Musica

Freddie Mercury, l’ultima apparizione pubblica

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Freddie Mercury era già gravemente malato e lo sapeva da ben 5 anni quando si presentò su quel palco 30 anni fa. Fu l’ultima occasione per vedere in pubblico Mercury. A sapere della malattia erano però solo i compagni della band, nonostante in viso apparisse già visibilmente provato. Fu Brian May a parlare quella sera, durante la quale ricevettero una premio e senza perdere il senso dell’umorismo. Il 18 Febbraio del 1990 i Queen ricevettero il Brit Award per l’immenso contribuito dato alla musica britannica, al Dominition Theatre di Londra.

In quella occasione Brian fece un discorso a nome del gruppo: “Un ringraziamento speciale all’industria petrolifera britannica per averci concesso questo magnifico riconoscimento in onore a tutte le quantità di vinile riciclate nel corso degli anni”. Dopo i saluti veloci di Roger Taylor e John Deacon, appoggiandosi al microfono, Freddie Mercury disse solamente: “Grazie, buonanotte” ed uscì con i suoi compagni. Più tardi si recarono al Groucho club per celebrare il loro 20′ anniversario. Quella fu l’ultima apparizione pubblica di Freddie Mercury.

L’ultimo concerto dei Queen a Knebworth

L’ultimo concerto dei Queen si era tenuto a Knebworth il 9 agosto 1986, davanti a 120mila persone. Oltre ad essere l’ultimo concerto di Freddie è stato anche l’ultimo concerto del grande Jhon Deacon. I Queen chiudevano infatti il loro Magic Tour, la tournée di supporto per il celeberrimo album A Kind of Magic. Fu un vero e proprio festival.

Freddie, con i suoi compagni arrivarono in elicottero, ridipinto alla stessa maniera della copertina dell’album A Kind of Magic. Del concerto non esistono riprese ufficiali professionali, ma soltanto alcune scene riprese in modo amatoriale. Rimangono poche tracce video e qualche frammento audio nel disco Live Magic.

Innuendo, l’album testamento di Freddie Mercury

Il disco è un lavoro realizzato in un periodo in cui il male di Freddie avanzava inarrestabile. Il frontman però con enorme grinta e coraggio, e con non poche sofferenze è arrivato fino in fondo, oltre ogni limite e ha realizzato insieme ai suoi compagni, uno dei capolavori più belli della storia del rock. Freddie sapeva bene quale sarebbe stato il suo destino.

Nonostante tutto ha trovato la forza di cantare un album così intenso, con la voglia di dare il massimo fino alla fine. Lo spettacolo doveva continuare e l’ha fatto; dopo di lui cala il sipario. Questo album rappresenta un testamento per i Queen e per Freddie Mercury, frontman ineguagliabile nella storia della musica, per il suo vissuto, il suo carisma, la sua voce, i suoi testi, la sua musica meravigliosa e il suo grande cuore.

Tra i brani più famosi dell’album, ma soprattutto più significativi per quel particolare periodo, abbiamo la titletrack, Innuendo, elaboratissimo brano tratto dall’omonimo disco di cui Freddie ne è l’autore del testo. Il pezzo si basa su uni stile che va dal rock al flamenco, ma questa non è l’unica particolarità, anche il video è molto diverso dal solito. Innuendo è un pezzo caratterizzato dal fatto che non presenta i musicisti in carne ed ossa, ma le loro immagini stilizzate.

Freddie era entusiasta del risultato e ogni volta che guardava la clip rimaneva esterrefatto ripensando al duro lavoro che ci era voluto per realizzarlo. Show Must Go On altra pietra Miliare in cui Freddie ha dato l’anima e tutta la voce che aveva dentro di se fino alla fine. Freddie sapeva bene quale sarebbe stato il suo destino, e nonostante tutto ha trovato la forza di cantare un brano così intenso, con la voglia di dare il massimo. Lo spettacolo doveva continuare e l’ha fatto; dopo di lui cala il sipario.

