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Fire Emblem Engage Recensione: torna indietro per andare avanti

Fire Emblem Engage Recensione | Dopo un capitolo memorabile, vasto, sfaccettato e amato come Three Houses, Intelligent System si sarà di sicuro trovata in difficoltà, pensando qualcosa come: e adesso? Come fare per eguagliare sé stessi con un nugolo di fan pronti a vivisezionare il capitolo successivo? Semplice: facendo dietrofront sulla quasi totalità delle aggiunte ludiche di Three Houses e parlando la lingua dei giocatori e dei capitoli storici. 

Accantonare le complessità di gestione “scolastica” dei personaggi giocabili, rinunciare a route separate e finali distinti. E poi, puntare tutto sul gameplay nudo e crudo, sui virtuosismi strategici e su una progressione lineare e perciò chiara, leggibile ma non meno sorprendente. Infine, inserire in modo organico e sensato (non fan service, ma fan service) eroi ben noti il cui solo nome evoca un senso di “epica familiarità”. 

Fire Emblem Engage fa un passo indietro, ma solo per prendere la rincorsa e fare un salto in avanti. Non su ogni fronte, è chiaro: Three Houses rimane un episodio unico nel panorama della serie e del mondo JRPG/Strategico tutto. Facendo, però, in modo che Engage riesca a eccellere proprio laddove Three Houses arrancava: sul ritmo e sul “colpo d’occhio”.. 

Fire Emblem Engage Recensione: torna indietro per andare avanti

FIRE EMBLEM ENGAGE RECENSIONE: TESTATO SU NINTENDO SWITCH

(Disponibile in esclusiva per Nintendo Switch)

VOTO: 9

+Gameplay strategico come sempre eccezionale, innovato ma non stravolto
+Direzione artistica studiata per “ricolorare” Fire Emblem, tecnicamente solidissimo
+Trama leggibile, lineare ma ricca di colpi di scena sorprendenti
+Fan service ben ponderato

-E’ diverso da Three Houses, meno “complesso”: alcuni fan potrebbero non gradire

Fire Emblem Engage Recensione: torna indietro per andare avanti

Fire Emblem Engage Recensione, i “problemi” di Three Houses

Three Houses è stato un Fire Emblem 2.0. La sua più grande forza, oltre a una storia (trama+lore) di grande impatto, coerente e longeva, è stata portare all’estremo la natura strategica e tattica della serie. Paradossalmente, diluendo le numerose battaglie di cui è composto in un impasto ludico di genere misto. L’introduzione della scuola, delle meccaniche di insegnamento ed evoluzione degli studenti/guerrieri la si può definire all’interno del concetto di preparazione prima della battaglia effettiva, “planning strategico” che precede il “battle system strategico” e fa quasi gioco a sè stante.

L’esplorazione, primitiva e obiettivamente pure tecnicamente arretrata, dell’istituto in cerca di allievi con cui parlare, missioni da accettare e mini-giochi life sym a cui partecipare non è mai stato il cuore più amato o amabile di Three Houses. Diversamente dalle lezioni distribuibili tra gli studenti da crescere, facendo provare al giocatore un’emozione più intensa al vederli combattere come noi abbiamo “insegnato” loro. Un menù con statistiche assegnabili direttamente in base ai risultati delle battaglie avrebbe sortito lo stesso risultato ludico. Ma non il medesimo impatto emozionale. Allora, perchè il colpo di spugna semplificativo di Engage ha senso? Semplice: perchè non tutti vogliono o riescono a essere emotivamente coinvolti.

Ci sono giocatori che non hanno tempo/desiderio di veder crescere sotto la loro ala da mentore un personaggio che dovrà servire loro in battaglia e basta. Preferiscono superare le sfide del magnifico gioco “di scacchi” che la serie ha da sempre proposto, una guerra dietro l’altra. Senza contare che gli stessi player che in Three Houses riuscivano a legare con ogni combattente, non avranno comunque problemi a sentir propri i protagonisti di Fire Emblem Engage.

Fire Emblem Engage Recensione: torna indietro per andare avanti

Il titolo infatti non elimina del tutto la vicinanza empatica che si viene a creare tra noi e i personaggi a schermo. Semplicemente, la esprime attraverso un mezzo più diretto, una storia unidirezionale e dei mezzi di controllo meno personalizzabili solo in apparenza. In realtà, egualmente adattabili ai nostri stili di combattimento. Spariscono le route di trama separate, i finali distinti. Ciò significa che la storia di Engage è automaticamente meno forte di quella di Three Houses? Assolutamente no. Piuttosto, significa che la linearità e unicità del susseguirsi tra eventi su cui non abbiamo controllo al di fuori del gameplay sarà più leggibile e meno dispersivo. Meno rigiocabile, questo sì, ma anche più digeribile

Quante volte vi siete sentiti dire che “sono presissimo da Fire Emblem Three Houses, non ho tempo di giocare ad altro“. O “vorrei finirlo, ma è da tanto che non lo riprendo e non mi ricordo più niente“. Magari a causa di queste opinioni (realistiche) vi siete spaventati, e non avete potuto godere delle meraviglie di una storia e di un gioco unico. Che, a prescindere da tutto, volendo poteva essere gestito in modo anche abbastanza lineare. Ma con risultati sia ludici che esperienziali certo meno d’impatto, rispetto a quelli di un player dedito a spolpare ogni possibile diramazione e possibilità del titolo, a dispetto del tempo impiegato per farlo.

