La matematica e la fisica quantistica possono spiegare un fenomeno così misterioso come l’amore fra due persone? C’è chi ha cercato di applicare formule e teoremi per carpire e analizzare risultati concreti attraverso modelli matematici, e chi invece storce il naso alla tesi romantica sull’algebra.

Amore, un apostrofo rosa fra la fisica e la matematica

matematica amore
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Misterioso, enigmatico, croce e delizia di ogni essere umano, cantato da poeti e musicisti, analizzato da filosofi e scrittori ma l’amore, questo sentimento affascinante e bramato, è stato anche oggetto di studio da parte della scienza. Attraverso la fisica e la matematica è possibile ottenere informazioni sulle dinamiche del sentimento? Sicuramente c’è meno romanticismo di un sonetto recitato al chiaro di luna, però a quanto pare secondo Hannah Fry, ricercatrice di Matematica e di Teoria della complessità presso il Centro di Analisi spaziale avanzata dell’University College di Londra e autrice del libro La matematica dell’amore, il sentimento amoroso può essere misurabile. Ci sono modelli nascosti dietro i rituali amorosi che la matematica può rivelare aiutando a comprendere meglio la propria vita sentimentale.

In La matematica dell’amore la Dottoressa Hannah Fry risponde alle domande più comuni riguardanti le vite amorose di ognuno in modo scientifico e attraverso formule precise; d’altronde la matematica è in tutto ciò che ci circonda, così come l’amore è nella maggior parte delle cose della vita. Se la fisica e la matematica possono prevedere eventi naturali, fenomeni complessi come il comportamento dei mercati finanziari, sviluppo di algoritmi, tecnologie e tanto altro perché non l’amore? E allora la matematica può dare risposte a quesiti che, almeno una volta nella vita, hanno attanagliato le notti insonni di chiunque: quanto può durare l’amore? E quanto è importante la bellezza? A che punto della vita bisogna metter su famiglia? Quali sono le probabilità di trovare l’amore vero? La Dott.ssa Fry, a tal proposito, dimostra come la matematica possa essere uno strumento sorprendente per capire i sentimenti.

Formule e romanticismo

Insomma, a quanto pare la matematica può essere perspicace anche quando si parla di affetto. Seppur il libro della Dottoressa Fry non sia un antidoto, rivela molto sulla natura umana e su come i sentimenti, in realtà, seguano dei modelli prestabiliti e prevedibili, in alcuni casi. Menzionare numeri e romanticismo nella stessa frase sembra quasi un ossimoro, tuttavia esistono delle formule matematiche che si legano al concetto d’amore in forma concreta. Esiste una formula, per esempio, che consente di verificare se ciò che si prova per il proprio partner è un sentimento reale o meno. A quante persone sarà capitato di chiedersi: ”Ma, insomma, sarà vero amore oppure no?” Ebbene, la risposta al quesito in questione la dà Donn Byrne, psicologo sociale alla State University of New York ad Albany attraverso questa formula:

1,7xA + 1,5xB + 1,5xC + 1,5xD + 1,3xE = Y

Nello specifico: A è l’attrazione nei confronti del potenziale partner, B il piacere, ovvero il benessere percepito in sua compagnia, C è il desiderio di intimità , D il desiderio di essere accettati dal partner, E il timore di essere abbandonati. A ogni variabile citata si attribuisce un valore che va da 1 a 10 e, in seguito, si procede con il calcolo. Il numero ottenuto dall’esecuzione del calcolo è Y. I numeri davanti alle variabili confrontano amicizie e amori. Secondo il Dottor Byrne la relazione risulta più stabile quanto più la differenza tra i due risultati Y è grande. In sostanza, Y (risultato finale) è confrontato con il risultato ottenuto valutando qualcuno di caro, come un amico. Una differenza maggiore di 15 tra i due risultati (Y) ottenuti indicherebbe una relazione più forte e stabile.

Amore, la matematica può contribuire a rendere stabile un rapporto?

La matematica può aiutare a rendere stabile un rapporto? A quanto pare sì. Secondo John Gottman, professore emerito di Psicologia alla University of Washington , esiste una formula perfetta e utile a garantire stabilità nella relazione.

S/G>5
100-N>90

Questa formula si basa sul rapporto tra segnali positivi (coccole, intesa, carezze) e segnali negativi (critiche, insulti). S equivale ai segnali positivi mentre G sono le critiche, gli insulti. I segnali di affetto (S) – affinché una coppia funzioni – devono essere almeno cinque volte più numerosi di quelli di risentimento (G). La seconda formula matematica si riferisce ai commenti nei confronti del partner: ogni 100 commenti riferiti al partner, quelli negativi (N) devono essere meno di dieci. Se la coppia rispetterà le due condizioni suggerite dalle formule matematiche allora reggerà.

L’equazione più romantica della fisica quantistica

Una delle equazioni più belle della storia della fisica è quella del fisico Paul Dirac, Premio Nobel per la fisica nel 1933. Nota anche come la formula dell’amore, il matematico britannico la scrisse nel 1928:

(∂+m)ψ=0

La formula spiega il fenomeno dell’entanglement quantistico, ipotizzato da Erwin Schrödinger nel 1935, secondo cui se due particelle microscopiche interagiscono fra loro secondo una data modalità e per un certo periodo di tempo, in seguito a una separazione fra le stesse, l’una continuerà a influenzare l’altra senza che le due possano dirsi distinte.

“Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma diventano un unico sistema”.

L’equazione di Dirac è una delle pietre miliari della fisica teorica, tuttavia seppur l’appellativo di ”formula dell’amore” sia una metafora romantica suggestiva e quest’ultima sia diventata virale – soprattutto sui social – come segno di una possibile scientificità del sentimento, la realtà è diversa.

L’equazione di Dirac e l’amore nel senso tradizionale del termine

Secondo gli esperti la formula ”romantica” nota sarebbe, invece, errata. Di seguito la dicitura corretta:

(i∂̸ – m) ψ = 0

La massa (m) ha segno negativo, la derivata () è tagliata e si deve aggiungere come primo termine una quantità immaginaria (i).

La formula del fisico britannico unisce la meccanica quantistica, che descrive il comportamento di oggetti molto piccoli e la teoria della relatività di Einstein, che invece delinea il comportamento di oggetti in movimento. Un altro errore che sgretola il lirismo attribuito alla formula di Dirac risiede nel quantum entanglement – intreccio quantistico – uno dei fenomeni più affascinanti della meccanica quantistica; una specie di connessione immediata tra due particelle, anche se quest’ultime si trovano a distanze ampie. Tuttavia, questa condizione ha senso solo per i sistemi microscopici. Due persone profondamente innamorate l’una dell’altra rappresentano, invece, un sistema macroscopico per cui risulta difficile applicare la concezione di inseparabilità quantistica di Dirac.

Insomma, l’equazione di Dirac non ha nulla a che fare con l’amore nel senso tradizionale del termine. Può essere vista come una metafora che rivela la complessità, il mistero, la connessione e l’armonia dei legami con le persone, ma descrive la materia, non le persone appunto, spiegando il comportamento di particelle come gli elettroni all’interno del contesto della meccanica quantistica e della relatività, il quale scopo primario è predire il comportamento delle particelle subatomiche. In conclusione, l’equazione di Dirac non contiene alcuna formula precisa dell’amore. Tuttavia, metaforicamente, scienza ed emozioni possono intersecarsi poeticamente in modo tale da indurre una riflessione sulla bellezza e la complessità dei legami tra le persone, ispirando riflessioni.

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