I 100 anni di Franca Valeri, dal debutto in teatro con il Teatro dei Gobbi alla sua passione per la lirica. Il suo contributo  alla comicità femminile

“La misura è il segreto dei grandi autori, una parola di più guasta il testo, bisogna stare attenti”. Franca Valeri, attrice teatrale e cinematografica, autrice, drammaturga, sceneggiatrice, con una biografia artistica lunga, appunto, un secolo (compie 100 anni il 31 luglio), racchiude in queste poche e sagge parole la ricetta della sua lunga e prolifica carriera.

FRANCA VALERI (C) DAL WEB
FRANCA VALERI (C) DAL WEB

Lo stile di Franca Valeri che ha fatto scuola

Una dichiarazione che racchiude il suo stile, l’assioma lungo il quale ha saputo muoversi negli anni. Perché è appunto il senso della misura che le ha permesso di essere, paradossalmente, così audace, sferzante, a volte anche corrosiva nei confronti di quella società di cui era parte, ma anche e soprattutto degli uomini e delle donne con le loro paturnie e piccolezze.

FRANCA VALERI, A DESTRA, INSIEME A SOFIA LOREN, SUA GRANDE AMICA - FOTO DAL WEB
FRANCA VALERI, A DESTRA, INSIEME A SOFIA LOREN, SUA AMICA – FOTO DAL WEB

Franca Valeri, audacia e humor nel rappresentare le donne

Un’artista che ha saputo rappresentare un secolo e decifrarne le urgenze, prima tra tutte, quella dell’emancipazione femminile. Che poteva diventare realtà anche attraverso la rappresentazione, in scena, delle donne in modo realistico. Sorriderne e all’occorrenza riderne . Da lì in poi la porta sarebbe stata sfondata. Se la Signorina snob o la Cecioni sono diventate ormai patrimonio culturale tanto calzano a pennello con certe tipologie femminili, è grazie a lei che ha avuto la faccia tosta di prenderle in giro in modo accattivante e intelligente. Come se il suo umorismo avesse finalmente aperto la strada a una risata liberatoria delle donne su se stesse. Non ha avuti eredi, ma ha fatto scuola.

FRANCA VALERI NEI PANNI DELLA SIGNORA CECIONI - FOTO DAL WEB
FRANCA VALERI NEI PANNI DELLA SIGNORA CECIONI – FOTO DAL WEB

La lunga carriera teatrale iniziata con il Teatro dei Gobbi


Nel suo centesimo compleanno, anticipato sui media da settimane e suggellato con il Donatello, ripercorriamo le tappe più importanti della sua carriera teatrale. Debutta con la compagnia Teatro dei Gobbi, formata, oltre che da lei, dagli attori Alberto Bonucci, e Vittorio Caprioli (che diventa suo marito) e il regista Luciano Mondolfo, attiva dal 1950 al 1953 in Italia e a Parigi.

FRANCA VALERI - FOTO DAL WEB
FRANCA VALERI – FOTO DAL WEB

Il sodalizio con Indro Montanelli e Colette Rosselli

Solo due gli spettacoli che portano in scena, Carnet de notes e Carnet de notes Nº 2, entrambi di satira sui costumi. Apprezzata dal giornalista Indro Montanelli e dalla compagna illustratrice Colette Rosselli, è grazie a loro che realizzerà il libro sulla Signorina Snob, pubblicato nel 1951 dalla Mondadori. E’ il diario di un anno di vita del personaggio radiofonico che aveva preso vita negli anni Quaranta dalla mente creativa di questa autrice che prendeva in giro i modi e le pose delle signore bene milanesi.

Nello stesso decennio lavora soprattutto per il cinema accanto a registi come Fellini e Lattuada e recita con attori come Totò e Sordi.

Archivio Cioni Spinelli /LaPresse / Lapresse Anni ’70 Retrospettiva Franca Valeri

Il debutto a teatro e le opere scritte insieme al marito

A teatro, a dire il vero era partita ancora prima del Teatro dei Gobbi. La sua prima esperienza risale al 1947 con Lea Lebowitz scritto e diretto da Alessandro Fersen. Poi con Caterina di Dio di Giovanni Testori, diretta da Enrico D’Alessandro nel ’48. Nello stesso anno portava in scena Pirandello e Goldoni con Sergio Tofano. Col marito è coautrice di diverse opere teatrali, tra le quali L’arcisopolo per la regia di Luciano Salce, del 1955, Lina e il cavaliere, scritta anche questa con Caprioli e con Giuseppe Patroni Griffi nel 1958.

