Formula 1 | Patrick Depailler, il francese dall’indole audace

Il ricordo del pilota Patrick Depailler, nel giorno della tragica scomparsa sul circuito di Hockenheim. Corse con Tyrell, Ligier e Alfa Romeo

Patrick Depailler – Era il 1 agosto del 1980. Ad Hockenheim, in Germania, Patrick Depailler sfreccia con la sua nuova vettura, la Alfa Romeo 179 monoscocca, nell’ennesima sessione di test prestagionali. L’appuntamento con il destino giunge in un lampo, cinico come il carattere del pilota francese, alla curva Ostkurve, dove avviene il prematuro epilogo.

Patrick Depailler – Il sogno che si avvera

Il pilota di Formula Uno, per antonomasia, rappresenta l’uomo che non teme nulla. I pericoli normalmente percepibili pian piano si attenuano, mentre si corre a più di 270 km/h su piste concepite per sfidare ogni limite umano. Alla caccia di uno stato mentale per cui non ci deve essere posto per il timore di rischiare la vita, perché l’adrenalina prende il sopravvento. Una volta, due, cinque, dieci, mille, finché non si comprende che grazie a quel controllo si può dominare l’asfalto, in compagnia di valenti avversari. Patrick André Eugéne Joseph incarnava lo spirito di un suo vecchio mentore, Jean Behra, pur non sapendo quanto quella spinta emotiva gli avrebbe reso giustizia. Portandolo a fianco di chi più di tutti fece tesoro dell’esperienza accumulata, anche grazie allo stesso Depailler: Jackie Stewart.


Patrick Depailler sulla Tyrell P34 1977 – Photo Credit: imgur.com

In Formula Uno Depailler arriva nel 1973, come terza guida nel team Tyrell. Risultato conseguito dopo tanta gavetta, anche sulle due ruote, per poi salire sul treno del circus dopo i successi al Clermont Ferrand. Qui il francese corre in un contesto complicato, alle prese con un altro ambizioso connazionale francese alla guida di quella che sarà la sua Tyrell. Francois Cévert e Patrick erano molto diversi, ma mai propensi a celare la voglia di primeggiare, di spingere al massimo.

Patrick Depailler
Depailler e Ronnie Peterson – Photo Credit: deviantart.com

Ironia della sorte, Depailler si ritrova, probabilmente, nel momento migliore della propria carriera proprio nella peggior fase della storia del team Tyrell. La terribile morte di Cévert, l’addio del grande Jackie Stewart rendono aspro, per molti anni, il terreno per l’ascesa del rude Patrick. Che ottiene l’unica vittoria a bordo della Tyrell nel 1978, nel Gran Premio di Monaco, in coppia con il quarto posto finale nel mondiale 1976.

Patrick Depailler – La svolta in Ligier: Gran Premio di Spagna 1979

Depailler lascia il seguito di Ken Tyrell per approdare nel fronte Ligier. La nuova sfida dona linfa vitale per la competitività del francese, che vince in Spagna e colleziona tanti punti (venti) in sole sei gare. In Spagna, Depailler parte in pole position; dietro di lui, ci sono piloti come Jacques Laffite, Gilles Villeneuve, Carlos Reutemann, Jody Scheckter e Mario Andretti. Nessuno riuscirà a raggiungerlo quel giorno.

Patrick Depailler
Patrick Depailler sulla Ligier JS11 in Spagna, 1979 – Photo Credit: thelastflag.com

Patrick sembra il primo contendente al titolo, nel duello col compagno di squadra Laffitte, su una JS11 quasi imprendibile. Ma la miglior stagione di Patrick si interrompe definitivamente, per il gravissimo incidente occorsogli durante un allenamento in deltaplano. Al ritorno su una monoposto dopo la lunghissima prognosi, il francese deve tentare di ricostruire una carriera fatta di ottantasette Gran Premi.

Patrick Depailler – L’arrivo in Alfa Romeo e la morte

L’Alfa Romeo è la boa di salvataggio, per l’uomo senza paura. Con gli stimoli di dieci anni prima, con la voglia di rivalsa per la prima possibilità persa di diventare un campione, Depailler risale in macchina. Gli viene affiancato Bruno Giacomelli, pilota con cui stringe un rapporto di reciproca stima. I test ad agosto, nel pieno della stagione, si rendono necessari, perché Depailler non ottiene nessun punto nelle prime otto gare.

Patrick Depailler
Depailler sulla Alfa Romeo 179 – Photo Credit: pinterest.com

Le cause che provocarono il tremendo crash ad Hockenheim sono tutt’ora dibattute e controverse. I test si svolsero nove giorni prima del Gp di Germania, motivo per cui non vennero montate alla Ostkurve le consuete reti di contenimento. Fu l’ennesima, sconvolgente, drammatica perdita di un pilota che forse un giorno avrebbe vinto un titolo iridato. Servì come uno dei tanti moniti, che purtroppo seguirono, per rendersi sempre più conto che il circus doveva garantire la sicurezza dei piloti. Nell’anniversario della scomparsa, resta il ritratto di un uomo temerario, la cui tenacia e perseveranza scaldano più il cuore rispetto alle fredde statistiche.

SEGUICI SU:

© RIPRODUZIONE RISERVATA