“These are the days of our lives”

A volte sembra come se ultimamente – non so proprio
Sia meglio sedersi e farsi portare dal flusso dei pensieri
Perché questi sono i giorni delle nostre vite
Sono volati via nella rapidità del tempo
Questi giorni se ne sono andati tutti via adesso ma qualcosa rimane

Quando cerco indietro e non trovo cambiamenti
Quelli erano i giorni della nostra vita, sì
Le cose brutte nella vita erano così poche
Quei giorni sono passati adesso, ma una cosa è certa:
Quando ci penso e ti rivedo ti amo ancora
Ti amo ancora

Il brano scritto da Roger Taylor e interpretato da Freddie che fa la sua ultima apparizione in un video musicale,in cui fragile, e con uno sguardo malinconico, ma coraggioso è consapevole del suo destino, e ci da il suo addio prima di lasciarci per sempre con il suo “I still love you.

Quando il video è stato girato era ormai impossibile nascondere lo stato della malattia di Freddie, per questo si scelse il bianco e nero durante le riprese di “These are the days of our lives”. Molti anni dopo vennero diffuse le immagini del backstage, e li si vide la sofferenza che effettivamente il frontman tanto amato aveva subìto per lasciarci questo ultimo regalo, così come per il video I’m going slighlty mad.

La morte di Freddie Mercury

Freddie Mercury: «In seguito alle disparate congetture diffuse dalla stampa nelle ultime due settimane, desidero confermare che sono risultato sieropositivo e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere privata questa informazione fino a oggi per proteggere la privacy di quanti mi circondano. Comunque è giunto il momento di far conoscere la verità ai miei amici e ai miei fan e spero che si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli di tutto il mondo nella lotta contro questa terribile malattia.»

E’ così, che poco prima di lasciarci, la leggenda annuncia al mondo la terribile notizia sulla sua condizione. oggi, 24/11/2020, è il 29° anniversario della dipartita di una leggenda, che ha cambiato per sempre la storia della musica. Freddie Mercury era un uomo strarodinario, dotato di un immenso talento che emerse sin dalla sua infanzia. Quando ancora piccino era capace di riprodurre al piano tutto ciò che sentiva in radio. Era coraggioso, leale, sincero con se stesso e con gli altri. Una delle sue caratteristiche sempre evidenti era la sua infinità generosità. Non è mai stato attaccato alle cose materiali, ne al denaro, se poteva donarti l’anima ti dava anche quella.

Freddie Mercury, un uomo più grande della vita stessa

Freddie Mercury ci lascia a soli 45 anni, a causa di una broncopolmonite sopraggiunta come conseguenza dell’AIDS che aveva contratto in un periodo in cui di questo male nulla si sapeva; ne dal punto di vista medico, ne dal punto di vista della prevenzione. Il Frontman ha combattuto la sua malattia per anni, senza mai un lamento, o qualche rancore verso la vita, che non è stata poi tanto clemente con lui.

Da 29 anni, il frontman ha lasciato la vita terrena, ma vive più che mai nel ricordo e nell’amore di ogni fan. Moltissime persone sia nel giorno del suo compleanno che in quello della sua scomparsa si recano in pellegrinaggio a Montreux per fare un saluto, una preghiera, o accendere una candela e lasciare doni e omaggi floreali davanti alla sua scultura, che si trova sulle rive del lago di Ginevra; luogo di pace e tranquillità per Freddie, che è un angelo volato via troppo presto.

Ilaria Cipolletta

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Ilaria Cipolletta

Musicista, laureata in culture digitali e della comunicazione, e prossima a intraprendere la laurea magistrale in discipline delle arti della musica e dello spettacolo (DAMS), aspirante giornalista. Appassionata di fotografia, cultura, antropologia, e tradizioni folkloristiche, amante di arte, cinema e teatro. Ama viaggiare, e scoprire sempre cose nuove per raccontarle agli altri, ed arricchire il proprio bagaglio artistico e culturale.
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