Franca Valeri autrice, drammaturga, regista…

Mentre da sola firma Le catacombe, o le donne confuse nel 1962 e Meno storie, che scrive e interpreta nel 1968. Del 1975, invece,Il telefono, dall’opera comica di Gian Carlo Menotti del ’47. Nel 1986 dirige Monica Vitti e Rossella Falk in La strana coppia di Neil Simon. Scrive Sorelle ma solo due per la regia di Aldo Terlizzi nel 1996, mentre nel 2003 è in scena con La vedova Socrate, in un testo liberamente ispirato a La morte di Socrate di Dürrenmatt. E’ poi la volta di dell’opera di Jean Genet, Les bonnes, diretta da Giuseppe Marini, insieme ad Anna Maria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas, in prima nazionale al Teatro La Fenice di Senigallia il 9 marzo 2006.

Tra gli ultimi lavori, Non tutto è risolto, nel 2011, diretto da Giuseppe Marini, con Licia Maglietta e Urbano Barberini. Del 2010 la laurea honoris causa in Scienze dello Spettacolo dalla Università Statale di Milano. Sul teatro ha detto:

“Il palcoscenico è una cattedra ma anche un vecchio dispettoso che fa pesare la sua amicizia e solo dopo anni diventa un meraviglioso amico: ora ho con lui un rapporto di felice convivenza. Il teatro è la bella copia della vita: il Male è più punito, il Bene più lodato e la Morte è finta”.

La tv, il doppiaggio, la pubblicazione dei monologhi …

Ma non è stata l’unica passione. Versatile come poche altre, è sempre a partire dagli anni Sessanta, che è protagonista di varietà televisivi (Studio Uno del 1966 e Sabato sera nel 1967), ma non trascura nemmeno il doppiaggio e nel frattempo vengono pubblicati gli album con i monologhi de i suoi personaggi più famosi, tra i quali La signora Cecioni e le altre del 1968.

LEONORA RUFFO E FRANCA VALERI NEL FILM IL VEDOVO DI DINO RISI CON ALBERTO SORDI (1959)- DAL WEB
LEONORA RUFFO E FRANCA VALERI NEL FILM IL VEDOVO DI DINO RISI CON ALBERTO SORDI (1959) – DAL WEB

Il sostegno al femminismo e la passione per la lirica

A partire dagli anni ’70, in televisione, affronta, con lo stile mordace che la contraddistingue, i cambiamenti in atto sul tema della sessualità, con parodie di genitori borghesi alle prese con figli hippy. E’ una fervente sostenitrice delle lotte femministe, ma di recente, rivolta alle nuove generazioni, si è raccomandata: “Ricordarsi che il femminismo non è una battaglia ma un sentimento”. Mentre i 20 anni che seguono, sono contrassegnati dal suo impegno nella produzione di opere liriche, in collaborazione con il direttore d’orchestra Maurizio Rinaldi, che diventa il suo secondo marito.

FRANCA VALERI E ANNA MAGNANI - DAL WEB
FRANCA VALERI E ANNA MAGNANI – DAL WEB

Tra le sue pubblicazioni, Attori, teatro e un po’ di vita. Scritti per il “Corriere della sera” (1974-2017), edito da Feltrinelli, mentre è del 2010 la biografia Bugiarda no, reticente. Il titolo ispirato alla frase usata da sua madre Cecilia per descriverla. Non poteva non essere un susseguirsi di racconti sugli eventi straordinari che ha vissuto accanto a quelli più intimi e inediti, dall’incanto del palcoscenico alla Scala di Milano, che l’ha spinta fin da piccola a desiderare di lavorarci, fino alle alle vacanze a Riccione.

Lì dove, scrive, i bagnini romagnoli pattinavano in cerchio facendo galleggiare all’interno un pallone che rappresentava la testa di Mussolini. Poi le leggi razziali, la fuga dei familiari in Svizzera, mentre lei riesce a salvarsi grazie alla solidarietà di un impiegato dell’anagrafe che le procura i documenti falsi. Tutto raccontato senza perdere in leggerezza, perché fedele a se stessa fino alla fine.

Anna Cavallo

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