trae la sua ispirazione da una ballata: Jeannie With the Light Brown Hair scritta Stephen Foster nel 1854; e, successivamente, da un romanzo di Shiro Ishinomori. Nel nuovo appuntamento della rubrica Letteratura per l’Infanzia, un omaggio al Black History Month con una storia di libertà e uguaglianza.

Fiocchi di cotone per Jeanie: il genere meisaku ispirato alla letteratura di formazione

La storia dell’animazione giapponese ha sempre mostrato una chiara predilizione verso la letteratura di formazione. Fiocchi di cotone per Jeanie non si discosta da altre opere nipponiche ispirate ai capolavori letterari americani o europei: Sarah Morris di Lovely Sarah tratto dalla ”Piccola Principessa” di F.H. Burnett; Anne Shirley, Anna dai capelli rossi, tratto da Anne of green gables di Lucy Maud Montgomery; Judy Abott, Papà Gambalunga, tratto da Daddy Long Legs di Jean Webster. Sono solo alcuni dei romanzi di formazione che, grazie alla sapienza dell’animazione nipponica, furono prodotti in Giappone diventando degli anime famosi. Una fortuna sconfinata da cui nacque un vero e proprio genere: il meisaku, letteralmente, teatro dei capolavori del mondo. Una sorta di genere strutturato, principalmente, per essere indirizzato a un pubblico femminile. Fiocchi di cotone per Jeanie appartiene all’elenco sopracitato: una storia impostata come un classico romanzo di formazione in cui si segue il percorso di crescita personale e sociale della protagonista; il tutto incastonato in un contesto socio-culturale che rientra a pieno titolo nel classico dramma storico. 

Un dramma storico tratto da una vera storia d’amore

La trama di Fiocchi di cotone per Jeanie è tratta da una popolare canzone del 1854 di Stephen Foster, noto come il padre della musica americana; uno fra i suoi brani musicali più noti è la celeberrima Oh! Susanna, conosciuta in tutto il mondo. Foster dedicò la ballata alla moglie, Jane McDowell. In seguito, Shiro Ishinomori espanse la storia dei coniugi Foster in un suo romanzo. La vicenda si svolge in Pennsylvania, nel 1838. Jeanie MacDowell è una ragazza dai lunghi capelli biondi che adora suonare il pianoforte. Di buona famiglia e molto compita, i genitori di Jeanie la educano al rispetto del prossimo, indipendentemente dalla sua estrazione sociale o appartenenza etnica.

L’America del tempo era ancora immersa in un clima fortemente razzista: la schiavitù era decaduta da pochissimo tempo e in pochi paesi come, appunto, la Pennsylvania. Perseguire un’educazione che inneggiava ideali di uguaglianza si considerava, addirittura, un atto rivoluzionario. Figlia di un medico e un’infermeria, uno dei suoi passatempi preferiti è suonare il pianoforte con la madre. In Fiocchi di cotone per Jeanie, la musica avrà un ruolo fondamentale: sarà appunto questo amore a legare la ragazza ai suoi amici. Da un lato Stephen a cui piace suonare l’armonica mentre il padre auspica che diventi un avvocato. Dall’altro Bill, un ragazzo di colore che suona il banjo, al servizio dei MacDowell insieme alla sua famiglia.

Fiocchi di cotone per Jeanie: l’importanza di perseguire i propri ideali

La morte prematura della madre di Jeanie obbligherà la ragazza a lasciare il mondo dorato dell’infanzia e iniziare la fase adolescenziale in modo drammatico. Il padre si risposa e i rapporti con la matrigna risultano problematici; chiede di essere mandata in un collegio femminile per imparare la professione di infermiera, ormai conscia di voler spendere la propria vita aiutando il prossimo. In collegio subirà dei maltrattamenti dalla direttrice e le compagne ma, fortunatamente, sarà sostenuta da Bill che trova lavoro nell’internato. Una volta raggiunto il diploma va a fare tirocinio in una città alloggiando in un orfanotrofio. Jeanie prende a cuore le vicissitudini dei piccoli residenti presso l’istituto. Da qui, nonostante gli ostacoli e le ostilità, farà trionfare infine i suoi ideali. Parallelamente si seguiranno le vite di Bill e Stephen: il primo, asseconderà la sua vocazione di diventare un musicista professionista viaggiando con una Jazz Band; Stephen seguirà il percorso forense. Crescendo il legame profondo fra i due giovani si tramuterà in amore: la protagonista, ormai diventata medico, sposerà Stephen. La serie termina con una frase conclusiva a riguardo:

“Nell’aprile 1850 io e Stephen ci sposammo! Dalla nostra felice unione nacque una splendida bambina…”

Fiocchi di cotone per Jeanie: un messaggio anti-razzista

Il famoso compositore Stephen e sua moglie Jeanie diventano protagonisti della loro stessa giovinezza in un contesto storico fra i più classici della storia americana: la guerra di Secessione. Il titolo italiano della sigla fa pensare alla tristemente nota vicenda dei campi di cotone e la conseguente schiavitù. Il cotone è il simbolo dello schiavismo subito dalle persone di colore, costrette dai coloni bianchi a lavorare nelle piantagioni. Tuttavia, al contrario di quanto si evinca, i personaggi presenti non sono schiavi ma uomini liberi: lavorano e posseggono denaro. In Pennsylvania, infatti, la schiavitù fu abolita nel 1780.

Fiocchi di cotone per Jeanie - Photo Credits: guidatv.sky.it
Fiocchi di cotone per Jeanie – Photo Credits: guidatv.sky.it

Nonostante tutto, resta evidente nella storia, la posizione socialmente inferiore dei personaggi di colore rispetto ai bianchi: l’anime non affronta direttamente questo aspetto ma sottolinea fortemente temi quali l’uguaglianza sociale e la libertà. Lo stesso Bill non frequenta la scuola come i suoi amici: lavora, subisce discriminazioni ed è maltrattato dai conservatori. E’ palese quindi il messaggio fortemente anti-razzista dell’anime, seppur non palesemente conclamato, così come i suoi insegnamenti: libertà, coraggio nel perseguire i propri ideali ed uguaglianza senza discriminazioni.

  

Stella Grillo

Foto in copertina: Fiocchi di cotone per Jeanie – Photo Credits: mediasetplay.mediaset.it

Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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