Ecco: Fire Emblem Engage è il terreno di prova perfetto per voi, anche se siete digiuni di altri capitoli della saga. Non che impiegherete meno tempo di Houses a giocare una campagna completa, assolutamente non è così. Vi garantisco però che proprio in virtù della consapevolezza di avere un obiettivo unico, un finale da raggiungere e scoprire tra colpi di scena eccellenti, ottima scrittura dei dialoghi e cutscene di qualità superiore al passato, farete meno fatica. E vi emozionerete, forse, pure di più.

Fire Emblem Engage Recensione

La bilancia dell’innovazione 

Soprassiedo volutamente in questa recensione di Fire Emblem Engage sulle spiegazioni, a mio avviso non necessarie, inerenti il sistema di combattimento. È lo stesso di sempre, collaudato e rifinito, forte di un triangolo delle armi nuovamente importantissimo e di una meccanica di “evocazione” delle vecchie glorie di Fire Emblem interessante. Scenografica (per alcuni commovente), ma non risolutiva o game changing in senso stretto.

Cambia qualcosa, poi, cambia davvero se anziché muovere i personaggi lungo una griglia, posso controllarli liberamente nel loro campo d’azione? Sì, certo: come in Mario+Rabbids Sparks of Hope il gioco si percepisce come meno statico, l’alternanza dei turni si fa meno opprimente persino. Così come tutti i meccanismi tipici, e spesso vetusti, dei JRPG strategici sembrano modernizzati tutto d’un tratto. Ma si tratta di percezione, fondamentale, ma come tale non uguale per tutti. Invece, porrò l’accento su un altro elemento che Engage migliora rispetto a Three Houses: la direzione artistica e la sua resa tecnica a schermo. Obiettivamente diversa, anche se non per tutti “migliore”.

Fire Emblem Engage Recensione

Una premessa è obbligatoria in tal senso. Fire Emblem Engage è una vera gioia per gli occhi… a patto di apprezzare l’estetica anime che da qualche tempo a questa parte è diventata cardinale nella rappresentazione dei personaggi. Già dai capitoli per Nintendo 3DS era chiaro quale fosse la direzione intrapresa dal team artistico di Fire Emblem. Solo dopo un incredibilmente anime-like, ma ancora piuttosto moderato, Three Houses, si passa oggi a Engage. Che in parte per rivolgersi a giovani o amanti di anime e manga, in parte per controbilanciare il “passo indietro” fatto nel gameplay, satura tutte le palette, adopera tonalità inusuali e accostamenti molto più pop e moderni. Basti fuardare al colore dei capelli del/della protagonista. Non solo: calca la mano ulteriormente sulle classiche personalità quasi stereotipate per i suoi protagonisti. Che riveste con doppiaggi, animazioni, reazioni ed espressività marcatissime.

Potrei quasi sbilanciarmi, nel dire che forse Engage cerca di abbracciare un modus operandi che la saga ha sempre desiderato avere ed esprimere. Che solo dopo il successo di Three Houses, e persino del Musou che ne e stato tratto, può davvero permettersi di tentare andando “all in”. E allora sì che, come ho detto poc’anzi, il gameplay che torna alle origini e propone un’alternanza più fitta e netta, ritmata, di scontri e cutscene, trama e gioco, è parte dell’edificazione di un equilibrio ben ponderato. Dove al nuovo si contrappesa il collaudato. Così che aggiungendo da un lato e dall’altro il giusto quantitativo di peso e meccaniche si riesce a far restare la bilancia in orizzontale. O a farla pendere da un lato o dall’altro di istante in istante a seconda delle necessità narrative o ludiche. 

Fire Emblem Engage Recensione

Fire Emblem Engage però non è da vedere come l’esperimento di uno scenziato matto, un Dottor Frankenstein alle prese con un pizzle di elementi nuovi, vecchi, del tutto innovati o appena sfiorati, solo dove serve per farli percepire come “diversi il giusto”. Engage è un Fire Emblem in tutto e per tutto, forse anche più di Three Houses. Parla di guerra, di potere e intrighi di palazzo. Mette in scena un cast variopinto, in tutti i sensi, dotato di personalità tutte diverse e tutte, a loro modo, apprezzabili.

Si fa beffe del giocatore disattento che sceglie la modalità classica. Incautamente, perchè non sa che ogni unità perduta muore per sempre, e non c’è piuma di fenice che tenga. Però, Engage sa anche stupire, emozionare e divertire. E se sono riuscito a farvi incuriosire senza parlare nemmeno per un istante della trama, senza approfondire il gameplay più del necessario, mettendo solo nero su bianco cosa Engage sappia far provare, e come. Ecco: pensate cosa provereste avendo il gioco completo tra le mani. 

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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