Un grande ritorno per Gazebo e di uno dei suoi brani più iconici nella versione coronaversion. Il padre della italo–disco e vera icona degli anni ’80 musicali. L’uomo che ha fatto ballare un’intera generazione di ragazzi con i suoi capolavori. Da Masterpiece a I Like Chopin, passando per la Dolce vita e La divina, per un totale di più di 12 milioni di dischi venduti nel mondo. Gazebo nome d’arte di Paul Mazzolini si è raccontato sulle nostre pagine digitali:

Come sta andando questo ritorno alla normalità?

Per fortuna il momento complicato si è molto attenuato e siamo riusciti in qualche modo a tornare ad una vita quasi normale. Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima di poter parlare di una normalità vera e propria. Per noi del mondo dello spettacolo è stato un periodo molto difficile, però sono fiducioso per il futuro.

“I like chopin (Coronaversion)” è il tuo grande capolavoro e il 2 giugno è uscita una nuova versione per ringraziare i medici che sono scesi in campo contro il covid-19. Come mai questa scelta?

Ho suonato durante il lockdown  e ho voluto rendere partecipe i miei seguaci del web con delle versioni video di chitarra e voce. Ho pensato ad “I Like Chopin” nella versione Coronaversion, per suonare con la mia fantastica band nonostante la distanza. Abbiamo deciso poi di montare il video utilizzando l’immagine del vecchio tubo catodico e mettendo in mezzo la band. L’intento del brano era quello di ringraziare i medici, gli infermieri e tutti gli addetti ai lavori, coinvolti in prima linea contro il coronavirus. È un qualcosa nato dal cuore per ringraziare questi eroi.

Cover singolo - I Like Chopin Coronaversion
Cover – Gazebo – I Like Chopin (live Coronaversion)

Tante le canzoni meravigliose della tua carriera, ma c’è un brano alla quale sei più legato?

Ogni canzone rappresenta un frammento della mia vita e all’interno ci sono esperienze e sogni. È chiaro che ci sono dei brani importanti per me, come “Masterpiece”, che è stato l’inizio di tutto, la canzone che mi ha permesso di poter pensare di fare il musicista. Ma ci sono  anche altri brani più recenti come “The Man At The Window”, singolo che parla di un uomo alla finestra, altro non era che Giovanni Paolo II. Ero molto affascinato da questo Papa e dal suo carisma. Mi è sempre piaciuto poter parlare di cose che hanno un significato profondo.

Negli ultimi anni ti sei dedicato a tanti progetti differenti e interessanti, ma ne stai preparando uno nuovo?

Questa epidemia rischia di diventare un punto di passaggio da una fase all’altra nella vita delle persone. Io ho quasi sessantanni e nel mio futuro ci sarà un discorso musicale molto più autentico. Anche se dentro di me penso di essere sempre stato un cantautore reale. Non ho mai fatto cose per motivi commerciali e nel mio futuro voglio essere ancora più libero.

Nel brano “La divina” ti sei cimentato a cantare in italiano per la prima volta. Come mai ti sei solo esibito in lingua inglese?

Io non ho cantato in italiano per pudore (ndr.), non ero convinto di poterlo fare in modo decoroso. Nasco musicalmente in giro per il mondo e naturalmente ho ascoltato tante cose in lingua inglese. Però ho sempre avuto voglia di cantare un pezzo in italiano e “La divina” è stata la scintilla.

Videoclip ufficiale Gazebo – I Like Chopin (Live Coronaversion)

Cosa hanno significato per te gli anni ’80?

Sono stati un periodo di sole, di luce, di beata superficialità. È stato un periodo dove la voglia di godersi la vita era tanta, molta gente ha un bel ricordo di quegli anni. Per me è iniziato tutto in quel decennio. Ho un ricordo molto dolce degli anni ’80.

Quasi 12 milioni di copie vendute nel mondo, ma c’è qualcosa che cambieresti nella tua carriera?

Tantissime cose in realtà! Ho fatto delle scelte acerbe da ragazzo, ma fa parte della vita. In alcune situazioni sono stato bravo, ad esempio, mi sono dato da fare affinché uscissero “Masterpiece” o “I Like Chopin”, in altre situazioni ho sbagliato e ho riposto la mia fiducia nelle persone sbagliate. È un po’ l’equilibrio delle cose, alcune volte va bene e altre no.

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