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Formula 1 | 40 anni da Digione ’79, quel “lasciateci correre” che risuona sempre di più

Il primo luglio 1979 è una data che rimarrà nella storia della Formula 1. Nella gara francese Renault trovò la sua prima vittoria in Formula 1. Tuttavia, quella gara rappresentò una pietra miliare nel motor sport per il duello tra Gilles Villeneuve e René Arnoux.

La Formula 1 è sempre stata vista come la massima espressione del motor sport. Un campionato dove hanno sempre corso le vetture più veloci del mondo, con una ristretta cerchia di piloti migliori del mondo a lottare per la gloria ad ogni costo. La storia di questo sport ha sempre visto grandi duelli, battaglie, ruota a ruota e sorpassi al limite con le folle sugli spalti e nei prati pronte a saltare, emozionarsi e festeggiare per lo spettacolo. Qualcosa, però, è cambiato.

Digione ’79 – Il duello entrato nella storia

Il GP di Francia 1979 rappresentò lo spartiacque della stagione: dopo sette gare, le Ferrari di Jody Scheckter e di Gilles Villeneuve dividevano la vetta della classifica con le Ligier di Jacques Laffite e Patrick Depailler. Quattro vittorie per la Ferrari, tre per la scuderia francese. Il tracciato corto e veloce favoriva le Renault che disponevano di un motore turbocompresso sulla RS10. L’unico che nelle qualifiche riuscì a tenere testa alle vetture francesi fu Gilles Villeneuve che, al via, bruciò sia Jean-Pierre Jabouille che René Arnoux.

Il canadese cedette la leadership solamente a metà della corsa dopo una grande resistenza. Nelle fasi finali della corsa Villeneuve dovette fare i conti con la Renault di Arnoux che, davanti al pubblico di casa, avrebbe voluto regalare una doppietta alla Renault. I piani del francese si scontrarono con la determinazione del piccolo aviatore che cominciò a difendersi in tutti i modi possibili.

“La gente si impressiona perché non è abituata a vedere certe scene. Chi assiste alle gare di Formula 2 e 3 non si sorprende per certi sorpassi, per queste situazioni definite da brivido. Il rischio è sempre abbastanza calcolato. Quando capita qualche incidente è perché c’è un imprevisto, per un errore o perché la macchina si guasta. Le nostre vetture sono costruite apposta per andare forte, per frenare rapidamente e per tentare sorpassi al limite.”René Arnoux al termine della corsa

I due piloti dettero vita ad uno dei duelli più emozionanti della storia tra contatti, sorpassi e staccate al limite da parte di entrambi. I filmati e le testimonianze dell’epoca raccontano di un duello storico dove il vero spirito della Formula 1 vinse su ogni cosa: vinse sulla supremazia del mezzo meccanico, su ogni questione tecnica e sul regolamento dell’epoca. Un regolamento che, in pista e non, era molto più libero di quello attuale.

Da Digione ’79 a oggi – Quei duelli sempre più “da regolamento”

Da quel primo luglio 1979, la Formula 1 ha subito numerose trasformazioni sotto diversi aspetti: dall’introduzione dell’era turbo nei primi anni ’80 fino all’era turbo-ibrida attuale passando per la grande parentesi dei motori aspirati. Un altro aspetto su cui la Formula 1 ha investito è stata la sicurezza, sempre meno elemento marginale e sempre più elemento cruciale sia dentro che fuori dalla pista. Tuttavia, le battaglie e le emozioni non sono mai mancate.

Chi per averle viste dal vivo, chi in televisione, chi riguardando le gare del passato si ricorda memorabili lotte e sfide nel corso della storia della Formula 1. Duelli come quelli tra Mansell e Senna oppure quelli tra il brasiliano ed Alain Prost a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 sino a quelli tra Schumacher, Hakkinen, Raikkonen ed Alonso del nuovo millennio. Duelli che hanno infiammato le folle di tutto il mondo a prescindere dal tifo e hanno dato tanto a questo sport.

