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I Fugees e la rivoluzione hip hop

I Fugees - photo credits: pinterest
I Fugees – photo credits: pinterest

La redazione musica di Metropolitan Magazine inaugura oggi una nuova rubrica, intitolata Black Urban. Si tratta di un viaggio nella cultura mondiale di rap, hip hop, R’N’B, soul e jazz, attraverso i personaggi che hanno lasciato un segno nella storia della musica black. I primi artisti che andremo a conoscere oggi con la rubrica Black Urban, sono Wyclef Jean, Pras Michel e Lauryn Hill, ovvero il trio statunitense Fugees.

I Fugees sono tra i gruppi più influenti e rivoluzionari nella storia della musica hip hop. Con appena due dischi pubblicati nella metà degli anni ’90, i Fugees raggiungono il successo planetario con hit come Killing Me Softly e Ready or Not. Ripercorriamo insieme la loro breve ma significativa carriera, con uno sguardo anche alle strade soliste di ognuno dei tre dopo lo scioglimento.

L’idea di musica multiculturale dei Fugees

I Fugees nascono dall’incontro di Lauryn Hill e dei cugini Wyclef Jean e Pras (Prakazrel Michel) alla Columbia High School di South Orange, nel New Jersey. Il nome del trio deriva dall’abbreviazione di refugee (rifugiato). Il termine, oltre al rifugio che molta gente vede nella propria mente, si rifà anche all’uso dispregiativo nei confronti degli haitiani che chiedevano asilo sociale e politico negli Stati Uniti. Non a caso, Pras e Wyclef Jean sono entrambi di origine haitiana. Hill è invece afroamericana. I tre insieme portano dunque un’idea di musica multiculturale.

Il trio esordisce nel 1994, realizza solamente due album in studio e si scioglie all’apice del successo, nel 1997. Ma lo stile dei Fugees si impone immediatamente negli Stati Uniti come una novità rispetto all’hip hop del tempo. I loro dischi propongono uno stile più rilassato ed eclettico del gangsta rap che va di moda all’epoca. Sono gli anni di artisti come Dr Dre, Tupac, Jay-Z e Snoop Dogg. La musica dei Fugees unisce in modo creativo vari generi, usando anche cover e campionamenti di classici della musica black. Nell’hip hop dei Fugees si mescolano influenze soul e raggae, funk e dancehall. Facciamo un excursus sulla loro discografia, con particolare attenzione a The Score, l’album di maggior successo che determina il riconoscimento internazionale del gruppo.

Cover del disco The Score dei Fugees (1996) - photo credits: lacasadelrap.com
Cover del disco The Score dei Fugees (1996) – photo credits: lacasadelrap.com

Blunted on Reality, il debutto dei Fugees

L’album di debutto dei Fugees è Blunted on Reality, uscito il 1° Febbraio del 1994 a seguito di una serie di live e demo del trio. Sebbene l’album non contenga tanti testi con messaggi apertamente politici quanto le canzoni di The Score, ha comunque delle intenzioni politiche. L’espressione blunted on reality si può tradurre infatti come “schietto sulla realtà”. Wyclef Jean ha così descritto il significato del titolo dell’album, in un’intervista del 1994: “Quando un poliziotto perde tempo con qualcuno per qualcosa che non ha fatto e cerca di fargliela pagare, questo mi rende schietto sulla realtà. Quando il governo investe soldi sulle armi e quei soldi potrebbero andare alla comunità, questo mi rende schietto sulla realtà. È solo consapevolezza di quello che sta succedendo”. Parole che descrivono degli scenari, purtroppo, ancora oggi molto attuali.

Possiamo dire che Blunted on Reality contiene già la formula che poi decreta il successo dei Fugees. Ma pur ottenendo consensi per la sua qualità artistica e l’uso innovativo dei campionamenti, il disco riceve poca attenzione da parte del pubblico. È solo grazie all’enorme interesse destato dall’album seguente, The Score, che riesce a vendere quattro milioni di copie in tutto il mondo. Dopo il mezzo flop di Blunted On Reality, i Fugees lavorano al secondo disco per quasi un anno, senza pressione né grandi aspettative. Insieme a diversi produttori, pensano semplicemente a come rivisitare la musica che ascoltano da sempre. E faranno centro.

