Calcio

Fiorentina: attaccanti troppo deludenti, la rivoluzione passa da Caicedo?

La Fiorentina è reduce dal successo in Coppa Italia sull’Udinese, equivalente alla prima affermazione della nuova era Prandelli. Si è comunque lontani da una prestazione soddisfacente, in grado allontanare le incertezze sull’attuale frangente viola. Negative le uscite degli attaccanti, a dimostrazione della difficoltà nel creare un feeling con la rete avversaria. Pare, dunque, sia il momento di agire sul calciomercato. Quante possibilità ci sono di vedere Felipe Caicedo a Firenze?

Fiorentina frenata dagli attaccanti?

Buono il risultato, ma decisamente solo quello. Alla Dacia Arena, la prestazione della Fiorentina è un remake dell’insipido pranzo della scorsa domenica. L’unica differenza rispetto alla gara col Benevento è data dal format della competizione. Tra Udinese e i gigliati qualcuno doveva pur vincere e Prandelli, in due sole uscite, si è già dimostrato più versatile del suo predecessore. Cambi di modulo a partita in corso e letture azzeccate dei momenti nevralgici, hanno permesso ai viola di battere i friulani e passare così il turno.

Il mancino del subentrato Montiel regala un gradito ritorno alla Scala del Calcio, volto a riscattare la rimonta inflitta in extremis dall’Inter, alla prima giornata di campionato. Prima, però, si farà tappa nell’altra sponda del Naviglio, per sfidare il Milan dell’ex, non presente in panchina, Stefano Pioli, privo del suo leader tecnico e carismatico. Ai i viola, nonostante la prova non impeccabile, essere tornati dal Friuli con con un successo non può che fare bene. Permette di approcciarsi con uno spirito diverso all’ostacolo Diavolo e, nello specifico, aiuta Cesare Prandelli ad acquisire a piccoli passi il ruolo di condottiero dello spogliatoio viola.

L’ex CT è rimasto, letteralmente, senza parole alla fresca notizia della scomparsa del mito, del mancino per eccellenza. Quel Diego che da giocatore, come da lui stesso ricordato, si vide costretto a marcare, facendo tra l’altro bella figura. Tenendoci comunque a sottolineare, ribadendo l’umiltà che lo contraddistingue, la scarsa forma del Diez in quell’occasione. Stiamo parlando di un idolo per gli appassionati del pallone e ovviamente di qualsiasi argentino, dopo aver guidato l’Albiceleste sul tetto del mondo a Mexico ’86. Bastano però otto anni a far sì che i riflettori si spengano definitivamente, sia sul giocatore che sull’uomo Maradona. Lo sguardo indemoniato dopo il gol alla Grecia, si tramuta ben presto in un altro ben più spaesato successivamente alla cocente esclusione dal Mondiale americano per doping. Quella sarà l’ultima sua uscita in Nazionale e, allo stesso tempo, l’unica volta in cui condividerà il campo con un ragazzo innamorato di lui e abbastanza noto in riva all’Arno: Gabriel Omar Batistuta.

Un attaccante da 203 reti in 331 gare alla Fiorentina. Numeri da fantascienza, di un giocatore unico ed inimitabile. Inutile dire quanto farebbe comodo oggi, visto il periodo di magra che affligge le punte viola. Infatti, per risalire a un gol firmato da un numero 9 della Fiorentina bisogna fare rewind al 2 ottobre, giorno della sconfitta interna con la Sampdoria. In quella partita figurava ancora Federico Chiesa nell’undici iniziale, con tanto di fascia al braccio. Vlahovic siglò la rete del pari, resa vana dall’1-2 firmato Valerio Verre. Da quel momento il niente più totale e ciò non può che influire in negativo sull’economia della stagione. Proprio il serbo, difatti, si è rivelato tra i più negativi nella trasferta a Udine, sbagliando praticamente tutto con o senza il pallone tra i piedi. E pensare che una settimana prima era finito nel tabellino, con la sua Serbia, nella vittoria per 5-0 contro la Russia.

Caicedo può risolvere i problemi in zona gol?

Inutile poi ribadire il deludente inizio di stagione di Christian Kouamé, lontano parente del giocatore scattante e reattivo visto al Genoa. L’ivoriano non convince in zona gol, vantando soltanto una rete in questo scorcio di campionato. Numeri miseri, che equivalgono a una mancata esplosione del ragazzo. A Udine, Prandelli ha provato ad utilizzarlo come seconda punta, ma anche in questo ruolo gli errori non sono mancati. Meglio Cutrone, autore dell’assist-vittoria in Coppa Italia. L’ex Milan rimane comunque poco affidabile e quest’anno si è rivelato pressoché inesistente in zona rete. Urge trovare dunque delle certezze sul mercato, dove i viola proveranno ad accelerare per accaparrarsi un vero bomber: Felipe Caicedo.

Secondo calciomercato.com, si potrebbe creare un interessante intrigo di mercato. Rocco Commisso è alla ricerca di un colpo low cost e tra le diverse opportunità figura Felipe Caicedo, sotto contratto con la Lazio fino a giugno 2022. L’ex Espanyol è al momento tra i protagonisti in positivo di questa stagione dei biancocelesti, dimostrandosi un vero clutch player. Di Caicedo il gol vittoria nella rimonta con il Torino e le reti decisive per i pareggi con Juventus e Zenit San Pietroburgo. Difficilmente Simone Inzaghi vorrà privarsi di un giocatore così decisivo, ma non è detto che la volontà del giocatore sia quella di rimanere nella Capitale. Quest’estate difatti sembrava avesse già le valigie in mano e non è detto che le cose siano realmente cambiate. I viola restino in allerta.

Matteo Curreri

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