Cultura

Shakespeare in Plexiglass al Trastevere

Shakespeare in plexiglass (c) Teatro Trastevere
Shakespeare in plexiglass (c) Teatro Trastevere

Rubrica Stasera a teatro: Shakespeare in plexiglass a Trastevere, la Napoli in macerie al Vascello, il monologo di Giuda al Piccolo Spazio

Le misure di sicurezza anti-Covid applicate ai grandi classici con risultati sorprendenti. Dal 6 all’8 novembre al Trastevere, in scena due attrici, una parete di plexiglass e un intero repertorio Shakespeariano in una divertente mission impossible

Come si fa a mettere in scena William Shakespeare se gli attori non possono più toccarsi e devono mantenere le distanze? Si deve rinunciare alla bellezza di opere come Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate o La bisbetica domata? Niente affatto. Beth (Annabella Calabrese) , ad esempio, pur di non rassegnarsi alla morte del Teatro cerca di convincere ad andare in scena, pur mantenendo tutte le precauzioni del caso, la sua collega e amica, nonché regista, Anne (Giovanna Cappuccio). Ecco Shakespaeare in plexiglass.

Shakespeare in Plexiglass, ossia il grande classico in versione “distanza di scurezza”

Sebbene il pessimismo cosmico di Anne sia in netta contrapposizione con la positività e il desiderio di riaprirsi verso il futuro di Beth, la seconda riuscirà nel suo intento, così che le due attrici, pur di mettere in scena il loro autore preferito, daranno vita ai più strampalati tentativi di interpretazione dei grandi classici nei quali le stesse vestiranno i panni di gran parte dei personaggi shakespeariani, uno dopo l’altro, mantenendo la “distanza di sicurezza” e separate da pareti di plexiglass, mascherine, guanti, caschi con visiere e quant’altro.

Shakespeare in plexiglass - la locandina (c) Teatro Trastevere
Shakespeare in plexiglass – la locandina (c) Teatro Trastevere

I controsensi dell’epoca contemporanea porteranno alla creazione di esilaranti reinterpretazioni di personaggi classici, incredibilmente attuali, che sorprenderanno e divertiranno il pubblico, ma anche a suggestivi momenti poetici e riflessivi. Alla fine di questo excursus Anne e Beth ritroveranno nel teatro classico molte similitudini con il presente, dando risposta a molti dei dubbi creati dagli importanti avvenimenti che hanno sconvolto la nostra realtà negli ultimi mesi e lasciando un messaggio finale di speranza e di rinascita.

Annabella Calabrese e Giovanna Cappuccio in Shakespeare in plexiglass (c) Teatro Trastevere
Annabella Calabrese e Giovanna Cappuccio in Shakespeare in plexiglass (c) Teatro Trastevere

Shakespeare in Plexiglass è un divertente botta e risposta di circa un’ora e mezza, durante il quale il pubblico passa dall’immedesimarsi nel lockdown di una delle protagoniste, a versare lacrime per la sciagurata morte di Mercuzio che urla “La peste, la peste alle vostre famiglie!”. Ed è tra paragoni tra l’epoca shakespeariana (anche lui rinchiuso per un anno e mezzo a causa della peste) e divertenti aneddoti sui mesi trascorsi in casa durante la tragedia che ci ha colpiti, che Anne e Beth ricominciano pian piano a sperare, fino ad arrivare alla conclusione che non possono arrendersi, e che devono continuare a far sorridere e a commuovere il pubblico nonostante le difficoltà che potranno incontrare sul loro cammino.” (Annabella Calabrese). Orari degli spettacoli: venerdì 6 e sabato 7 novembre ore 21, domenica 8 ore 17.30. Contatti: 065814004 e info@teatrotrastevere.it

Scannasurice, interpretato da Imma Villa (c) Andrea Falasconi
Scannasurice, interpretato da Imma Villa (c) Andrea Falasconi

Al Teatro Vascello, la Napoli arcana e androgina di Enzo Moscato 

In scena da ieri sera e fino al 25 ottobre al Teatro Vascello, l’opera Scannasurice, testo che nel 1982 ha segnato il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete. Ambientato dopo il terremoto del 1980 a Napoli, Scannasurice è una discesa agli inferi di un personaggio dall’identità androgina, in una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi – metafora dei napoletani stessi – e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata, fisicamente e metafisicamente.

