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Ottobre 29, 2020, giovedì

Formula 1 | Jules Bianchi, 30 anni del predestinato

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Un grande pilota, un bravo ragazzo ma una vita difficile. Destinato ad arrivare in Ferrari, fu tutto distrutto in un attimo, nel 2014.

Jules Bianchi – Una famiglia che aveva già sofferto nel 1969 con la morte di Lucien Bianchi durante le prove della 24 ore di Le Mans. Un destino che lo ha portato ad essere un simbolo.

Jules Bianchi – Destino a Maranello

Era salito sul tetto del mondo quando nel 2014 in quel di Monaco era riuscito a conquistare 2 punti iridati, con una vettura non adatta. Nel 2009 fu inserito nella Ferrari Driver Academy e a soli 20 anni iniziò a saggiare la vettura rossa. Per lui che aveva origini italiane, era un sogno poter stare dietro al volante della rossa di Maranello e le sue espressioni durante quelle giornate lasciavano trapelare emozioni incredibili.

Jules Bianchi
Bianchi festeggia il nono posto a Monaco – Photo Credit: dal web

Nel 2010 provò la Ferrari per la prima volta a Yas Marina per i test di fine stagione. Un test “regalato” dal team Ferrari per gli ottimi risultati nelle categorie minori: infatti Jules aveva vinto moltissimo, già nel karting. 1 campionato di Formula Renault 2.0, alcune vittorie in Gp2 e un campionato di F3 EuroSeries. Da quel momento Jules è un uomo Ferrari e il suo talento non è sottovalutato dagli altri contendenti al posto nella Scuderia di Maranello. Chissà cosa sarebbe successo se quel 5 ottobre 2014 non fosse mai esistito…

Jules Bianchi – Il brivido lungo la schiena

Sono ben due i momenti da brivido nella carriera di Jules Bianchi: il primo riguarda una frase del pilota francese, ricordando Lucien Bianchi. Una frase che con la mente che viaggia a Suzuka nel 2014, lascia con senso di dispiacere immenso. Jules ci credeva davvero al cambiamento di questa F1 che per lui era più sicura: grazie a lui, ora, le vetture hanno una dotazione che protegge la testa dei piloti, chiamato Halo. E, sempre grazie a lui, i trattori in pista si vedono solo con la Safety Car o con la VSC. Per questo, tutti noi veri appassionati ti ringraziamo per quello che hai fatto per lo sport che amiamo.

“Lo so, la mia famiglia ha pagato un prezzo immenso alle corse. Ora però è cambiato tutto, nessuna paura: l’automobilismo è uno sport diverso e più sicuro, quindi bisogna guardare avanti”. – Jules Bianchi

Jules Bianchi
Bianchi al volate della Marussia in Giappone nel 2014 – Photo Credit: dal web

Mentre il secondo è un video, che forse in pochi conosocono. Durante il Gp di Monza del 2014, un mese prima del suo tragico incidente, Canal + diede a Jules una videocamera per registrare il week end di gara dal punto di vista del pilota. Un momento in particolare fa tremare il cuore: nel momento in cui Jules sta firmando qualche cappellino, dal pubblico si alza qualche voce che invita Bianchi in Ferrari. La risposta di Jules è di quelle con un nodo in gola ma di un pilota che ci crede davvero: “speriamo ragazzi, speriamo”.

Eh si Jules, anche noi abbiamo sperato per 9 mesi di leggere qualcosa di buono sul tuo coma che ti teneva lontano dai motori, ma non è mai successo. Ci manca il tuo sorriso e anche il tuo piede pesante, ma oggi c’è da festeggiare. Quindi, beh Jules, tanti auguri campione, ti ricordiamo sempre con il sorriso.

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Gianmarco Pierihttps://metropolitanmagazine.it/author/gianmarcopieri/
Classe '98, studente di Ingegneria meccanica, romano e una passione per i motori che scorre nelle vene sin da piccolo. Rimasto stregato dalla F1 e successivamente dall'elettrizzante Formula E! Accreditato al Berlin ePrix 2019 du Formula E
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