Un violento terremoto di magnitudine 8.8 ha colpito nella notte le regioni orientali della Russia facendo scattare un’allerta tsunami nell’Oceano Pacifico, dal Giappone all’Ecuador, passando dalle Hawaii. Le prime onde, alte fino a quattro metri, hanno colpito le Isole Curili, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza, e la penisola della Kamchatka, in Russia. L’epicentro del sisma, il più violento al mondo da oltre un decennio, è stato registrato a una profondità di 20,7 chilometri e a 119 chilometri da Petropavlovsk-Kamchatsky, una città costiera di 165mila abitanti affacciata sulla baia di Avacha, nel braccio di mare a sud est della Kamchatka.
Per il momento si hanno notizie di feriti, ma non di vittime. La Japan Meteorological Agency ha spiegato che il rischio tsunami è destinato a durare più di 24 ore. Nel Paese asiatico gli ordini di abbandonare le zone costiere riguardano circa 900mila persone.
La Tv giapponese TBS ha mostrato le immagini dell’evacuazione in corso sull’isola di Hokkaido, nel nord del Paese, mentre il broadcaster statale NHK ha invitato la popolazione ad abbandonare rapidamente le zone costiere e raggiungere aree elevate rispetto al livello del mare.
Il terremoto ha causato danni agli edifici e alle auto nell’area di Petropavlovsk-Kamchatsky, dove si sono verificati anche blackout elettrici e interruzioni del servizio di telefonia mobile. Le agenzie di stampa russe, citando il ministero della Salute regionale, hanno riferito che diverse persone hanno chiesto assistenza medica in Kamchatka dopo il terremoto, ma non sono stati segnalati feriti gravi.
L’allerta tsunami in Giappone
In Giappone è stato subito diramato l’allerta tsunami. I trasporti sono stati sospesi, compresi i traghetti che collegano Hokkaido e Aomori, sulla punta settentrionale dell’isola giapponese di Honshu, e quelli che collegano Tokyo e le isole vicine, e alcune linee ferroviarie locali sono state sospese o ritardate.
L’aeroporto di Sendai ha temporaneamente chiuso la pista. L’Agenzia giapponese per la gestione degli incendi e delle catastrofi ha dichiarato che finora non sono stati segnalati feriti o danni.
Tsunami dal Giappone alle Hawaii
Negli Usa l’allerta tsunami ha coinciso con l’ora di punta del martedì pomeriggio con le auto che hanno intasato le strade e le autostrade di Honolulu. Le scuole delle Hawaii hanno annullato le attività pomeridiane e serali. Il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha dichiarato che il terremoto ha generato uno tsunami che potrebbe causare danni lungo le coste di tutte le isole hawaiane. “È necessario adottare misure urgenti per proteggere vite umane e proprietà”, si legge nell’allerta.
Il Dipartimento di gestione delle emergenze dell’Oregon ha dichiarato su Facebook che piccole onde di tsunami erano attese lungo la costa a partire dalle 23.40 ora locale, con un’altezza compresa tra 30 e 60 centimetri. Ha esortato la popolazione a stare lontana dalle spiagge, dai porti e dai porticcioli e a rimanere in un luogo sicuro lontano dalla costa fino a revoca dell’allerta.
“Non si tratta di uno tsunami di grande entità, ma correnti pericolose e onde forti potrebbero rappresentare un rischio per chi si trova vicino all’acqua”, ha affermato. Anche gran parte della costa occidentale che si estende dalla provincia canadese della British Columbia, allo Stato di Washington e alla California è sotto allerta tsunami.
Le autorità filippine hanno avvertito le province e le città lungo la costa orientale dell’arcipelago della possibilità di onde di tsunami inferiori a 1 metro e hanno consigliato alla popolazione di stare lontana dalle spiagge e dalle zone costiere.
“Potrebbe non trattarsi delle onde più grandi, ma queste possono continuare per ore ed esporre al pericolo le persone che nuotano in mare”, ha detto Teresito Bacolcol dell’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia all’Associated Press.