Scannasurice, interpretato da Imma Villa (c) Andrea Falasconi
Scannasurice, interpretato da Imma Villa (c) Andrea Falasconi

Messo in scena nel 2015 da Carlo Cerciello che ne ha affidato l’interpretazione a Imma Villa (Premio Le Maschere 2017 e Premio Mieli 2018 come Migliore Interprete), è diventato negli anni un piccolo “cult” e si è aggiudicato anche il Premio della Critica. Il personaggio fa la vita, “batte”. L’interprete, Imma Villa, del personaggio esalta l’ambiguità e l’eccesso, recitando sempre in dialetto. Una creatura sempre a metà tra l’osceno e il sublime che alterna imprecazioni, filastrocche popolari e antiche memorie dando ritmo e fascino al testo. Una produzione Elledieffe, Teatro Elicantropo. Info 065898031  e promozioneteatrovascello@gmail.com

Giuda, Massimiliano Nisi - (c) Teatro Lo Spazio
Giuda, Massimiliano Nisi – (c) Teatro Lo Spazio

Al Teatro Lo Spazio, Giuda e il concetto distorto dell’amore

Dal 29 ottobre al 1 novembre al Teatro Lo Spazio va in scena Giuda, monologo di Raffaella Bonsignori, a cura di Maximilian Nisi, sul cattivo biblico per eccellenza, l’uomo che l’umanità ha messo sotto accusa. Ecco che esce allo scoperto per dare la sua versione dei fatti. Giuda, interpretato dallo stesso Nisi, racconta la sua verità, riscrivendo i confini del suo rapporto con Cristo.

Il dramma di Giuda: gelosia, risentimento e un amore troppo umano

Giuda è un uomo capace di amare ma con l’innata imperfezione degli esseri umani: il suo amore è possesso, desiderio di essere il solo destinatario esclusivo di questo amore, senza condivisione alcuna. Quando incontra il messaggio di un Amore diverso, immensamente più̀ grande, di Gesù̀ Cristo e in quell’oceano infinito si perde. Sente la propria inadeguatezza ma rimane prigioniero dei propri limiti terreni. Vuole essere riconosciuto, avere un premio solo per il fatto stesso di esistere. Una ricompensa per la sua devozione che lo porta a desiderare la vicinanza di un uomo che, pure, è lontano da quell’ipotesi di Messia che per tanti anni ha sognato.

Giuda, Massimiliano Nisi - (c) Teatro Lo Spazio
Giuda, Massimiliano Nisi – (c) Teatro Lo Spazio

Non un leone capace di scacciare i romani dalle terre occupate ma un “agnello” che percorre una strada impervia che lo porta al sacrificio finale. L’amore di Giuda non comprende tutto questo, eppure potrebbe anche accettarlo. In cambio, però, vuole essere amato come lui pretende, con una forza unica ed esclusiva. Più̀ del prediletto Giovanni, più̀ di Pietro, che pure per amore di Gesù potrebbe anche uccidere.

Dalla disillusione di questo suo desiderio di essere amato come lui vorrebbe, non “come” gli altri ma “più” degli altri, nasce poi, dentro l’animo di Giuda, il risentimento feroce che lo porta al tradimento. Alle trenta monete lorde del sangue di Colui che, pure, tanto amava.

Giorni e orari: da giovedì 29 a sabato 31 ottobre ore 21; domenica 1 novembre ore 17. Info: 06 77076486-77204149 e info@teatrolospazio.it

a cura di Anna Cavallo

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