Fugees, videoclip ufficiale di Ready or Not (1996)

The Score, una pietra miliare della musica black

The Score, secondo e ultimo album dei Fugees, esce il 13 Febbraio del 1996. Sin dal momento della sua uscita, è un successo commerciale: raggiunge il primo posto della più importante classifica degli USA, la Billboard 200. Successivamente scala le classifiche di tutto il mondo, è certificato multiplatino in Europa e Stati Uniti e arriva a vendere in totale oltre 17 milioni di copie. Il disco viene inoltre premiato con due Grammy: miglior album rap e migliore performance vocale R&B per Killing Me Softly. Oltre a ricevere recensioni per lo più positive al suo rilascio, The Score continua a raccogliere una notevole quantità di consensi anche negli anni successivi. Molti critici e pubblicazioni lo eleggono a uno dei più grandi album degli anni ’90, nonché uno dei migliori album hip hop di sempre.

“Che shock: un album rap fluido e ben prodotto che non ha lo zampino di Dr Dre”, commenta James Bernard di Entertainment Weekly. Secondo Steve Huey (Allmusic), The Score “bilancia intelligenza e accessibilità”. Ann Powers di Rolling Stone, fa notare che “le radici dei Fugees nel reggae danno loro una solida base e una filosofia più ricca dell’etica del denaro che offusca gran parte del rap di questi tempi“. The Score è un album così noto e acclamato innanzitutto perché contiene molti aspetti dell’hip hop alternativo che sarebbero stati dominanti nella scena della seconda metà degli anni ’90. The Score da vita a una vera e propria ridefinizione dei canoni dell’ hip hop più elegante e commerciale, portandolo ai massimi livelli artistici. Ancora oggi, è chiaro quanto musicalmente i Fugees fossero avanti rispetto ai loro contemporanei: quel suono, quel modo di usare i classici diventerà di moda, dopo, grazie a questo successo.

Fugees, videoclip ufficiale di No Woman, No Cry (1996)

Le hit di The Score

Per quanto riguarda la produzione di The Score, Lauryn Hill dice: “È un film audio. È com’era la radio negli anni ’40. Racconta una storia e ci sono tagli e interruzioni nella musica. È quasi come una versione hip hop di Tommy degli Who, come quello che hanno fatto gli Who per la musica rock”. È un disco politico per i temi, ma è politico anche nel modo in cui i suoi autori recuperano e usano le fonti. Anche se non manca la strumentazione dal vivo, infatti, la maggior parte delle tracce è costruita su melodie campionate e lavora e manipola classici della musica black. Una pratica che diventerà popolare più avanti, ma proprio grazie al successo di The Score. Ciò accade anche nei quattro singoli rilasciati, nell’ordine Fu-Gee-La, Killing Me Softly, Ready or Not e No Woman, No Cry.

L’album si compone di 13 tracce che mantengono il precedente spirito jazz-rap dei Fugees, incorporando al contempo l’R&B tradizionale, che mette in risalto soprattutto le abilità canore della Hill. Il primo singolo, Fu-Gee-La, è pubblicato come anteprima dell’album il 13 Dicembre 1995 e contiene campionamenti di If Loving You Is Wrong, I Don’t Want To Be Right di Ramsey Lewis e, nel ritornello, di Ooo La La La di Teena Marie. La cover di No Woman, No Cry di Bob Marley & The Wailers, uscita il 15 Novembre 1996, viene dedicata a tutti i rifugiati. Ready or Not, pubblicata il 29 Agosto del 1996, riprende Boadicea della cantante irlandese Enya, mentre il suo ritornello è basato su Ready or Not Here I Come (Can’t Hide from Love) dei The Delfonics. Il singolo che trainerà il successo dell’album e farà entrare nella storia i Fugees è però Killing Me Softly.

