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Francia attiva contro il bullismo: pena il carcere e multe di mila euro

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In Francia i bulli saranno puniti con carcere e multe salatissime.

“In Francia, un bambino su dieci è vittima di bullismo e, dall’inizio dell’anno, una ventina di studenti si sono suicidati perché presi di mira dai compagni.

Il deputato MoDem Erwan Balanant fa una proposta di legge che eleva il bullismo scolastico a vero e proprio reato penale. come tutti i reati dovrà essere punito aspramente ed in base alla gravità della situazione.
Le molestie a scuola potrebbero essere punite con: la reclusione da tre a 10 anni (se la vittima sia indotta al suicidio o al tentativo stesso) e\o con una multa da 45 a 150 mila euro. Come misura alternativa alla detenzione è previsto un percorso di «empowerment nella vita scolastica» ed un probabile percorso di riabilitazione.

L’Assemblea nazionale, ha votato la proposta di legge che passerà ora al Senato per la possibile approvazione a febbraio. Il progetto legislativo prevede anche l’aumento dei fondi per l’educazione e la prevenzione. In Francia, infatti, sono in crescita le tragedie legate al bullismo scolastico. Qui soprà riportata una stima dell’associazione Hugo.

Una legge che tutela le vittime non solo dai bulli, una legge da seguire per tutti

La proposta di legge prevede anche una formazione specifica per medici, infermieri e psicologi scolastici e non.  Il deputato ricorda che: “il bullismo scolastico non è solo tra studenti», ma può anche essere anche responsabilità di un adulto. Secondo gli esperti, prevedere un reato specifico potrebbe facilitare le famiglie nell’esporre denuncia ed allo stesso tempo formare al meglio la polizia, «che oggi a volte tende a minimizzare i fatti denunciati loro dalle vittime», precisa l’avvocato Gauthier Lecocq, intervistato da la-croix.com. “E anche a condizione di velocizzare il termine delle indagini. La trattazione di un caso richiede talvolta sei o otto mesi, periodo durante il quale il minore o il giovane continuano a subire vessazioni, talvolta con drammatiche conseguenze.”.

Erwan Balanant dichiara che l’obbiettivo della legge “non è mandare i bambini in prigione” dato che già esiste un sistema giudiziario che tiene conto della giovane età. Ciò che ha spinto Balanant a pensare a tale legge è che «un giovane impiegato in un’azienda ora è più tutelato di uno studente in un liceo”. Per il ministro dell’educazione nazionale, Jean-Michel Blanquer, che sostiene tale progetto, «è un modo per far rispettare i valori della Repubblica. Non ci abitueremo mai al fatto che la vita dei bambini venga spezzata».

Enrica Nardecchia

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