Il politically correct è diventato insidioso, ormai è vietato parlare di qualsiasi cosa. Fare allusioni o riferimenti espliciti su argomenti delicati è pressoché impossibile. Oggigiorno, secondo molti “non si può dire più niente”. Un parere che arriva da comici, personaggi televisivi o presentatori, non solo dal signore pensionato al bar. Eppure, sottratta la soggettività (seppur discutibile in alcuni casi) esiste una tipologia di satira riprovevole: quella che coinvolge la sessualizzazione minorile. È capitato con Balenciaga o Vogue Enfant, oggi l’accusa ricade su Frida Baby. Il brand, finito antecedentemente sotto i riflettori per il marketing estremamente esplicito, riesce a far parlare (negativamente) ancora di sé.
Quali sono gli slogan di Frida Baby?

I fatti che coinvolgono Frida Baby non sono recenti, bensì datati al 2020. Quindi, perché ne stiamo parlando soltanto adesso? Possiamo dire che il brand ha fatto dietrofront eliminando dalle piattaforme social i post incriminati. Poi, tra il 2022 e il 2023 ha iniziato un rebranding graduale, scegliendo una strada differente. Ciononostante, il focus rimane invariato. L’obiettivo di mostrare il volto più realistico del post-partum e della genitorialità è ancora il marchio di Frida Baby, ma ciò che è accaduto in passato e che seppur diversamente permane ancora oggi non è stato cancellato. Molti utenti, infatti, hanno ripreso a commentare i post più recenti del brand incitando al boicottaggio. Il caso è delicato e non fa riferimento a qualche battuta infelice, ma a vere e proprie accuse di pedofilia e incitamento alla sessualizzazione minorile.
Ve lo anticipo, gli utenti non stanno ingigantendo la situazione. Esistono e circolano ancora adesso, nel 2026, gli screen che rivelano il messaggio dell’azienda. L’aspetto preoccupante è che, attualmente, molti prodotti venduti presentano ancora gli stessi slogan che hanno generato ondate di disgusto e indignazione. Per consentirvi di capire il livello riporterò soltanto due degli slogan in questione. Sulla confezione del termometro 3-in-1 la scritta recita: “Ti va una sveltina?” (How about a quickie?). Altrettanto riprovevole è quanto scritto tra le istruzione dell’umidificatore: “Mi eccito/mi accendo facilmente” (I get turned on easily). In uno dei post rimossi del 2020, facendo riferimento a un aspiratore nasale (NoseFrida), la dicitura era: “Cosa succede quando lo tiri fuori troppo presto” (What happens when you pull out too early), con l’hashtag #dontmove.
Errare è umano, perseverare è diabolico
Malgrado questi messaggi allusivi siano tutt’altro che fraintendibili, il brand ha deciso di renderlo ancora più plateale. Sul packaging del Frida Baby 3-in-1 True Temp Thermometer la didascalia recita: “Il più vicino a un rapporto a tre a cui tuo marito potrà mai arrivare”. Il gioco di parole, se così possiamo definirlo, sull’inclusione del padre, della madre e del bambino durante la misurazione della temperatura è innegabile. In questo senso bisogna dare a Frida Baby il giusto merito: è riuscita con una sola frase a unire stereotipo e sessualizzazione minorile. In prima battuta viene rispolverato il vecchio cliché (tipico del brand) del desiderio maschile e della perdita della vita sessuale nella coppia. Poi, come se non fosse già abbastanza, l’allusione collegata a un prodotto che, in caso di neonati, misura la temperatura anche per via rettale è stata considerata estremamente disturbante.
Il brand ha cercato di difendere la sua posizione ribadendo il loro obiettivo di “parlare ai genitori come esseri umani reali”, così come riportato da ModernRetail. Nulla di più nobile potremmo pensare, se solo Frida Baby si fosse fermata a questo. Mostrare l’aspetto più umano e crudo della genitorialità è ciò che serve in un contesto moderno che tende a rivelare solo la facciata. Ma quando le allusioni sessuali vengono proiettate sui minori non si parla più di “verità scomode”, ma di sessualizzazione minorile. Ancor peggio se pensiamo che il brand non ha fatto dietrofront per la comprensione dell’errore, ma per le ondate di odio ricevute. Questo evidenzia un problema più grave: tutto è concesso, fin quando subentra la gogna mediatica. È possibile che non esistano limiti neanche nei confronti di minori? A quanto pare l’esempio di Frida Baby è la risposta negativa a cui, purtroppo, stiamo assistendo.
Stefania Cirillo





