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Gas: Gazprom taglia del 33% le forniture italiane, ecco il piano anti-spreco

Il colosso russo del gas, Gazprom, riduce di un terzo le forniture dirette al nostro paese, come risposta alle sanzioni economiche rivolte alla Russia, secondo una nota Eni. Siamo ancora lontani dalla crisi energetica, ma è certo il piano del nostro Paese nel caso in cui il taglio dovesse farsi più acuto. Si passa dai 32 milioni di metri cubi al giorno a 21 milioni, ma è previsto un aggiornamento se la situazione dovesse mutare. Diverse le politiche energetiche previste nel caso di un’ulteriore diminuizione del volume di gas: dal maggior affidamento sull’energia a carbone delle centrali al razionamento delle grandi industrie, fino a misure che riguardano direttamente le famiglie: risparmio sull’illuminazione pubblica e sui termostati.

Via un terzo delle forniture di gas Gazprom, ma è pronto il piano nel caso la situazione peggiorasse: si attende intanto la sottoscrizione di nuovi contratti di fornitura esteri

Gas: Gazprom taglia del 33% le forniture italiane, ecco il piano anti-spreco

Confermato da una nota di Eni il taglio delle forniture energetiche di gas Gazprom verso l’Italia. Non siamo ancora in una fase d’allarme della crisi energetica, ma il piano per arginare qualsiasi ipotesi di emergenza è praticamente ultimato. Mentre procedono le missioni commerciali e diplomatiche italiane per la sottoscrizione di nuovi contratti di approvvigionamento di gas naturale da altri paesi, soprattutto mediterranei, la riserva del Paese continua a rimanere entro i livelli standard. Ma la fase d’emergenza potrebbe sempre essere dietro l’angolo, e il piano del governo in caso di insufficienza è già pronto da tempo.

Principalmente, il piano riguarda soprattutto gli attori del grande consumo energetico come le grandi industrie. In seguito, si sottolinea l’ipotesi di rafforzare il comparto energetico a carbone della Penisola, che innalzerebbe però sensibilmente l’impronta di carbonio italiana. Un sacrificio e un rischio che, a quanto pare, il governo è disposto a correre. Ma i tagli riguarderebbero anche le famiglie, i privati e i centri urbani. Previsto nel piano anche l’abbassamento di ben due gradi del termostato e il centellinamento del consumo energetico di impianti di illuminazione pubblica. Lampioni spenti, insomma, in alcune ore della giornata, e temperature meno confortevoli negli interni. Fondamentalmente: illuminarsi di meno, per il bene di tutti.

Alberto Alessi

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