Prost e Senna durante la partenza del GP di Suzuka 1990 – Photo Credit: Formula 1

L’evoluzione della sicurezza nel motor sport non ha mai precluso questi duelli all’ultima staccata. Ciò nonostante, nelle ultime stagioni stiamo assistendo ad una Formula 1 sempre meno spettacolare davanti alla quale lo spettatore si annoia e rimane scontento. Molti hanno attribuito questo trend al fatto che negli ultimi anni il titolo è sempre stato appannaggio prima della Red Bull ed ora della Mercedes se non in alcune stagioni fino ad un certo punto. E’ davvero così? Cos’è cambiato rispetto al passato?

Da Digione ’79 a oggi – Quel duello “non conforme al regolamento”

Per certi versi, forse, rispetto al passato sono cambiate due cose, una come conseguenza dell’altra. I regolamenti sono di volta in volta più restrittivi e, per un motivo o per l’altro, disciplinano sempre di più tutto ciò che avviene in pista. Com’è giusto che sia, specialmente se si tratta di sicurezza, ma si è passati da un estremo all’altro. La seconda cosa che è notevolmente cambiata è la prospettiva dello spettatore nei duelli.

Digione Formula 1 villeneuve arnoux 1979
Photo Credit: Formulapassion

La prima cosa che lo spettatore guardava nel video di Digione ’79 è la caparbietà con cui Villeneuve ed Arnoux si stavano giocando una seconda posizione. Nessuno dei due mollò mezzo millimetro fino al traguardo ed, una volta conclusa la corsa, una grande festa per lo spettacolo offerto. Riguardando quel video con l’occhio dello spettatore odierno davanti alla TV durante una gara di queste ultime stagioni, diremmo la stessa cosa? Assolutamente no.

Ragionando per assurdo: i due duellanti sono Lewis Hamilton e Sebastian Vettel (il ruolo è indifferente). Uno va largo e guadagna terreno, l’altro spinge l’avversario lontano dalla traiettoria ideale con una ruotata e così via. Diremmo le stesse cose? No, invocheremmo ad una penalità immediatamente in base al tifo o all’interesse. Il duello passerebbe in secondo piano, ma le nostre energie sarebbero tutte sul reclamare la penalità. Discussioni ovunque su ogni minimo dettaglio, ma non sul fatto che quei due piloti, il primo luglio 1979 a Digione, dettero uno spettacolo unico. Al contrario, noi, cominceremmo a parlare solo di penalità dimenticandoci dello spettacolo.

Vettel hamilton canada 2019
La sicurezza va tutelata, ma non deve essere sempre un alibi – Photo Credit: Formula 1

“Noi siamo tifosi” è vero, però molte volte ci si dimentica di apprezzare il duello per quello che è: una battaglia tra due piloti che cercano di prevalere l’uno sull’altro. Il “problema” è più generale: negli ultimi anni siamo stati abituati ad enormi approfondimenti su ogni episodio con trasmissioni interminabili su ogni minimo contatto. Le penalità devono essere assegnate nel momento in cui ci sono scorrettezze palesi o qualora la sicurezza venga fortemente compromessa. E negli altri casi?

Senna mansell 1991
Nigel Mansell ed Ayrton Senna durante una delle battaglie più emozionante degli anni ’90 a Barcellona nel GP di Spagna 1991 – Photo Credit: Red

Lasciamoli correre, perché questo vogliono i piloti. Non chiedono altro. Vogliono poter correre liberamente e lottare con tutte le proprie forze senza pensare al rischio di penalità ogni istante per una riga bianca oppure per una piccola ruotata. Secondo la logica odierna, a Digione Arnoux e Villeneuve finivano come minimo con un Drive Through e punti sulla patente. Se non con una squalifica. Tutto questo sembra surreale.

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