Fugees, videoclip ufficiale di Killing Me Softly With His Song (1996)

Killing Me Softly, il successo planetario dei Fugees

La bellissima e intramontabile Killing Me Softly dei Fugees è pubblicata il 31 Maggio del 1996. Siamo così abituati ad associarla alla voce potente e vellutata della talentuosa di Lauryn Hill, che spesso dimentichiamo che non è stata lei la prima interprete del brano. Come quasi l’intera tracklist dell’album, infatti, anche questo brano non è originale. La storia di Killing Me Softly ci porta indietro nel tempo di oltre vent’anni. Composta nel 1971 da Charles Fox, con testi di Norman Gimbel e Lori Lieberman, è ispirata da una performance di Don McLean. La prima versione viene incisa nel 1972 dalla Lieberman, ma passa inosservata. Diventa invece un successo in Stati Uniti e Canada nel 1973, cantata da Roberta Flack.

Ma è solo con la cover in chiave hip hop/R&B dei Fugees che la canzone diventa per la prima volta una hit internazionale. L’idea di recuperare Killing Me Softly With His Song (questo il titolo del brano nella versione originale), è di Pras. Gli autori del pezzo reso popolare dall’interpretazione di Roberta Flack ma ormai dimenticato, rifiutano il permesso di campionare e rielaborare la canzone. Accordano però il permesso di fare una cover. La canzone, inoltre, campiona Bonita Applebum degli A Tribe Called Quest (1990). Arriverà a vendere quasi un milione e mezzo di copie, arrivando al n° 1 in 20 paesi. A beneficiare, come solisti, del successo di questo singolo e di The Score, saranno soprattutto Lauryn Hill e Wyclef Jean.

I Fugees in uno scatto promozionale per i BET Awards 2005 – photo credits: zimbio.com

Che fine hanno fatto i Fugees?

Dopo il successo di The Score, i Fugees si prendono una pausa. Terminato un tour del 1997, le strade dei tre componenti iniziano a dividersi. Nel 1998 esce l’acclamato The Miseducation of Lauryn Hill, primo lavoro solista della voce femminile del trio: è riconosciuto come uno dei migliori album di tutta la scena musicale, ma dopo la Hill non riuscirà più a toccare quelle vette. Wyclef Jean è il più eclettico del gruppo, spazia senza problemi dal rap al reggae in tutti gli anni a venire: il suo ultimo album è del 2017 e si intitola Carnival III: The Fall and Rise of a Refugee. Wyclef diventa inoltre produttore e imprenditore e sostiene diverse cause umanitarie. Pras, dopo un singolo di successo planetario nel 1998, Ghetto Supastar (che campiona i Bee Gees), si concentra invece sulla registrazione di colonne sonore e sulla recitazione, pur restando attivo nel panorama statunitense soprattutto come produttore musicale.

Nel 2001 è ripubblicato in edizione deluxe The Score, con il titolo The Complete Score, che comprende le tracce dell’album originale, le versioni “bootleg” ed alcune rarità. Nel 2004 si fanno insistenti i rumors su una reunion dei Fugees, che infatti arriva, per la gioia dei nostalgici fans, nel Giugno 2005. I Fugees si ritrovano per aprire i BET Awards con un concerto basato sui loro pezzi di maggior successo. Iniziano a lavorare ad un nuovo album, pubblicano il singolo Take It Easy. I riscontri però sono negativi e il brano è un flop, commercialmente parlando. La band parte comunque in tour, ma il deteriorarsi dei rapporti personali tra i membri porta in breve ad un nuovo scioglimento nel 2007. Il momento per i Fugees è ormai passato. Il loro tempo insieme è stato breve, ma ogni Fugee è rimasto attivo – sia musicalmente che politicamente – e The score, capolavoro della musica black, ha lasciato una grande eredità per il futuro.

A cura di Valeria Salamone

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