Musica

Freddy Re: “Tigri ed Eufrate? Mi piacciono i paragoni arcaici e romantici”

Freddy Re, nome d’arte di Nikolai Selikovsky, è il nuovo progetto italiano dell’artista a 360° di origini austriache. E lo vediamo in anteprima il suo video musicale del nuovo singolo “Tigri ed Eufrate”:

Il nuovo brano di Freddy, infatti, si chiama “Tigri ed Eufrate” e racconta, attraverso un paragone con i due fiumi più importanti e antichi, una storia d’amore dai versi atipici. Tra il rapporto con l’Italia e il nuovo singolo, Freddy Re si è raccontato sulle nostre pagine digitali:

Ciao Nikolai, come mai questo nuovo nome d’arte per questo progetto inedito?

«Mi piacciono i nomi stilosi. Avendo cambiato lingua ho pensato di adottare un nuovo nome per rendere più speciale il progetto e dargli nuova energia.»

Nonostante il tuo passato da attore non sei nuovo al mondo della musica, in cosa consiste questo tuo nuovo progetto discografico da solista?

«Il mestiere dell’attore è e sarà sempre il mio “piano A”… assieme alla musica. Il progetto FREDDY RE è semplicemente la band N.I.K.O. trasportata in Italia, un nuovo inizio che vivo con entusiasmo.»

Freddy Re - Ufficio Stampa
Freddy Re – Crediti ufficio stampa

“Tigri ed Eufrate” è il tuo singolo d’esordio, ma come nasce questo brano?

«Parlando con un mio amico dei problemi che avevo con la mia ragazza dell’epoca, quando lui ha messo in dubbio la nostra relazione, ho sentito il forte bisogno di giustificare il mio stato d’animo e mi è arrivata quest’immagine di due fiumi.»

Come mai il riferimento alla coppia di fiumi più famosa della storia?

«Mi piacciono i paragoni arcaici e romantici. Inoltre mi affascina la storia, soprattutto quella antica.» 

Nel brano parli di rapporti e dei vari percorsi di vita, con appunto il paragone dei fiumi, ma qual è la forza della relazione di cui tu parli nel brano?

«Sono due persone indipendenti che vanno nella stessa direzione. Si avvicinano e si allontanano, per poi finire nel mare. Attraversano un terreno pericoloso e ricco di risorse, con una storia pazzesca.»

Questo è un brano d’amore raccontato in modo atipico: da dove deriva tutta questa originalità nel testo?

«È sempre stato il mio stile quello di non usare parole troppo inflazionate, soprattutto per una canzone d’amore (di cui sappiamo già tutto). Bisogna essere creativi in questo mondo, rimaniamo troppo spesso in superficie. Prima di scrivere un brano, mi metto a leggere, per trovare termini adatti e metafore belle.»

Il brano presenta diverse influenze, va dal funk al soul: sono queste le sonorità che vuoi adottare per questo tuo nuovo percorso?

«Esatto, questo nuovo percorso segue la direzione che abbiamo già intrapreso con N.I.K.O., fatta di un mix d’influenze musicali: Funk, soul ma anche hiphop.»

Freddy Re - Ufficio Stampa
Freddy Re – Crediti Ufficio Stampa

Qual è il tuo rapporto con l’Italia e con la musica italiana?

«In Austria c’è una grande ammirazione per la cultura italiana. Quand’ero bambino andavo sempre in vacanza in Romagna o Umbria, tifavo per la nazionale italiana. Ancora oggi nella radio vengono trasmessi i brani italiani degli anni 80/90. Poi ho deciso di fare un anno d’Erasmus a Roma, e oggi sono di nuovo qui. Adoro Battisti, Celentano, Venditti e l’anima italiana fa parte di me, anche se nel cuore sono cittadino del mondo. Rimango sempre un ragazzo nato e cresciuto in Austria con il fascino per la diversità e la libertà.»

Oltre il singolo “Tigri ed Eufrate”, hai in mente anche un album completo, o credi più nella musica liquida degli stream?

«Sì, N.I.K.O. ha già non uno ma diversi album. Con Max, l’editore di Alka Record Label, abbiamo pensato che, se Tigri ed Eufrate viene apprezzata, continueremo a lavorare su altri brani e magari anche un album. Ma comunque apprezzo molto anche i vinili.»

In conclusione, quanto cambierà la tua scrittura tra i pezzi in italiano e quelli in lingua originale?

«L’aspetto più importante e trasmettere il messaggio, il vibe, l’anima della canzone. Ovviamente non è sempre possibile essere fedeli al senso originale di ogni parola: il ritmo cambia molto tra la lingua italiana e quella tedesca, ma mi diverto a sperimentare questa nuova forma melodica.»

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