Galileo Galilei e l’arte di ritrarre il cielo

L’8 gennaio del 1642 Galileo Galilei moriva ad Arcetri, in provincia di Firenze. Mente illuminata e grande studioso, Galilei è considerato il padre della scienza moderna. Il suo nome è associato a importanti passi in avanti della fisica e dell’astronomia, oltre ad essere sinonimo del metodo sperimentale che tutt’oggi viene impiegato per convalidare le tesi scientifiche.

Eppure non molti sanno che gli studi di Galileo non ebbero solo un’importante impatto nel mondo della scienza, ma anche nell’arte. Infatti il modo di vedere il firmamento cambiò radicalmente in seguito ai rilievi fatti con gli strumenti galileiani per l’osservazione del cielo.

Disegni della luna di Galileo Galileo nel Sidereus Nuncius - Photo credits: meisterdrucke.it
Disegni della luna di Galileo Galileo nel Sidereus Nuncius – Photo credits: meisterdrucke.it

Galileo Galilei, le accademie e la pittura

L’apporto che l’intuito e l’arguzia di Galileo Galilei diedro all’astronomia, non lasciarono indifferenti gli artisti che vissero in quell’epoca di rivoluzioni scientifiche. Lo stesso Galileo era molto legato ad alcuni dei più grandi committenti di quegli anni come il cardinale Francesco Maria del Monte. Inoltre era vicino agli ambienti delle Accademie artistiche.

A Firenze, presso l’Accademia delle Arti del Disegno, conosce tra gli altri Orazio Gentileschi e una giovanissima Artemisia appena diciottenne. La pittrice fu molto stimata e con lui intrattenne un lungo scambio epistolare che si protrasse fino agli ultimi anni di Galileo.

Galileo Galilei, l’Immacolata Concezione dipinta dal Cigoli - Photo credits: gliscritti.it
L’Immacolata Concezione dipinta dal Cigoli – Photo credits: gliscritti.it

La luna di Galileo

L’attenzione da parte dei pittori veniva attratta soprattutto da quelle novità che riguardavano l’aspetto della luna, dei pianeti e delle stelle descritte da Galileo. I suoi stessi disegni nel Sidereus Nuncius, realizzati per altro con grande maestria, divennero dunque un richiamo irresistibile. Fino a quel momento infatti, non era possibile avvicinarsi a osservare il cielo tanto da vicino come stava facendo lo studioso.

Un esempio interessante è la raffigurazione della falce lunare sotto ai piedi dell’Immacolata in Santa Maria Maggiore a Roma, realizzata da Ludovico Cardi detto il Cigoli. Il pittore era molto amico di Galileo e un fitto carteggio tra i due testimonia che la luna dell’affresco di Cigoli trae diretta ispirazione dai disegni dello scienziato. Si legge infatti in una lettera di Federico Cesi, amico di entrambi, che Cigoli:

s’è portato divinamente nella cupola della cappella di S. S.ta a S. Maria Maggiore, e come buon amico e leale, ha, sotto l’immagine della Beata Vergine, pinto la Luna nel modo che da V.S. è stata scoperta, con la divisione merlata e le sue isolette.

Immagine in copertina: Adam Elsheimer, Fuga in Egitto – Photo credits: wikipedia.org

di Flavia Sciortino

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